lunedì 5 dicembre 2011

Giuramento della Garda 2011



Rinnovo del Giuramento della Garda
8 Dicembre 1943-2011
San Giorio di Susa h 10.00

Giuramento della Garda 2011
Giovedì 8 Dicembre 2011
h 10.00 Ritrovo in piazza Giordano Velino a San Giorio di Susa
h 10.30 Alzabandiera al Parco della Memoria, frazione Garda
Saluto del Sindaco di San Giorio, Danilo Bar
Orazione ufficiale del Vicepresidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà
Canzoni partigiane sulle corde di una chitarra, gruppo Le Malecorde
h 13.00 incontro conviviale presso il ristorante La Balma
Prenotazione entro il 3 dicembre presso:
Danilo Bar 328/2886136
Massimo Bachetti 333/7570853 – 011/9637704
Ristorante La Balma 0122/49617

Tutte le Sezioni ANPI sono invitate a partecipare con delegazioni e bandiere.
Con il patrocinio del Comune di San Giorio di Susa

In caso di maltempo la manifestazione avrà luogo in piazza 5 Martiri, c/o Centro polivalente di San Giorio di Susa.


VAL SUSA, DICEMBRE 1943
I tedeschi si stavano organizzando per un rastrellamento in grande stile. Il brigadeführer delle SS Paul Zimmermann intendeva infatti approfittare dell’inverno, che rendeva impossibile la ritirata in alta valle o il passaggio nelle valli contigue, per stroncare definitivamente il movimento partigiano. L’attacco tedesco scattò il 20 dicembre e fino alla metà di gennaio tutta la zona fu sottoposta a continue incursioni, accompagnate da incendi, arresti, saccheggi, furti e violenze di ogni genere, ma non riuscì a soffocare il movimento partigiano, anche perché il Comando militare della valle di Susa, in accordo con i comandanti delle varie formazioni e il CLN di Torino, aveva provveduto a sciogliere temporaneamente le bande, a eccezione di un gruppo di sciatori in alta valle e un gruppo di sabotatori in bassa valle.
Prima però di sciogliersi i principali organizzatori della resistenza della valle di Susa si ritrovarono l’8 dicembre in località Garda, presso la frazione Martinetti di San Giorio, dove prestarono solenne giuramento di lottare con tutte le loro forze contro l’occupatore straniero.

domenica 27 novembre 2011

Domenica 4 dicembre gazebo + formazione ANPI sui 68 Martiri di Grugliasco


Domenica 4 Dicembre h 9.30-12.00
Grugliasco, piazza 66 Martiri
Gazebo ANPI in ricordo degli attentati neofascisti avvenuti a Grugliasco

Al gazebo sarà possibile ricevere notizie sull'attività della Sezione, dell'ANPI Provinciale e Nazionale; abbonarsi a Patria Indipendente, rivista nazionale ANPI; trovare copie del giornalino di Sezione "La Gru Partigiana" e altre pubblicazioni in offerta libera; cantare canzoni partigiane; prendere visione di fotografie storiche di Grugliasco.
Ci si potrà iscrivere all'ANPI, la tessera ordinaria costa 15,00 €, per gli studenti delle scuole superiori 10,00 €.
Sarà occasione di ricordare gli attentati neofascisti avvenuti a Grugliasco il 4 dicembre 1969 proprio in piazza 66 Martiri, come ricordato dall’Indagine sull’Attività Neofascista in Piemonte dell’aprile 1975: “Grugliasco 4/12/1969 Tentativo di incendio alla Sezione comunista “66 Martiri” che si trova nell’omonima piazza di Grugliasco”.

Domenica 4 Dicembre h 15.00-18.00
Grugliasco, Sezione ANPI, via la Salle 4
Formazione militanti ANPI: i 68 Martiri di Grugliasco

h 15.00 Proiezione video "La lunga scia di sangue"
h 16.00 Dibattito e presentazione documenti storici
L'ANPI di Grugliasco organizza un pomeriggio di formazione per militanti, iscritti e simpatizzanti sulla strage nazifascista dei 68 Martiri di Grugliasco. Sarà proiettato il video “La lunga scia di sangue” a cui seguirà dibattito. Saranno analizzati i documenti storici e le testimonianze riguardanti l'eccidio. Saranno inoltre presentati documenti inediti che gettano nuova luce sulle responsabilità italiane della strage nazifascista.

Le due iniziative si svolgono nell'ambito della "Nuova Stagione" dell'ANPI e della campagna di tesseramento ANPI 2012 "Costituzione, Democrazia, Diritti".

lunedì 21 novembre 2011

Manifestazione nazionale per i Beni Comuni 26/11 a Roma

 
MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER I BENI COMUNI
ROMA, 26 NOVEMBRE 2011

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA 
PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, 
PER UN'USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI


Roma, ore 14.00 - Piazza della Repubblica
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.

Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un'inversione di rotta rispetto all'idea del mercato come unico regolatore sociale.
Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.
Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATOE TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE

Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.
Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.

Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a Marzo 2012.
Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.


Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.


Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.
Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.
Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.

E un futuro diverso per tutte e tutti.



Promuove: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua



Aderiscono: "Aghe di mont" - Coordinamento dei Comitati della Montagna Friulana per l'Acqua Pubblica, AIAB - associazione italiana agricoltura biologica, Alternativa Ribelle/Ribalta, Alternativ@Mente, Ass. Altraladispoli, Ass. Altramente, Ass. BETA-L.E.E.S., Ass. Città della Gioia onlus (Napoli), Ass. Culturale I Care, Ass. Culturale Partecipazione, Ass. Federata di Tutela degli Utenti e  Consumatori - USICONS, Ass. Fratelli dell'Uomo, Ass. InFormazione InMovimento Legnano Arese, Ass. Logout Lab, Ass. Luoghi-Comuni: movimento Piceno di Democrazia dal basso, Ass. Monastero del Bene Comune - Verona (Sezano), Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi, CGIL Padova, CGIL Roma e Lazio, Circolo Legambiente di Bareggio, Comitato Si alle rinnovabili No al nucleare, Confederazione Unitaria di Base (CUB) di Roma e Provincia, Coordinamento Lavoratori Autoconvocati, Lavoratori Autorganizzati MEF, Coordinamento Nazionale No Debito, Ecologisti Civici e Verdi, Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio, FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio/Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, Italia in svendita - Fermiamoli!, Italia Nostra Castelli Romani, Gruppo Abele, Scuola di Pace, Lavoro Società - Cgil, Libera, - Rete dei girotondi e movimenti, Meetup 607 Amici di Beppe Grillo di Cuneo, MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini, Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio, Osservatorio Europa, PeaceLink, Rete@Sinistra, Rete Commons - Uniti per i beni comuni Benevento, Rete degli Stati Generali della Precarietà, Rete delle Ciclofficine Romane, Rete Zero Waste Lazio, RSU degli Uffici Centrali dell'Agenzia delle Dogane, Solidarietà e Partecipazione - Castrovillari, Studenti Indipendenti dell'Università Roma Tre, Terracina Social Forum, Unione Inquilini, Unione Sindacale di Base - USB, Unione Sindacale Italiana - USI, Verdi Ambiente e Società - VAS ONLUS



Sostengono: Ass. Politica Culturale - Lista Civica "Viva Sansepolcro", Comunisti Uniti, Comunisti Sinistra Popolare, Democratici per l'Acqua Pubblica, Federazione dei Verdi, Federazione della Sinistra, Federazione dei Verdi, FGCI, Forum SEL "Beni Comuni" - Emilia Romagna, Laboratorio politico-culturale Alternativa, Lista Civica Voi con Noi Bareggio, Movimento Cinque Stelle Portici (NA), Movimento Città Viva - Nola, Partito dei Carc, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra critica - Movimento per la Sinistra Anticapitalista, Sinistra Ecologia e Libertà, 



Adesioni Enti Locali: Comune di Capannori (LU), Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI), Comune di Corchiano (VT), Comune di Giulianova (TE), Comune di Monterotondo (RM), Comune di Napoli, Comune di Nola (NA), Comune di Roma - Municipio IX 



La CGIL sostiene la manifestazione nazionale del 26 Novembre


Testo del volantino:

PER L’ACQUA E LA DEMOCRAZIA
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare è ferma nei cassetti del Parlamento e gli enti locali continuano a gestire il servizio idrico come prima. Non solo. Grazie ai diktat della BCE, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni. Governo e poteri forti resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

L’ACQUA NON E’ UN DEBITO
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. Ma i poteri forti ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società.

“OBBEDIENZA CIVILE” PER UN’USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI
Vogliamo lanciare la campagna di “Obbedienza civile”, che, obbedendo al voto referendario della maggioranza del popolo italiano, esiga da subito l’eliminazione dalle tariffe della parte relativa ai profitti garantiti. Se ciò non avverrà procederemo all’autoriduzione collettiva delle stesse. Perché i beni comuni e i diritti sociali vengono prima delle banche e dei capitali finanziari. Perchè l’unica grande opera che vogliamo è la messa in sicurezza del territorio.

VI ASPETTIAMO TUTTE E TUTTI
Vogliamo che la manifestazione sia il luogo di tutte e di tutti come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua: radicale nei contenuti e per la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione.Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.
E un futuro diverso per tutte e tutti.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

mercoledì 9 novembre 2011

Apertura tesseramento ANPI 2012


Presidio Antifascista per la Pace e la Democrazia
Apertura nazionale tesseramento ANPI 2012  

Domenica 20 Novembre 
h 9.30-12.00 in piazza 66 Martiri 
 Partecipa anche tu: la Resistenza continua!

Al gazebo sarà possibile iscriversi all'ANPI; ricevere notizie sull'attività della Sezione, dell'ANPI Provinciale e Nazionale; abbonarsi a Patria Indipendente, rivista nazionale ANPI; trovare copie del giornalino di Sezione "La Gru Partigiana" e altre pubblicazioni in offerta libera; cantare canzoni partigiane; prendere visione di fotografie storiche di Grugliasco; ci sarà anche qualcosa da mangiare.

La tessera ANPI ordinaria costa 15,00 €, per gli studenti delle scuole superiori 10,00 €.

In caso di maltempo, l'iniziativa si svolgerà presso la Sezione ANPI, via La Salle 4, secondo piano.

www.anpigrugliasco.blogspot.com
Facebook: ANPI Grugliasco

venerdì 16 settembre 2011

Bando di concorso ANPI "Adotta un articolo della Costituzione"




BANDO DI CONCORSO
"ADOTTA UN ARTICOLO DELLA COSTITUZIONE"

L’ANPI Provinciale di Torino, considerati i principi fondamentali del proprio statuto, interpretati e rafforzati anche dai documenti conclusivi del XV congresso nazionale dell’Associazione, tenuto conto delle molte e qualificate esperienze in corso, in particolare nelle scuole, volte a diffondere la conoscenza e lo studio della Costituzione, indice un concorso per promuovere l’impegno per la difesa e l’ attuazione del testo fondamentale della nostra Repubblica.

Soggetti proponenti
  • A.N.P.I. Comitato Provinciale Torino
  • con la collaborazione di: ISTORETO (Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea – Giorgio Agosti)
Adesioni
  • ANCR – Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza - Torino
  • COMITATO PIEMONTESE E VALDOSTANO “SALVIAMO LA COSTITUZIONE” per la conoscenza, difesa e attuazione della Costituzione
  • MOVIMENTO D’AZIONE GIUSTIZIA E LIBERTA’
 Soggetti partecipanti
  • Possono partecipare tutte le persone che vivono nella provincia di Torino
  • Le adesioni possono essere:
a)     individuali
b)     collettive (associazioni, scuole, enti, partiti, rappresentanze sindacali e aggregazioni spontanee finalizzate alla partecipazione del bando)

Presentazione delle domande
·        L’adesione al bando avviene mediante la compilazione e la sottoscrizione del Modulo di adesione (Modulo A), che deve pervenire alla segreteria organizzativa entro il 31 ottobre 2011; nel successivo mese di novembre si terranno riunioni introduttive ed esplicative della segreteria organizzativa e di tutti gli aderenti.

Impegno dei partecipanti
·       Entro il 31 gennaio 2012 i partecipanti devono far pervenire alla segreteria organizzativa il Modulo Tecnico Progettuale (Modulo B), con le modalità di adozione e di attuazione. La realizzazione del progetto potrà avvenire in diverse forme, che si indicano in modo non esaustivo: conferenze, video, ipertesti, interviste, apertura blog, mostre, spettacoli, manifestazioni sportive.
·        Ai fini della presentazione pubblica si richiede la compilazione del Modulo C.
·        Entro il 31 marzo 2012 deve essere consegnata alla segreteria la documentazione completa del lavoro proposto.

La segreteria organizzativa
  • si riserva di esaminare il lavoro proposto prima che sia reso pubblico;
  • può fornire, su richiesta, anche in collaborazione con l’ISTORETO, documentazione e consulenza, archivio storico, consultazione bibliografica
La presentazione pubblica avviene a cura del soggetti “adottanti” con la partecipazione dell’ANPI Provinciale.
Tutti i partecipanti riceveranno un riconoscimento nel corso di un’iniziativa pubblica, organizzata dall’ANPI, che si svolgerà in occasione della Festa di Liberazione del 25 aprile 2012.

Riepilogo delle scadenze
  • Apertura del bando 15 settembre 2011
  • Termine per le adesioni e consegna del Modulo di Adesione (Modulo A): 31 0ttobre 2011
  • Assegnazione delle adozioni: 15 Novembre 2011
  • Consegna del Modulo Tecnico Progettuale (Modulo B) e del Modulo C (se necessario): 31 gennaio 2012
  • Consegna della documentazione dei lavori proposti: 31 marzo 2012
  • Chiusura del bando e consegna del riconoscimento: in occasione della ricorrenza del 25 aprile 2012

L’iniziativa riprende un progetto attuato dall’ANPI Provinciale di Savona, che ringraziamo per averci suggerito un importante percorso di lavoro.

ANPI PROVINCIALE TORINO
Il Presidente
Diego Novelli

giovedì 15 settembre 2011

Giovani dell'ANPI alla Garibaldeide dal 23 al 25 Settembre 2011



Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Comitato Nazionale ANPI, il Coordinamento Regionale ANPI della Sardegna, con la collaborazione della Fondazione Giuseppe Di Vittorio, hanno organizzato, dal 23 al 25 settembre p.v., una

Garibaldeide

nei luoghi dell’esilio sardo dell’eroe dei due mondi: l’isola della Maddalena e Caprera. Un viaggio formativo - che coinvolgerà delegazioni di giovani dell’ANPI da tutta Italia - alla scoperta di un protagonista del Risorgimento e delle battaglie per i diritti dei popoli.
L'incontro tra i giovani avrà il valore umano della conoscenza, sarà occasione di un interscambio culturale e politico, consentirà la possibilità di costruzione di fruttuosi rapporti all'interno dell'Associazione.

PROGRAMMA

Venerdì 23 settembre
Arrivo dei partecipanti all’aeroporto di Olