giovedì 2 maggio 2013

L'ANPI non è un partito: basta falsità e strumentalizzazioni!





Grugliasco, 2 maggio 2013

L'ANPI NON È UN PARTITO:
BASTA CON LE FALSITÀ E LE STRUMENTALIZZAZIONI


Il Comitato di Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco apprende dall'articolo pubblicato su La Stampa del 1° maggio, a pagina 61, che sarebbe stata recapitata presso la Presidenza Provinciale una lettera firmata da alcuni iscritti della propria Sezione descrivendo malcontento diffuso. Tra questi iscritti figurerebbero il Sindaco (espressione del PD locale), diversi consiglieri comunali (tutti eletti nella lista del PD locale, incluso il capogruppo), e il segretario del locale circolo PD.

Inoltre l’articolo sopra citato riportava anche dichiarazioni dell'attuale Presidente della Consulta Antifascista locale (espressione del PD locale) e del Presidente del Comitato di Sezione Cav. Antonio Falbo, guida valoriale e memoria storica della Sezione.

Chiarendo che al Comitato di Sezione non è stata recapitata alcuna lettera, assumendo per autentiche le dichiarazioni dei firmatari della lettera, vista anche l'assenza di smentite, lo stesso Comitato ritiene che siano doverose ed opportune alcune precisazioni.

 
IL COMITATO DI SEZIONE ANPI “68 MARTIRI” GRUGLIASCO:

DEPLORA:


- la modalità di comunicazione con le quali la lettera è stata resa pubblica a mezzo stampa anziché discussa nella sede appropriata - la Sezione - dei temi in oggetto;

- l'impostazione verticistica dei firmatari che hanno inviato la lettera esclusivamente al Presidente del Comitato di Sezione e al Presidente del Comitato Provinciale, in quanto il Comitato di Sezione non è stato informato e attualmente i suoi componenti non hanno ancora avuto modo di visionarla;

- la richiesta di un intervento “paternalistico” da parte del Comitato provinciale nei confronti dei giovani militanti della Sezione, adducendo di conseguenza che la Sezione non sia in grado di risolvere eventuali questioni interne e dimostrando la scarsa considerazione riposta nei militanti antifascisti appartenenti alle altre generazioni;

ESPRIME:


- piena solidarietà a tutti i propri militanti antifascisti, in particolare ai giovani, rinnovando loro profondo sostegno e appoggio, in quanto organizzatori e animatori di numerose iniziative ed attività, con grande passione, energia, spirito propositivo e costruttivo, spronandoli a proseguire convintamene la loro militanza nella Sezione e a coinvolgere altri cittadini del territorio a iscriversi alla Sezione e a diventare attivi militanti antifascisti, per rafforzare la Nuova Stagione dell’ANPI e dare continuità al presidio antifascista locale costituito dalla Sezione ANPI “68 Martiri” Grugliasco;


RIBADISCE IN MODO INEQUIVOCABILE:

- il proprio ruolo di custode della vicenda storica attraverso la quale l’Italia è riuscita a passare dalla dittatura fascista alla democrazia e di coscienza critica del Paese, per la difesa e la piena attuazione della Costituzione, nonché della memoria della strage nazifascista dei 68 Martiri del 29 e 30 aprile 1945 quale episodio fondativo dell’identità repubblicana, costituzionale e antifascista della città di Grugliasco;

- la propria piena e convinta aderenza a quanto espresso nel documento politico del XV Congresso Provinciale del 16/01/11 e Nazionale del 27/03/11, nonché nelle Relazioni organizzative-programmatiche di Sezione del 14/10/12 e Provinciale del 20/10/12;

- che le proprie decisioni sulla vita, l’orientamento, i programmi e la discussione formativa che possa caratterizzare la Sezione vengono prese in sede di Comitato di Sezione, partecipato in maggioranza da giovani ma non solo;

- le iniziative promosse e le attività svolte hanno trovato un consenso così favorevole da portare un incremento degli iscritti nell’arco temporale dal 2009 al 2013 da 75 a 130, circa il 40%;

- da quando i giovani sono parte integrante del Comitato di Sezione, cioè dal 2010, la partecipazione quotidiana degli iscritti è aumentata, costituendo un percorso di crescita individuale e collettiva, a beneficio della Sezione e di tutta la cittadinanza;

- il Comitato di Sezione, proprio in nome della partecipazione e della trasparenza, è aperto da sempre a qualunque iscritto voglia contribuire a dare il proprio aiuto, sia in termini operativi che come stimolo per affrontare/approfondire temi storici e politici;

- la Sezione è tra le più attive di tutta la provincia, sia in termini di crescita culturale che in numero di iniziative annuali, la militanza continua e l’attività permanente hanno determinato la crescita numerica degli iscritti e dei militanti;

- nell'ANPI l'autosospensione non è contemplata e non ha quindi né senso né valore, in quanto si è iscritti o non si è iscritti;

- l'ANPI non è un partito né deve diventarlo: a ulteriore garanzia di ciò la maggior parte dei componenti del Comitato di Sezione non ha partiti o liste civiche di riferimento. Persone di estrazione ideologica e politica differente collaborano fraternamente alla piena riuscita di ogni iniziativa;

- la libertà degli iscritti ANPI di iscriversi e partecipare a partiti, movimenti, comitati, collettivi, gruppi o associazioni politiche è tutelata e incoraggiata, non costituisce e non deve diventare un ostacolo alla corretta partecipazione e al libero svolgimento e coinvolgimento nelle attività della Sezione;

- la Sezione cresce e agisce nel suo insieme, in quanto impegnata secondo i principi di autonomia politica e culturale dell'ANPI, della sua unità, del pluralismo ideale e politico, indipendentemente dai partiti/liste civiche di riferimento dei propri singoli iscritti;

- all'ANPI si aderisce individualmente, lasciando al di fuori dell'Associazione il proprio partito/lista civica di riferimento: eventuali contraddizioni tra la tessera dell'ANPI e la tessera del proprio partito/lista civica costituiscono problemi personali che devono restare fuori dall'Associazione;

- in caso di assenza o impedimento del Presidente del Comitato di Sezione, quale che sia la causa, è previsto dal Regolamento nazionale ANPI l'apposito ruolo del Vicepresidente Vicario che lo sostituisce in ogni sua funzione, sempre nell'ambito collettivo del Comitato di Sezione;

- i firmatari della lettera, in quanto iscritti ANPI, non hanno partecipato a quasi nessuna iniziativa/assemblea della Sezione: in particolare Emanuele Gaito e Raffaele Bianco, quali componenti del Comitato di Sezione, avendo superato il 95% di assenze di cui la quasi totalità non giustificate, a norma di Regolamento nazionale ANPI sarebbero già decaduti da tempo dal loro ruolo direttivo;

- i giovani militanti non costituiscono esclusivamente manodopera per le iniziative ma rappresentano in modo legittimo l’azione e la rappresentanza politica della Sezione, sul territorio e all’esterno, in quanto da diverso tempo vengono invitati anche a tenere orazioni ufficiali, relazioni e interventi a dibattiti e incontri in Torino città, nella provincia e anche fuori;

 
RENDE NOTO:

- che l'unica spaccatura presente nella nostra Sezione risiede tra chi partecipa attivamente e costruttivamente da un lato e chi rifiuta di esprimersi e partecipare dall’altro;

 
NON CONDIVIDE ED ESPRIME FORTE SDEGNO:

- per il chiaro tentativo strumentale di mascherare l'assenza e l'impotenza politica dei firmatari della lettera dietro un fantomatico "conflitto generazionale" tra giovani e anziani, in quanto non esiste alcun dissidio tra i "giovani" della Sezione e gli iscritti "più maturi": l'organizzazione del 25 Aprile appena trascorso, come tutte le iniziative della Sezione, costituiscono prova di fatto della saldatura tra generazioni ormai avviata in moto perpetuo;

- per la chiara ed esplicita mancanza di consapevolezza da parte dei firmatari di che cosa sia l'ANPI oggi nella sua rinnovazione, delle iniziative svolte dalla Sezione e dell'arretratezza culturale che vorrebbe l'ANPI adibita a “museo” anziché un'associazione ricca di vivacità ed energia, volta alla formazione di buoni cittadini mediante la militanza antifascista sul territorio nelle lotte per  l'attuazione della Costituzione e l'estensione dei diritti civili;

- per la confusione dei ruoli tra l’essere iscritti ANPI e chi tra questi ricopre attualmente e temporaneamente ruoli di responsabilità istituzionale: non sono le istituzioni a decidere che cosa possano fare o non fare, discutere o non discutere le Associazioni del territorio al loro interno;

- per il rifiuto, da parte dei firmatari della lettera, di riconoscere la sovranità del Comitato di Sezione in favore di una visione “presidenziale” e verticistica, visione contraria a qualunque realtà autenticamente democratica;

 
RIVENDICA CON FERMEZZA E DETERMINAZIONE:

- la centralità e la sovranità del Comitato di Sezione, quale organo direttivo collettivo e titolare delle decisioni politiche, su qualsiasi personalismo intrapreso da uno qualunque dei suoi componenti;

- tutte le iniziative, le attività, le adesioni, le collaborazioni, le assemblee e i documenti espressi fino ad oggi dal Comitato di Sezione e dall'Assemblea degli iscritti;

- la propria capacità critica derivante dal confronto collettivo sia in fase di proposta ed elaborazione delle iniziative, sia in fase di verifica finale dei pro e contro a iniziative concluse;

- la continuità tra i valori della Resistenza al nazifascismo, che ha portato alla conquista della Costituzione e alla democrazia, con le lotte attualmente in corso per la difesa e l’estensione dei diritti sui temi del lavoro, della scuola, della sanità, della cultura, dell’ambiente, della pratica della democrazia e della sovranità popolare; contestualmente rivendica la mobilitazione permanente dell’ANPI in queste lotte con il proprio ruolo e la propria specificità;

 
SULLA QUESTIONE ANPI E TAV, INFORMA:

- all'interno della Sezione non esiste alcuna cellula NO TAV o SI TAV, in quanto la nostra Associazione non si occupa di treni ed inoltre nella nostra Associazione coesistono sul tema posizioni differenti;

- la Sezione non ha mai emesso proclami di adesione alla lotta NO TAV, bensì a singole iniziative di singoli soggetti partecipanti alla lotta NO TAV che riguardavano i diritti e le libertà fondamentali espresse nella Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza;

- nessuno degli iscritti alla nostra Sezione si è mai permesso nell'ANPI di avanzare assurdi e impropri parallelismi tra i Partigiani della Guerra di Liberazione dal nazifascismo 1943-1945 e i militanti NO TAV;

- l'iniziativa del 14/04/13 dal titolo Emergenza democratica in Val di Susa: Costituzione, democrazia, sovranità organizzata al Teatro Perempruner di Grugliasco è stata un'occasione di confronto e dibattito costruttivo congiunto con la Sezione ANPI di Bussoleno e persone che da anni denunciano la sospensione dei diritti costituzionali in Val di Susa, una vera e propria giornata di formazione condivisa, partecipata ed emozionante;

- all’iniziativa del 14/04/13 non si è assolutamente parlato della realizzazione di una linea ferroviaria, ma delle modalità con cui in Val di Susa e più in generale in Italia, si realizzano le opere pubbliche, cioè trasformandole in problemi di ordine pubblico: militarizzazione dei territori, utilizzo repressivo della forza pubblica, negazione dei diritti e dei principi sanciti dalla Costituzione, criminalizzazione del dissenso, annientamento mediatico di ogni voce critica e manipolazione della realtà dei fatti per piegarla ad esigenze politiche;

- il 14/04/13 i partecipanti hanno potuto conoscere Ugo Berga, Partigiano Combattente e Commissario Politico della 106° Brigata d'Assalto Garibaldi "Giordano Velino", la stessa brigata nella quale militò come cappellano militare Don Caustico, torturato e ucciso dai nazifascisti il 30 aprile nella strage dei 68 Martiri; Ugo Berga e i compagni di Bussoleno hanno spiegato bene sia le differenze e sia le analogie tra la Resistenza al nazifascismo e la resistenza civile NO TAV;

- la lettera è datata 13 aprile, cioè il giorno precedente all'iniziativa sull'emergenza democratica in Val di Susa: se fosse giunta per tempo sarebbe stata letta pubblicamente durante l'iniziativa per discutere insieme dei suoi contenuti in un dibattito partecipato che avrebbe sicuramente stimolato e arricchito tutti i presenti;

- in futuro si prevede di produrre un video-documentario dell'iniziativa del 14/04/13 con lo svolgimento degli interventi scritti, anche per poter condividere con altre Sezioni ANPI i contenuti dell'iniziativa;

- per ogni approfondimento sul tema ANPI "68 MARTIRI" e TAV ai numerosi ed eloquenti documenti della Sezione elaborati fino ad oggi nel dibattito aperto e permanente sul tema: La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco sul TAV (15/07/11), La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco sui fatti di Porta Nuova del 25 febbraio (2/03/12), La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco aderisce a iniziativa informativa sull'emergenza democratica in Val Susa (21/02/13), La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco risponde alla Sezione ANPI Bussoleno sulla marcia popolare in val Susa del 23 marzo da Susa a Bussoleno (21/03/13);

- il confronto, più volte proposto e realizzato dal Comitato di Sezione e per il quale non c'è mai stata censura o negazione, è sempre stato rifiutato in particolare da alcuni firmatari della lettera, con diversi tentativi antidemocratici di aggirare la Sezione per riferirsi al Provinciale, come nel caso di questa lettera, parallelamente a quanto enunciato nel vergognoso e ignobile ordine del giorno del 25 marzo approvato dalla IX Circoscrizione di Torino ai danni della Sezione ANPI “G. Perotti MAVM – A. Appendino” Nizza-Lingotto di Torino;

 
PRENDE ATTO:

- che i firmatari della lettera manifestano la volontà di restituire la tessera portando come motivazioni falsità e strumentalizzazioni maturate in conseguenza alle loro assenze pressoché totali dalla vita della Sezione;

- della profonda distanza tra i firmatari della lettera e la Nuova Stagione dell'ANPI, conseguenza di evidenti necessità personali in conflitto con i temi di matrice costituzionale propri dell'Associazione, comprese le battaglie che l'ANPI ha portato avanti a livello nazionale e provinciale, quale la campagna referendaria per l'Acqua Bene Comune (documenti nazionali del 9/04/11 e del 2/05/11 e provinciale del 14/05/11) e i referendum sul lavoro per l'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (documento nazionale del 24/09/12 e provinciali del 9/06/12 e 20/10/12), di cui coerentemente la Sezione è stata attiva promotrice a Grugliasco;

- che i firmatari della lettera, nei temi da loro elencati quali “non di competenza dell’ANPI, non tengono conto di quanto enunciato nella Costituzione, all’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, all’articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, all’articolo 9: “La Repubblica tutela il paesaggio”, all’articolo 16: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”, all’articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, all’articolo 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, all’articolo 41: ”L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”, all’articolo 43: “A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale”, e che l’ANPI si esprime legittimamente su ogni questione riguardante la Costituzione, le sue violazioni, la sua pratica e la sua attuazione;

- della coerenza espressa dai firmatari della lettera nella volontà di autoescludersi anche formalmente oltre che sostanzialmente dalla vita della Sezione, fatto quest'ultimo in corso già da tempo;

 
RITIENE:

- di dover proseguire il percorso di formazione, rinnovamento, aggiornamento e attualità della Resistenza e dell'antifascismo di tutte le generazioni, in linea con la Nuova Stagione dell'ANPI aperta a livello nazionale nel 2006, per avvicinare la cittadinanza all'Associazione, in particolar modo giovani e studenti;


SOTTOLINEA:

- che non esiste alcuna questione su cui e per cui “fare pace” e che eventuali incontri, anche con il Comitato Provinciale, siano da ritenersi di chiarimento per il metodo improprio utilizzato dai firmatari della lettera e per il loro rifiuto di partecipare, confrontare e dibattere democraticamente in Sezione nelle numerose occasioni a disposizione;


INVITA I FIRMATARI DELLA LETTERA:

- come già ripetutamente espresso in numerose occasioni, anche in presenza di componenti del Comitato Provinciale, a partecipare alle iniziative e alla vita della Sezione per confrontarsi democraticamente e dibattere sui temi di interesse dell'ANPI (Resistenza, Costituzione, democrazia, antifascismo);

- a prendere visione dei documenti congressuali e organizzativi per informarsi in cosa consista la Nuova Stagione dell'ANPI;

- a cessare ogni strumentalizzazione e ogni denigrazione - con qualsiasi mezzo - dell'attività della Sezione che danneggia irrispettosamente gli altri iscritti e il ruolo dell'ANPI in questa delicata fase di transizione;

 
INVITA TUTTI GLI ISCRITTI ALLA SEZIONE:
- ad interagire con il resto degli associati in spirito di solidarietà, fratellanza, autonomia di intelletto e ragionamento, ricordando che la libertà, così duramente conquistata dai Partigiani con la Resistenza e così appassionatamente mantenuta da chi la difende con le lotte di tutti i giorni, include quella di pensiero: significa sentirsi liberi di pensare, parlare e agire senza condizionamenti derivati da interessi terzi;
 
RICHIEDE:
- al Sindaco e all'Assessore ai rapporti con le Associazioni un incontro di chiarimento nel rapporto tra la Sezione e l'istituzione cittadina;

CONVOCA:


- un'Assemblea degli iscritti, nel mese di giugno e in presenza di un rappresentante del Comitato Provinciale, per discutere di quanto accaduto e chiarire definitivamente ogni dubbio, fraintendimento, perplessità interne sulla vita e le attività della Sezione;

- un'assemblea pubblica, nel mese di luglio, sull'attualità della Resistenza e sull'antifascismo del XXI secolo, anche alla luce dei recenti sviluppi istituzionali nazionali, in data da destinarsi, invitando specificatamente tutti i soggetti antifascisti con i quali la Sezione è entrata in relazione in questi anni di Nuova Stagione dell'ANPI (Viartisti-Teatro d’Impegno Civile, Emergency, Comitati Acqua Bene Comune, Forum Palestina, Ruskii Mir, Casa delle Donne, Collettivo AlterEva, Union Des Amis Chanteurs, FIOM-CGIL, Comitato Col del Lys, Terra del Fuoco, Movimento NO TAV, Movimento NO MUOS, Grifoni, Primule Rosse, collettivi studenteschi e universitari, militanti antifascisti di altre Sezioni ANPI, insegnanti delle scuole, ecc.).

AVANTI CON LA NUOVA STAGIONE DELL’ANPI:
PER LA RESISTENZA, LA COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA
NELLA MEMORIA L'ESEMPIO, NELLE LOTTE LA PRATICA!

 
Il Comitato di Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco




COMUNICATO STAMPA ANPI “68 MARTIRI” GRUGLIASCO
3 maggio 2013
 
Al fine di difendere la dignità e l'onorabilità della nostra Sezione ANPI e di tutta l'Associazione, diffamata mezzo stampa attraverso un articolo comparso su "La Stampa" di mercoledì 1° maggio a pagina 61, siamo richiamati al dovere di smentire le falsità riportate nel testo e nei virgolettati, a cui non è seguita smentita alcuna.

Iniziamo col dire che la lettera non è mai giunta al Comitato di Sezione, organo a cui da Statuto compete animare la vita associativa, tanto in termini operativi quanto in termini politici, e della quale siamo venuti a conoscenza per mezzo stampa.

Il numero di iscritti, dal 2010, è aumentato di circa il 40%, a conferma della buona conduzione della vita associativa portata dalla nuova dirigenza.

Va altrettanto smentita la dichiarazione falsa che "i giovani decidono tutto loro" in quanto il Comitato di Sezione è animato assiduamente anche da iscritti di altre generazioni.

La nuova stagione che l'ANPI si è data non ha solo caratteristiche generazionali, ma anche e soprattutto di rinnovamento politico. Il fatto che i firmatari non solo non conoscano l'ANPI a cui pure si sono iscritti, ma non sappiano nemmeno che i temi verso i quali la Sezione è accusata di "orientare il dibattito", siano in realtà campagne lanciate a livello nazionale, e verso le quali la nostra Sezione ha semplicemente dato gambe su cui camminare, è un fatto che parla da sé, e chiarisce quanto questi signori prendano parte alla vita associativa. La battaglia per l'acqua pubblica, per la difesa dei diritti dei lavoratori e del contratto nazionale, sono battaglia nel pieno solco dei valori della Costituzione e della Resistenza, alle quali si affiancano le commemorazioni e gli approfondimenti storici.

C'è chi vorrebbe fare dell'ANPI un museo, ovvero un associazione che si limita a portare fiori alle lapidi e a fare belle le istituzioni il 25 aprile con una ventata di gioventù. Insomma, un'ANPI priva di un'anima politica e di una coscienza propria, rilegata a semplice macchina commemorativa.

A suffragio della statura morale degli "auto sospesi", va sottolineato come la lettera riporti la data del 13 aprile, ovvero un giorno prima che l'iniziativa "Emergenza democratica in Val Susa" si tenesse al Teatro Perempruner, iniziativa che ha visto il loro rifiuto a partecipare. Ancora una volta questo fatto parla da sé, senza che sia necessario aggiungervi commenti. Aprire uno spazio di confronto sulla democrazia nella questione TAV (non sul TAV in quanto treno) aperto a tutti gli iscritti e ospitando una Sezione ANPI della Val di Susa, non può che essere un fatto positivo e di profondo respiro democratico; viceversa non partecipare a tale confronto tacciandolo di essere quello che non è, per giustificare in modo infantile la propria assenza e celare la paura di una sana discussione, è un gesto di censura e di repulsione al confronto. Impostazione che nulla ha a che fare con lo spirito che anima la Sezione e l'ANPI tutta. Inoltre il 14 aprile abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere Ugo Berga, Partigiano e Commissario politico della 106° Brigata Garibaldi, che conobbe Don Caustico, il più famoso dei 68 Martiri trucidati a Grugliasco nella strage nazifascista del 29 e 30 aprile e di cui abbiamo avuto un’emozionante testimonianza diretta.

Appare quanto meno stramba la richiesta che giunge tramite l'articolo di tentare un accordo chiedendo l'assistenza dell'ANPI Provinciale, che "aiuti a stemperare". Prima di tutto non si comprende su cosa ci sia da raggiungere un accordo: l'indipendenza della Sezione non è merce di scambio. In secondo luogo rifiutare un incontro con la Sezione chiedendo il soccorso paternalistico del Provinciale è la conferma di quanto i firmatari si ostinino a non riconoscere la piena legittimità del Comitato di Sezione, eletto formalmente e sostanzialmente secondo le regole associative e più in generale della democrazia. Siamo curiosi di comprendere cosa ci sia da "stemperare" quando non si riconoscono le strutture democratiche previste dallo Statuto nazionale.

Come sempre, la Sezione è aperta a qualunque confronto e vive di partecipazione: è stato pertanto deciso di convocare un'Assemblea degli iscritti nel mese di giugno al fine di chiarire definitivamente ogni dubbio, fraintendimento, perplessità interne sulla vita e le attività della Sezione.

Il Comitato di Sezione ANPI “68 Martiri” Grugliasco

mercoledì 1 maggio 2013

Ricordiamo Armando Valpreda e i Ribelli di Santa Libera

 
Ricordiamo Armando Valpreda e i Ribelli di Santa Libera
Domenica 5 Maggio h 10.00
sede ANPI "68 Martiri" Grugliasco, via La Salle n° 4 

Iniziativa in ricordo del Comandante Armando Valpreda

Letture, discorsi, testimonianze e riflessioni con:
- i rappresentanti dell'Istituto Storico della Resistenza di Asti,
- l'Assessore ai rapporti con le Associazioni ed ex Presidente della Pro Loco di Grugliasco Gabriella Borio,
- l'ex sindaco della Città di Grugliasco Mariano Turigliatto,
- l'ex Segretario dei Comunisti Italiani di Grugliasco Vincenzo Porcelli.
a cura della Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco

domenica 28 aprile 2013

Grugliasco Partigiana, Percorso della Memoria 1° edizione

 
Grugliasco Partigiana, Percorso della Memoria 1° edizione
Martedì 30 Aprile 2013
h 18.00 ritrovo in piazza 66 Martiri
a cura della Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco


h 18.00 Passeggiata ai piloni dei 68 Martiri e alle lapidi dei Caduti, animazione dei luoghi di memoria con letture, testimonianze e riflessioni su Resistenza, Costituzione, Pace, Democrazia.
Partecipazione gratuita.
A cura della Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco

Seguirà momento conviviale.

h 20.30 Arrivo al Monumento alla Resistenza e alla Pace per la commemorazione ufficiale dei 68 Martiri con le autorità locali, dove si svolgerà lo spettacolo di Viartisti Teatro d'Impegno Civile curato da Pietra Selva e l'orazione ufficiale di Diego Novelli, Presidente del Comitato Provinciale ANPI di Torino.


Chi sono i 68 Martiri di Grugliasco e Collegno?
Quali sono i documenti e le testimonianze con i quali si è potuta ricostruire la storia dei 68 Martiri?
Dove sono avvenuti gli scontri tra partigiani e nazifascisti?
Da dove arrivava la colonna motorizzata nazifascista che ha compiuto la strage?
In quali punti della città sono stati fucilati i 68 Martiri e dove sorgono i monumenti che li ricordano?
Dove sono stati picchiati Don Mario Caustico e Tiziano Lanza?
Dove sono stati tenuti prigionieri i partigiani e i civili rastrellati a Grugliasco e Collegno?
Quanti si sono salvati dalla fucilazione e come?
Ci sono stati cittadini grugliaschesi che hanno aiutato i nazifascisti a compiere la strage?
Perché è importante continuare a tramandare la storia dei 68 Martiri?


L'iniziativa si svolge nell'ambito delle iniziative in ricordo dei 68 Martiri del 29 e 30 aprile 1945, della Nuova Stagione dell'ANPI e del 70° anniversario della Guerra di Liberazione 1943-1945.

sabato 27 aprile 2013

Concerto rock I NUOVI PARTIGIANI: Grifoni, Primule Rosse e giovani ANPI

 
La Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco invita tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti antifascisti al grande concerto rock dal titolo "I NUOVI PARTIGIANI", che si svolge nell'ambito della Nuova Stagione dell'ANPI e sul tema "Resistenza, Costituzione, Lavoro, Democrazia" scelto dalla Sezione come tema portante dell'anno.
Vi aspettiamo numerosi dalle 20.30!
 
Concerto rock "I NUOVI PARTIGIANI" sul tema:
Resistenza, Costituzione, Lavoro, Democrazia
con il patrocinio della Città di Grugliasco
Domenica 28 Aprile 2013 h 20.30Teatro Le Serre,
Grugliasco, via Tiziano Lanza n° 31

INGRESSO LIBERO!

Sul palco si esibiranno i gruppi:
GIOVANI DELL'ANPI "68 MARTIRI" GRUGLIASCO
PRIMULE ROSSE
GRIFONI

Nel corso della serata verranno alternati momenti di musica e letture sulla Resistenza e la Costituzione, con la straordinaria partecipazione di alcuni operai delle fabbriche grugliaschesi che negli ultimi anni si sono trovati in difficoltà.
Perché il lavoro non è solo fonte di reddito periodico, ma insieme diritto e dovere dei cittadini, strumento di emancipazione sociale e di progresso per la collettività.

Ora e sempre Resistenza!


 

venerdì 19 aprile 2013

Programma 25 e 30 Aprile a Grugliasco 2013



Programma della 68° Festa di Liberazione dal nazifascismo del 25 Aprile
e del 68° anniversario della strage nazifascista dei 68 Martiri del 29 e 30 Aprile 1945

Grugliasco 25 aprile 2013

La Città di Grugliasco, attraverso la Consulta Antifascista comunale e in collaborazione con la Sezione ANPI "68 Martiri di Grugliasco, ha predisposto il programma per le celebrazioni del 68° anniversario della Liberazione, 25 aprile, e della strage nazifascista dei 68 Martiri di Grugliasco ad opera di una colonna nazifascista in ritirata, il 29 e 30 aprile 1945.


SABATO 20 APRILE

h 17.00 Omaggio ai Caduti per la Libertà
Omaggio alla lapide dei Caduti presso la Chiesa dello Spirito Santo in Borgata Gerbido.


DOMENICA 21 APRILE

h 11.00 Omaggio ai 68 Martiri
Omaggio ai Caduti al pilone dei Martiri di piazza Papa Giovanni XXIII nell’ambito della “festa di primavera” organizzata dall’Associazione Borgo San Giacomo, con il saluto del Presidente del Consiglio comunale Florinda Maisto e il presidente della Consulta Antifascista Giuseppe Rizzo.


MARTEDÌ 23 APRILE

h 19.30 Incontro "Resistenza oggi"
Circolo ARCI Casseta Popular, via Tripoli 56 Grugliasco (TO)
Dibattito sull'attualità dell'antifascismo e della Resistenza con il direttore dell'Ecomuseo Col del Lys Fulvio Gambotto, il coordinatore della Commissione "Giovani e Istruzione" del Comitato ANPI provinciale di Torino Fulvio Grandinetti, il Presidente della Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco Antonio Falbo, il rappresentante del Comitato Provinciale ANPI di Torino Angelo Boccalatte.

h 21.00 Cena Resistente
Circolo ARCI Casseta Popular, via Tripoli 56 Grugliasco (TO)
Menu fisso, prenotazioni entro sabato 20 aprile, quota 18,00 € con letture, riflessioni, musiche e memorie resistenti a cura dell’associazione Macapà.


MERCOLEDÌ 24 APRILE h 20.30
Fiaccolata per la Liberazione a Torino da piazza Arbarello a piazza Palazzo di Città.


GIOVEDÌ 25 APRILE
Festa di Liberazione a Grugliasco

h 10.00 Corteo per la Liberazione, la Resistenza e la Costituzione
Piazza 66 Martiri: corteo che si recherà al cimitero ed al monumento alla Resistenza e alla Pace di viale Echirolles, omaggio ai Caduti e interventi del Presidente della Consulta Antifascista di Grugliasco Giuseppe Rizzo, del sindaco della città di Echirolles gemellata con Grugliasco, del Presidente della Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco Antonio Falbo, di Gloria Fabbri, giovane Vicepresidente della Sezione ANPI "68 Martiri" e del Sindaco della Città di Grugliasco, Roberto Montà.

h 12.30 Grigliata partigiana di carne e verdura
Centro civico “Nello Farina”, via San Rocco 20
Numero chiuso, max 150 posti, possibilità di piatto vegetariano, quota fissa 12,00 €, prenotazioni obbligatorie da comunicare entro venerdì 19 Aprile ai responsabili organizzativi dell'ANPI scrivendo a: anpi.grugliasco@gmail.com

h 14.30 Grande Festa di Liberazione dal nazifascismo
Centro civico "Nello Farina", via San Rocco 20
Concerto di musica popolare, folk e occitana; esibizione dei cavalieri della Compagnia del Pomo e della Punta; letture, memorie e riflessioni su Resistenza, Costituzione, Pace e Democrazia.

h 21.00 Gioventù Resistente
Centro civico "Nello Farina", via San Rocco 20
Vieni a scoprire la Nuova Stagione dell'ANPI e a incontrare i giovani militanti antifascisti di Grugliasco che in questi anni hanno affiancato i Partigiani e animato l'ANPI a Grugliasco! Troverai una chitarra, canzoni partigiane, un bicchiere di vino, una caraffa di acqua pubblica e i racconti delle lotte passate e presenti: partecipa anche tu, la Resistenza continua!


DOMENICA 28 APRILE

h 10.00 Messa in suffragio dei 68 Martiri alla Chiesa di San Cassiano di Grugliasco

h 20.30 Concerto rock "I Nuovi Partigiani", 1° edizione
Teatro Le Serre via Tiziano Lanza 31, concerto di resistenza elettrica con i gruppi: giovani dell'ANPI, Primule Rosse e Grifoni (ingresso gratuito).


MARTEDÌ 30 APRILE

h 9.30 Passeggiata della pace con le scuole
Le delegazioni dei comuni di Grugliasco e Collegno, con le scolaresche, renderanno omaggio ai piloni sui luoghi dell’eccidio.

h 18.00 Grugliasco Partigiana, Percorso della Memoria, 1° edizione
Passeggiata ai piloni dei 68 Martiri e alle lapidi dei Caduti, animazione dei luoghi di memoria con letture, testimonianze, canzoni e riflessioni su Resistenza, Costituzione, Pace, Democrazia.

h 18.00 Ricordo dei 68 Martiri in Comune
Proiezione del cortometraggio “La lunga scia di sangue” sulla strage dei 68 Martiri in V Commissione consiliare, convocati tutti i consiglieri comunali.

h 20.30 Commemorazione ufficiale dei 68 Martiri di Grugliasco e Collegno
Monumento di viale Echirolles angolo via Lupo, lettura sui 68 Martiri del 29 e 30 aprile a cura di Viartisti Teatro d'Impegno Civile e dei giovani della Sezione ANPI "68 Martiri” di Grugliasco, saluti delle autorità cittadine e orazione ufficiale di Diego Novelli, Presidente del Comitato Provinciale ANPI di Torino.

giovedì 4 aprile 2013

14 aprile a Grugliasco. Giornata di formazione e dibattito sull'emergenza democratica in Val Susa: Costituzione, democrazia, sovranità


EMERGENZA DEMOCRATICA IN VAL SUSA:
COSTITUZIONE, DEMOCRAZIA, SOVRANITÀ


DOMENICA 14 APRILE 2013
Piccolo Teatro Perempruner
Grugliasco (TO) - Piazza Matteotti, 39 (fronte municipio)

Dopo più di vent'anni, di vita e di lotte, del movimento di resistenza popolare che si oppone alla realizzazione della Linea TAV Torino-Lione in Val Susa, ci chiediamo a che punto sia arrivata la questione, entro quali margini stiano operando gli attori della vicenda, e se la democrazia e la sovranità popolare, aspetti imprescindibili da qualunque interesse possa vigere in qualunque contesto, sia esso privato o pubblico, vengano ancora rispettate nel solco della nostra Costituzione, frutto della Guerra di Liberazione dal nazifascismo.

h 9.30-13.00: relazioni e interventi

UGO BERGA, Partigiano Combattente e Commissario Politico 106° Brigata d’Assalto Garibaldi “Giordano Velino"

MILITANTI ANTIFASCISTI delle Sezioni ANPI di Bussoleno-Foresto-Chianocc
o, Condove-Caprie e Nizza-Lingotto

CLAUDIO GIORNO, storico del Movimento NO TAV

LIVIO PEPINO, magistrato e coautore del libro "Non solo un treno"

LUCA GIUNTI, naturalista valsusino

MAURO MARINARI e GIANNA DE MASI, Sindaco e Assessore di Rivalta

MARIANGELA ROSOLEN, Comitato Acqua Bene Comune Piemonte

h 13.00-14.30: pranzo a buffet, pizza + bibita/birra su offerta di 5 €
(prenotazione obbligatoria entro il 12/04 ai numeri 380-2953021 e 349-8880282)


h 14.30-17.30: dibattito e confronto collettivo



Per approfondire, la nostra Sezione ANPI si è già espressa sul tema in passato:


15 luglio 2011. La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco sul TAV

2 marzo 2012. La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco sui fatti di Porta Nuova del 25 febbraio

21 febbraio 2013. La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco aderisce a iniziativa informativa sull'emergenza democratica in Val Susa

21 marzo 2013. La Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco risponde alla Sezione ANPI Bussoleno sulla marcia popolare in Val Susa del 23 marzo da Susa a Bussoleno

giovedì 21 marzo 2013

ANPI Grugliasco risponde all'ANPI Bussoleno sulla marcia popolare del 23 marzo in Val Susa


Grugliasco, 21 marzo 2013

La Sezione "68 Martiri" di Grugliasco risponde alla Sezione ANPI di Bussoleno-Foresto-Chianocco sulla manifestazione popolare del 23 marzo 2013 in Valle Susa

Care compagne e cari compagni,
abbiamo ricevuto il vostro appello in vista della grande manifestazione popolare prevista per sabato 23 marzo 2013 da Susa a Bussoleno, nella gloriosa Val di Susa che molto ha dato alla causa della Resistenza antifascista partigiana e in cui ogni paese e ogni frazione reca lapidi, piazze, strade e giardini dedicate ai Caduti della Guerra di Liberazione 1943-1945, di cui quest'anno inizia il 70° anniversario.
La nostra Sezione ha da tempo avviato un percorso di informazione e dibattito interno sull'emergenza democratica in corso - ancora oggi - in Val di Susa, dovuta alla Costituzione ripetutamente violata nella più ampia questione relativa al TAV: ricordiamo infatti la militarizzazione del territorio con recinzioni metalliche e filo spinato, l'impiego dell'esercito, posti di blocco, mezzi blindati utilizzati in guerra, sequestro di zone coltivate trasformate in zona militare, uso di armi chimiche quali lacrimogeni CS vietati dalle convenzioni europee sparati ad altezza uomo, caccia ai manifestanti NO TAV fin dentro i paesi con lancio di lacrimogeni all'interno di locali e abitazioni, la sospensione dei diritti costituzionali.
Abbiamo più volte diffuso documenti scritti e approvati dal nostro Comitato di Sezione (il documento del 15 luglio 2011 e i comunicati del 2 marzo 2012 e del 21 febbraio 2013): la nostra posizione sul tema è espressa in tali scritti, di cui invitiamo a prendere visione, e i cui contenuti aderiscono a quanto più volte enunciato anche dalla vostra Sezione. Molti dei nostri militanti antifascisti - a titolo personale - marceranno in corteo in Val Susa sabato 23 marzo al vostro fianco, in solidarietà e comunanza d'intenti; indosseranno volentieri i vostri foulard e porteranno degnamente le vostre bandiere - inclusa la bandiera della 42° Brigata d'Assalto Garibaldi "Walter Fontan" - lungo il percorso della manifestazione, simbolo di fratellanza tra i nostri territori e le nostre Sezioni.
Infatti, alcuni dei nostri Partigiani grugliaschesi sono Caduti in Val di Susa, molti dei nostri concittadini hanno combattuto contro i nazifascisti nelle Brigate d'Assalto Garibaldi che avevano come zona d'operazione la Val di Susa.
Tuttavia, prima di marciare in Val di Susa con le nostre bandiere di Sezione, riteniamo opportuno approfondire ulteriormente il tema a livello locale e organizzare un evento pubblico sul nostro territorio, sia informativo e sia formativo, per chiarire definitivamente ogni eventuale dubbio e maturare più consapevolezza, per superare eventuali e residuali reticenze dovute alla propaganda mediatica e agli interessi dei poteri forti.
Vi rivolgiamo quindi un caloroso invito a partecipare domenica 14 aprile a Grugliasco come nostri ospiti d'onore per una giornata dedicata al confronto sul tema dell'emergenza democratica in Val Susa, in modo da incontrarci e confrontarci per comprendere sia le ragioni di una lotta civile e antifascista pienamente aderente allo spirito della Costituzione e della Resistenza antifascista, sia per analizzare e rendere pubblici i motivi della partecipazione della vostra Sezione alla lotta NO TAV, in linea coerente con lo Statuto Nazionale ANPI e le direttive del nostro XV Congresso Provinciale ANPI di Torino del 15-16 gennaio 2011. Ribadiamo quanto approvato lo scorso autunno alla Conferenza di Organizzazione Provinciale del 20 ottobre 2012, riportando uno stralcio dei documenti votati:"Dal 2006 l’ANPI ha avviato la “Nuova Stagione”, aprendo le porte a chi, pur non avendo combattuto la Resistenza ‘43-‘45 contro i nazifascisti per ragioni anagrafiche, ne condivide lo spirito e i valori, sanciti dalla Costituzione. Dal 2011 molte ragazze e molti ragazzi sono entrati a far parte dell’ANPI anche con ruoli direttivi e incarichi di responsabilità. L’ANPI è e deve continuare ad essere un’Associazione libera dall’ingerenza esterna di qualunque organizzazione: la “Nuova Stagione” deve svilupparsi necessariamente nel solco di questa identità, secondo lo spirito statutario del 1945. L’ANPI non può limitarsi a citare la Costituzione e la Resistenza esclusivamente nei discorsi ufficiali, alle commemorazioni, nei convegni e nei comunicati stampa, dando alla cittadinanza un’impronta astratta di sè e delle proprie attività, rivolta al passato. Alle parole deve essere dato seguito attivo, concreto e coerente, anche a titolo di esempio rivolto alla cittadinanza e in particolar modo alle giovani generazioni, cioè al presente e al futuro della Repubblica nata dalla Resistenza.I principi della Costituzione e i valori della Resistenza devono essere praticati e tradotti nella realtà di oggi – l’Italia e il mondo del XXI secolo – e diventare fatto compiuto, sia attraverso le attività territoriali dei militanti antifascisti, sia con la partecipazione formale e sostanziale dell’ANPI – in modo critico, indipendente e secondo le proprie forme – alle iniziative attualmente in corso per la difesa e l’estensione dei diritti conquistati in decenni di lotte, anche a fronte di grandi ed estremi sacrifici. Forte della propria autorevolezza, l’ANPI deve impegnarsi attivamente per la realizzazione di una società democratica autenticamente compiuta, dando corpo alla Costituzione e rafforzando il presidio antifascista del territorio repubblicano, contro ogni tentativo ed ogni progetto presente e futuro – da qualsiasi parte provenga – di eversione neofascista, corruzione della Costituzione, regressione dei diritti e restrizione della sovranità popolare."
Consideriamo la vostra presenza a Grugliasco il 14 aprile non come la relazione ad un convegno, ma come un ritrovo di compagni di lotta che per vari motivi sono stati negli ultimi tempi - troppo - distanti.
Avete pienamente ragione: è ormai tempo di abbandonare ogni ambiguità e di rendere fatto compiuto una nuova stagione di lotta antifascista, è giunta l'ora di schierarsi e di parteggiare per la Costituzione, la democrazia, la sovranità popolare.
La riscossa del nostro popolo sarà possibile solo mediante la difesa e la riappropriazione dei beni comuni, praticando una nuova resistenza civile che tragga linfa vitale dalla memoria della Guerra di Liberazione dal nazifascismo e dall'impegno militante antifascista di presidio del territorio.
Ora e sempre Resistenza!

Il Comitato di Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco

lunedì 25 febbraio 2013

Giornata Internazionale della Donna - Grugliasco


GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
Donne, società, diritti, lotte, libertà

DOMENICA 3 MARZO 2013 DALLE ORE 10.00
Presso il Centro Civico “NELLO FARINA”
Via San Rocco, 20 - Grugliasco
h 10.00-12.00 Interventi e relazioni

h 12.00-14.00 Pranzo

h 14-17.00 Assemblea e dibattito


Verrà servito un pranzo a buffet onnivoro e veg con offerta di 6,00 €
(sconto di 1,00 € a chi si porterà piatto, posate e bicchiere)

Seguirà un pomeriggio di dibattito collettivo libero dove poter esprimere le proprie opinioni e considerazione sulla condizione della donna oggi.

Siete cortesemente invitati a prenotarvi
specificando nominativi e contatti dei partecipanti entro il 28/02/2013:
- via mail anpi.grugliasco@gmail.com
- contattando i seguenti numeri di telefono:
380/2953021 - 347/6000348
In occasione dell’evento interverranno:

- L’Associazione CASA delle DONNE di TORINO
L’associazione Casa delle donne nasce a Torino nel 1979. Non è una casa di accoglienza, ma è un luogo di donne e per le donne, aperto solo ed esclusivamente a loro, dove trovare ascolto e supporto per i propri problemi, contare sulla disponibilità e la solidarietà ed anche esprimere la propria creatività. I temi come il diritto all'autodeterminazione, la salute, la maternità, la violenza sulle donne, ma anche la corretta informazione, il lavoro, la pace sono di fondamentale importanza e accompagnano l’associazione da quasi 40 anni.
Per informazione: www.casadelledonnetorino.it

- Il Collettivo ALTEREVA
Il collettivo Altereva è formato da un gruppo di studentesse e studenti conosciuti durante l’autunno dell’Onda. A partire dal quell’esperienza il collettivo ha iniziato un percorso di formazione e di azione sul territorio sulle tematiche di genere (identità, sessualità, ruoli, storia, rapporti tra i generi, stereotipi, omosessualità, potere, società, discriminazioni, parlare di donne e uomini, etc).
Per informazione: www.altereva.it


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domenica 10 febbraio 2013

L'ANPI contro il revisionismo politico della storia e il neofascismo: 10 Febbraio 2013





Contributo della Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco al Presidio Antifascista per la Pace, la Democrazia e la verità storica organizzato dal Comitato ANPI Provinciale di Torino in piazza Nazario Sauro (Torino) per domenica 10 febbraio 2013

Appello della Sezione ANPI “68 Martiri” di Grugliasco 
 per la mobilitazione antifascista 
contro il revisionismo politico della storia 
e la riabilitazione dei nazifascisti da parte della Repubblica

Il Comitato di Sezione ANPI “68 Martiri” di Grugliasco dedica questo volantino e questa mobilitazione al compagno Bruno Radich, Partigiano della 17° Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cima", 3° Divisione Garibaldi "Amedeo Tonani", grugliaschese di origini istriane, nato a Pola il 10/12/1921, nome di battaglia "Areo", Caduto in combattimento al Col del Lys il 2/07/44, generoso sacrificio per la libertà di tutti i popoli contro i nazifascisti, nemici dell'Umanità e della Patria.
 

I nazifascisti non sono e non saranno mai 

né vittime, né martiri

Il 10 febbraio 1947 venne firmato il Trattato di pace di Parigi tra gli Alleati vincitori della Seconda Guerra Mondiale e i Paesi sconfitti alleati del Terzo Reich tedesco, tra cui l'Italia, che doveva pagare le colpe del fascismo di Mussolini, coautore della guerra totale e razzista che aveva provocato 55 milioni di morti, generando oppressione, miseria, fame, terrore, distruzione a fianco dei nazisti per 4 su 6 anni di guerra.
Da ormai diversi anni nel nostro Paese, invece, la data del 10 febbraio è celebrata come il “giorno del ricordo” delle "vittime delle foibe" e dell'esodo, stabilendo così un'artificiosa e scorretta relazione di causa-effetto tra i due fenomeni. Inoltre, dal testo della legge che istituisce questa “solennità” civile (Legge n°92 del 30 marzo 2004), emerge chiaramente la volontà, oggi sancita con legge dello Stato, di riabilitare e celebrare come martiri alcune centinaia di nazifascisti della RSI o alle dirette dipendenze del Terzo Reich, giustiziati dai partigiani jugoslavi e i cui corpi vennero gettati nelle cavità carsiche definite "foibe", pratica già in uso nei decenni precedenti e non riconducibile ad alcun genocidio anti-italiano propagandato dai revisionisti politici della storia.
Con la Legge 92/04, la Repubblica riconosce ufficialmente anche - soprattutto - fascisti e collaboratori dei nazisti, militari e civili, inclusi diversi criminali di guerra. Infatti le forze reazionarie e neofasciste hanno tentato di inserire il “giorno del ricordo”, quale giornata dell'orgoglio fascista, in un più ampio progetto di equiparazione dei morti nazifascisti ai Caduti della Guerra di Liberazione 1943-1945, quella Resistenza che conquistò in Italia la libertà, la Costituzione, la democrazia.
La propaganda viene portata avanti al grido di “sono tutti morti italiani”: in realtà i nazifascisti non sono e non saranno mai né vittime né martiri e noi antifascisti ci rifiutiamo di onorarli.

Il ruolo e la posizione dei militanti antifascisti dell'ANPI

Ci opponiamo fermamente alla semplificazione e alla strumentalizzazione della storia, manipolata appositamente per supportare precise esigenze irredentiste e portare avanti progetti politici intrisi di nostalgia fascista e nazionalista. Per noi antifascisti è fondamentale considerare per quale progetto di società hanno operato in vita e per quali ideali si sono sacrificati i morti di quegli anni. Riteniamo che sia scorretto, offensivo, democraticamente e politicamente inaccettabile considerare alla stessa stregua chi morì per difendere la libertà, la democrazia e i diritti e chi morì cercando di difendere la dittatura fascista e completare il progetto di società razzista fondata sulla violenza, sullo sfruttamento dei lavoratori, sull’eliminazione di massa delle "razze inferiori" e degli oppositori.
Sentiamo la necessità di chiarire che cosa è successo in questi anni di propaganda e di ribadire che il riconoscimento ufficiale dei nazifascisti da parte della Repubblica va respinto con determinazione e in modo organizzato mediante iniziative culturali - in particolar modo verso i giovani e le scuole - volte a far conoscere la storia, rifiutando la vulgata politica neofascista calata dall’alto tramite il “giorno del ricordo”, oggi divenuta "verità" ufficiale di Stato sancita per legge.
Ci proponiamo di raccontare, attraverso documenti e testimonianze (tra questi il video “Fascist Legacy” della BBC, la Relazione della Commissione storica mista italo-slovena del 1993-2000, pubblicata a cura dell’ANPI di Gorizia, che analizza i rapporti tra i due paesi tra il 1880 e il 1956, i documenti pubblicati su Patria Indipendente tra il 2005 e il 2012), come si sono realmente svolte le vicende storiche dall'inizio del fascismo, in particolare quelle riguardanti il confine orientale e la Jugoslavia, con il progetto di genocidio delle popolazioni jugoslave da parte dei fascisti italiani. 

Crimini fascisti e pulizia etnica in Jugoslavia
A partire dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino al 1943, nei territori annessi e in tutta la Jugoslavia occupata, l’esercito italiano e le milizie fasciste compirono violenti massacri, attuando una vera e propria bonifica etnica delle popolazioni jugoslave, distruggendo interi villaggi e sterminando la popolazione civile, dando luogo a innumerevoli stragi, oggi dimenticate e sepolte sotto l’oscuro e pericoloso manto auto-assolutorio degli “italiani brava gente”.
Con il Trattato di Rapallo del 1920, circa 500.000 sloveni e croati entrarono a far parte del Regno d'Italia e divennero "italiani", ma già il 13 luglio 1920 gli squadristi italiani incendiarono il Narodni Dom, la casa del popolo sloveno quale simbolo della cultura e della comunità slovena.
La politica di distruzione dell’identità slovena e croata è stata praticata dallo Stato italiano (prima liberale e poi fascista) negli anni '20 e '30 mediante l’italianizzazione forzata dei cognomi (circa 500.000), dei nomi personali e dei toponimi, il divieto di parlare sloveno e croato, la chiusura di tutti i giornali (31), la soppressione dei circoli culturali, dei soggetti di rappresentanza politica e sociale, delle scuole (circa 400 con 840 classi e 52.000 studenti), l’espropriazione dei beni e delle terre consegnate agli italiani che, sullo stesso modello coloniale applicato in Africa, sostituivano la popolazione slovena e croata che era fuggita all'estero tra le due guerre mondiali (un esodo dimenticato di oltre 100.000 persone). Inoltre, la repressione del Tribunale Speciale contro ogni tentativo di ribellione fu particolarmente violenta contro la comunità slovena e croata: 131 processi su 978 riguardavano sloveni e croati, 544 imputati su 5.600 erano sloveni e croati, 33 condanne a morte su 42 erano state emanate contro sloveni e croati.
Il 6 aprile 1941 l'Italia aggredisce militarmente la Jugoslavia con centinaia di migliaia di soldati e truppe d'invasione senza alcuna dichiarazione di guerra. Tra il 1941 e il 1943 i fascisti italiani si distinsero per la crudeltà di stampo terroristico e razzista antijugoslavo, soprattutto verso la popolazione civile: incendi, torture, impiccagioni, stragi e massacri, deportazioni, fucilazioni, stupri, oltre 350.000 morti. La circolare 3C del generale Mario Roatta (1° marzo 1942) fissava le regole con le quali le autorità militari italiane dovevano condurre l'occupazione in Jugoslavia, del tutto simili alle direttive naziste applicate all'Italia occupata: uccidere i Partigiani presi prigionieri sul campo, incendiare le loro case, individuare in ogni paese ostaggi da fucilare per rappresaglia in caso di attacchi partigiani, svuotare i villaggi della popolazione deportando nei campi di concentramento tutti gli abitanti di quelle zone che sostenevano la Resistenza antifascista.
Ricordiamo, infatti, il crimine italiano dimenticato dei campi di concentramento fascisti in Italia e Jugoslavia, nei quali furono deportate oltre 100.00 persone tra partigiani e civili jugoslavi, inclusi molti bambini: i più famosi Kampor sull’isola di Rab, Gonars, Visco, Chiesanuova, Cairo Montenotte, Renicci di Anghiari, Colfiorito, Monigo di Treviso, Fraschette di Alatri, Fossalon di Grado, nei quali perirono migliaia di persone tra fucilazioni, violenze, fame e malattie.
Dall’autunno 1943, il territorio corrispondente alle allora province di Udine, Gorizia, Fiume, Pola e Lubiana era stato definito Zona di Operazione Litorale Adriatico e posto sotto diretta amministrazione nazista: i militari e le forze dell’ordine italiane furono quindi impiegate, su ordine tedesco, in azioni antipartigiane, rastrellamenti, torture, deportazioni e massacri di civili e partigiani su tutto il territorio del Litorale Adriatico.
Ricordiamo che tra il 1943 e il 1945 ben 53 convogli di deportati politici su 80 (cioè due su tre) e diretti ai campi di sterminio nazisti di Dachau, Mauthausen e Buchenwald, partirono proprio da Trieste, Pola e Monfalcone per un totale di oltre 10.000 deportati: l'antifascismo e la Resistenza si erano sviluppate molto nel fertile suolo delle rivendicazioni nazionali delle comunità slovena e croata proprio perché intendevano riconquistare le libertà perdute e quindi porre fine alla violenta oppressione razzista italiana che il regime fascista faceva coincidere con lo Stato italiano.
Il fascismo di Mussolini ha anche accolto, negli anni ’30, gli ustascia, i fascisti croati comandati da Ante Pavelic, addestrando le sue truppe in appositi campi militari in Italia e armando lo “Stato Indipendente di Croazia”, di cui era sovrano Aimone di Savoia. Pavelic e gli ustascia attuarono massacri particolarmente cruenti, un genocidio su vasta scala di cui è corresponsabile il fascismo italiano: oltre 700.000 persone (tra cui ebrei, rom, serbi e dissidenti politici) sono state eliminate nei campi di sterminio ustascia, il più famoso Jasenovac.

Partigiani italiani e Partigiani jugoslavi: fratellanza antifascista
Sentiamo il dovere di ricordare le formazioni partigiane composte da italiani che hanno combattuto in Jugoslavia al fianco delle brigate partigiane del Maresciallo Tito per cacciare i nazifascisti di Mussolini, Hitler e Pavelic dai Balcani (in particolare le Divisioni "Garibaldi" e "Italia") unitamente alle brigate e i battaglioni composti da jugoslavi che dopo la liberazione dei campi di concentramento fascisti si sono uniti ai partigiani italiani, simbolo della fratellanza antifascista e dell’internazionalismo della Resistenza, contro i collaborazionisti fascisti di ogni nazionalità. Una decina di Partigiani jugoslavi riposano nel Campo della Gloria del Cimitero Monumentale di Torino: i loro nomi sono Bukvic Savo, Dabanovic Velizar, Dolovac Visica, Gregors Frano, Ksizninoc Sergije, Lovacic Bruno, Mencak Adolf, Radunoc Djuro, VisijanovicIlija Davide, Aleksic Miodrag. A questi uomini va il nostro pensiero e la nostra gratitudine per essersi sacrificati per la nostra libertà e aver scritto alcune delle pagine migliori della nostra storia.

Neofascisti in corteo a Torino: un'offesa alla Resistenza e alla città

Da diversi anni alcune organizzazioni neofasciste e neonaziste organizzano a Torino sfilate e iniziative per ricordare, in occasione del 10 febbraio, tutte le “vittime delle foibe”, celebrando i nazifascisti come eroi e "martiri difensori dell’italianità dei confini", riprendendo la propaganda fascista e nazionalista del 1943-1945 portata avanti in particolare dai servizi della Decima Mas: questo reca una profonda e violenta offesa sia agli oltre 17.000 Caduti istriani, tra vittime della repressione nazifascista, morti nei campi di sterminio e Partigiani caduti nella Resistenza armata, sia alla città di Torino, Medaglia d’Oro per la Resistenza, che ha ospitato la comunità istriana sul proprio territorio dopo l'esodo. Un generoso contributo, quello istriano, alla causa antifascista che non può essere confuso con chi ha sostenuto e animato il nazifascismo, sterminando nei forni crematori della Risiera di San Sabba e di Auschwitz gli oppositori politici, i partigiani degli eserciti di liberazione e le "razze" ritenute inferiori.
Riteniamo inoltre profondamente scorretto e irrispettoso strumentalizzare per fini politici ed elettorali il dolore dei circa 250.000 esuli istriani, il cui esodo avvenne a più riprese nel corso di oltre 15 anni come conseguenza in primo luogo della guerra provocata dai nazifascisti, fenomeno che va correttamente contestualizzato nel più ampio panorama europeo in cui vi furono migrazioni postbelliche che coinvolsero circa 15 milioni di persone.

Proposte di mobilitazione per il futuro

Coordiniamoci tra Sezioni ANPI e con il Comitato Provinciale, promuovendo un vasto fronte unitario antifascista popolare e organizzandoci per contrastare in modo civile ed efficace l'avanzata neofascista in ogni ambito e in ogni settore della società. Attiviamoci per:

  • proseguire la mobilitazione in corrispondenza del 10 febbraio di ogni anno, perpetuando il presidio antifascista contro il revisionismo politico della storia per tutti gli anni a venire, coinvolgendo altri soggetti politici e sociali del territorio e prevedendo iniziative culturali e divulgative sul tema in modo da trasformarlo in un appuntamento fisso e partecipato dalla popolazione.
  • condividere la documentazione, le fonti, i dati per approfondire i temi del confine orientale e della Legge 92/2004, per produrre materiale da diffondere, estendendo la mobilitazione antifascista sul territorio attraverso la consapevolezza della cittadinanza.
  • coinvolgere le istituzioni locali per promuovere formazione storica e antifascista volta alla crescita intellettuale, culturale, politica e civile di chi temporaneamente ricopre ruoli istituzionali negli organi di rappresentanza popolare, a partire dalla Costituzione nata dalla Resistenza.
  • rinnovare il corso di formazione per militanti antifascisti organizzato dalla commissione "Giovani e Istruzione" del Comitato Provinciale ANPI di Torino, concentrandosi sui temi del revisionismo politico della storia, lo sdoganamento dei neofascisti, la sovranità popolare, la pratica della democrazia e l’attualità dell’antifascismo.


NELLA MEMORIA L’ESEMPIO, NELLA LOTTA LA PRATICA 
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

 
Fonti e materiali per approfondire: questo materiale costituisce una minima parte e rimanda a numerose ulteriori documentazioni sul tema

I rapporti italo sloveni 1880-1956. Relazione della commissione storico-culturale italo-slovena, 2000, ANPI Provinciale di Gorizia
Patria Indipendente, ANPI Nazionale, articoli sul tema tra il 2004 e il 2012 disponibili sul sito www.anpi.it

Partigiani italiani in Jugoslavia e Partigiani jugoslavi in Italia
Con gli italiani. Una cronaca mezzo secolo dopo, 2010, Associazione Culturale Stella Alpina
I partigiani jugoslavi nella Resistenza italiana. Storie e memorie di una vicenda ignorata, di Andrea Martocchia, 2011, Odradek

Revisionismo politico della storia, falsi storici e strumentalizzazioni
La storia negata. Il revisionismo e il suo uso politico, AA.VV, 2009, Neri Pozza Editore
Revisionismo storico e terre di confine, atti del corso di aggiornamento del CESP del 13-14 marzo 2006 a Trieste, AA.VV, 2007, Kappa Vu
La foiba dei miracoli, indagine sul mito dei sopravvissuti, di Pol Vice, 2008, Kappa Vu

Campi di concentramento italiani e pulizia etnica fascista in Jugoslava
Fascist Legacy, L'eredità fascista, documentario sui crimini italiani in Africa e Jugoslavia e sull'impunità dei criminali di guerra italiani, 1989, BBC
Il campo di sterminio fascista di Rab, di Franc Pototnic, ANPI Provinciale di Torino
I campi di concentramento per internati jugoslavi nell'Italia fascista. I campi di Gonars e di Visco, atti del convegno del 29 novembre 2003 a Palmanova, 2004, Kappa Vu
I campi del Duce. L'internamento civile nell'Italia fascista (1940-1943), di Carlo Spartaco Capogreco, 2004, Einaudi
Lager Italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943, di Alessandra Kersevan, 2008, Nutrimenti
Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943, di Alessandra Kersevan, 2010, Kappa Vu
Dalle catene alla libertà. La "Rabska Brigada", una brigata partigiana nata in un campo di concentramento fascista, di Anton Vratusa, 2011, Kappa Vu
The Gonars Memorial 1942-1943. Il simbolo della memoria italiana perduta, DVD, di Alessandra Kersevan e Stefano Raspa, 2005, Kappa Vu
Sapevi che?, opuscolo sul Litorale Adriatico, ANPI Provinciale di Gorizia,
La Resistenza fa scuola, opuscolo sulle scuole partigiane slovene, 2010, ANPI Provinciale di Trieste
Ante Pavelic. Il Duce croato, di Massimiliano Ferrara, 2008, Kappa Vu

Occupazione militare, criminali di guerra italiani e mito della "brava gente"
Italiani senza onore. I crimini di guerra in Jugoslavia e i processi negati 1941-1951, di Costantino Di Sante, 2005, Ombre Corte
Criminali di guerra italiani. Accuse, processi e impunità nel secondo dopoguerra, di Davide Conti, 2011, Odradek
Italiani brava gente, di Angelo Del Boca, 2005, Neri Pozza Editore
Si ammazza troppo poco, condannati a morte, ostaggi, passati per le armi nella provincia di Lubiana 1941-1943, di Tone Ferenc, 1999, Istituto per la Storia moderna di Lubiana
L'occupazione allegra. Gli italiani in Jugoslavia 1941-1943, di Eric Gobetti, 2007, Carocci
L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della "brava gente" 1940-1943, di Davide Conti, 2008, Odradek

"Foibe"
Operazione Foibe a Trieste tra storia e mito, di Claudia Cernigoi, 2005, Kappa Vu
Foibe, revisionismo di Stato e amnesie della Repubblica, atti del convegno Foibe: la verità contro il revisionismo storico del 9 febbraio 2008 a Sesto San Giovanni, AA.VV, 2010, Kappa Vu
Dossier foibe, di Giacomo Scotti, 2005, Manni 
Foibe e deportazioni. Per ristabilire la verità storica, quaderni della Resistenza n°10, 1998, Comitato Regionale ANPI Friuli Venezia Giulia

Esodo
Esuli a Trieste. Bonifica nazionale e rafforzamento dell'italianità sul confine orientale, di Sandi Volk, 2004, Kappa Vu
Metamorfosi etniche. I cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria 1914-1975, di Piero Purini, 2010, Kappa Vu

giovedì 7 febbraio 2013

Presidio Antifascista per la verità storica: 10 febbraio


ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comitato ANPI Provinciale di Torino
Ente Morale dal 1945

 
Presidio Antifascista per la Pace, la Democrazia e la verità storica
Domenica 10 Febbraio 2013
Torino, piazza Nazario Sauro h 15.00
Mostre, documenti, musica, vin brulè, the caldo

 
Domenica 10 febbraio 2013 dalle 15.00 alle 18.00 il Comitato ANPI Provinciale di Torino, su proposta della Commissione Giovani e Istruzione, ha organizzato un presidio antifascista a Torino in piazza Nazario Sauro: per la pace, la democrazia e la verità storica sulle complesse vicende del confine orientale.
In piazza Nazario Sauro sono presenti panchine, una fontana e un'area gioco per bambini, per un presidio antifascista formato famiglia con bimbi e bimbe.
Al presidio eseguiremo letture, suoneremo musica dal vivo, sarò possibile prendere visione della mostra "Fascismo Foibe Esodo" dell'ANED e bere un bicchiere di vin brulè o di the caldo.
Tutte le nostre Sezioni territoriali e periferiche sono invitate a partecipare con la presenza dei propri iscritti e militanti con il foulard e con le rispettive bandiere di Sezione.
L'iniziativa si svolge nell'ambito della Nuova Stagione dell'ANPI per l'attualità dell'antifascismo nel XXI secolo.
Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni e i soggetti politici che condividano i valori della Resistenza e della Costituzione a partecipare e diffondere.
Evento su facebook.
Grazie per la collaborazione.
Saluti fraterni e antifascisti

sabato 19 gennaio 2013

Ciclo di incontri su deportazio​ne e lager - Giornata della Memoria 1945-2013

 
Grugliasco
Giornata della Memoria 1945-2013


Per il 68° anniversario della Liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz ad opera dell'Armata Rossa dell'Unione Sovietica e in ottemperanza alla Legge n° 211 del 20 luglio 2000 che istituisce la Giornata della Memoria, la Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco organizza la 2° edizione di "Sentieri di memoria e cittadinanza", cineforum tematico sulla deportazione e i campi di concentramento nazisti e fascisti.
Ai partecipanti verrà consegnato materiale cartaceo e bigliografia di riferimento.

L’iniziativa si svolge nell'ambito della Nuova Stagione dell'ANPI all’interno della campagna nazionale ANPI 2013 "La memoria batte nel cuore del futuro".

Tutte le serate sono ad ingresso libero e si terranno presso la sede dell'ANPI, al secondo piano di via La Salle 4 in Grugliasco (TO) e prevedono proiezioni, letture e dibattito.

L'iniziativa è patrocinata dalla Consulta Antifascista permanente della Città di Grugliasco

Invitiamo a partecipare numerosi.


Sentieri di memoria e cittadinanza 2° edizione
Cineforum sulla deportazione e i campi di concentramento nazisti e fascisti
Video, letture, dibattito
Grugliasco, via La Salle 4 – sede ANPI secondo piano


Domenica 27 Gennaio 2013 h 20.45
Gli ebrei che sfidarono Hitler: i fratelli Bielski

Storia di una famiglia di ebrei perseguitati dai nazisti che scelgono la Resistenza armata e salvano centinaia di persone dai campi di sterminio.

Mercoledì 13 Febbraio 2013 h 20.45
L'eredità fascista e neofascismo in Italia: prima parte

Crimini fascisti, pulizia etnica dell'esercito italiano in Africa e Jugoslavia negli anni '30 e '40, campi di concentramento italiani, revisionismo politico della storia, sdoganamento dei nazifascisti negli anni '90 e attività neofascista in Italia.

Giovedì 21 Febbraio 2013 h 20.45
L'eredità fascista e neofascismo in Italia: seconda parte

Crimini fascisti, pulizia etnica dell'esercito italiano in Africa e Jugoslavia negli anni '30 e '40, campi di concentramento italiani, revisionismo politico della storia, sdoganamento dei nazifascisti negli anni '90 e attività neofascista in Italia.


Il Comitato di Sezione ANPI “68 Martiri” Grugliasco

venerdì 18 gennaio 2013

Emergency sulla guerra in Mali

 Sulla guerra in Mali - comunicato di Emergency

Il ministro degli Esteri Terzi ha dichiarato che l'Italia offrirà "supporto logistico all'operazione in Mali".
La disponibilità è stata motivata con la necessità di "evitare il consolidamento di una presenza terroristica che minaccia il Paese".
Non abbiamo mai visto una guerra che abbia fermato il terrorismo, ma abbiamo visto il contrario: il terrorismo e la violenza che vengono alimentati dall'intervento militare e dall'occupazione straniera. L'esito del conflitto afgano è l'esempio sotto gli occhi di tutti.

Il ministro della Cooperazione Riccardi ha dichiarato che l'Italia si prepara ad appoggiare "un'operazione delle Nazioni Unite in cui però vediamo una preponderante necessità di stabilizzazione, di aiuto umanitario per i profughi, di sostegno alla nascita di una governance politica e civile della regione".
Agire - prima - per la stabilizzazione, l'aiuto umanitario, il sostegno alla nascita di una governance politica e civile, il controllo sul mercato delle armi che l'Europa e l'Italia esportano in quantità anche verso Stati che non rispettano i diritti umani, avrebbe forse potuto prevenire la guerra che adesso sembra inevitabile. Si chiama politica estera.
Europa e Italia sembrano ormai aver rinunciato definitivamente a condurre una vera politica estera, con gli strumenti della diplomazia e della pratica dei diritti, avendo scelto di sostituirla sistematicamente con l'opzione militare.

La situazione umanitaria in Mali è molto grave, ma l'unico intervento nel quale l'Occidente è disposto a impegnarsi è quello armato, che non farà altro che acuire l'instabilità politica dell'area e peggiorare le condizioni di vita della popolazione.
L'Italia, con la sua Costituzione, ha scelto oltre sessant'anni fa di ripudiare la guerra perché ne aveva toccato con mano le sue conseguenze: distruzione e morti.
Era stato detto "Mai più", ma ancora una volta quella decisione è diventata negoziabile: ancora una volta la guerra porterà violenza laddove c'è invece bisogno di difendere i diritti umani fondamentali.


Emergency rifiuta questa guerra, come rifiuta tutte le guerre: sono la nostra etica, il nostro lavoro e la nostra Costituzione a chiedercelo. Emergency continua a credere che l'unico antidoto efficace al terrorismo, alla violenza e alla guerra sia la pratica dei diritti umani. Ogni giorno, per tutti.
 
(18 gennaio 2013)

giovedì 17 gennaio 2013

Calendari ANPI Grugliasco 2013


Calendari ANPI "68 Martiri" Grugliasco 2013 

Campagna ANPI 2013: "LA MEMORIA BATTE NEL CUORE DEL FUTURO"
Foto - iniziative - opere dell'artista grugliaschese Federico Naso - cultura della Resistenza
Costo: 10,00 euro


Siamo lieti di comunicare che sono ancora disponibili presso la Sezione, al costo di 10,00 euro a copia, alcuni calendari ANPI 2013.

Chi ne volesse ritirare una o più copie, può segnalarlo rispondendo alla presente o accordandosi con il Vicepresidente Vicario della Sezione.
 
Il Calendario ANPI "68 Martiri" Grugliasco 2013 rappresenta simbolicamente e graficamente l'impegno per la memoria antifascista e l'impegno civile sul territorio, una forma sperimentale di archivio pubblico e sintetico delle attività svolte nell'anno precedente.

Per ogni pagina mensile, infatti, sono presenti diverse foto di iniziative organizzate o partecipate dalla Sezione, impreziosite da un'elaborazione grafica della Gru Partigiana realizzata dall'artista grugliaschese Federico Naso, già autore dei quadri della mostra sui 68 Martiri di Grugliasco e Collegno.

Diffondere questo calendario significa quindi non solo sostenere economicamente le attività dell'ANPI "68 Martiri" Grugliasco, ma farsi promotori, nel corso del tempo, della cultura della Costituzione e e dei valori della Resistenza.

Questo progetto creativo sperimentale si svolge nell'ambito della Nuova Stagione dell'ANPI e della campagna di tesseramento ANPI 2013 "La memoria batte nel cuore del futuro".

Il Comitato di Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco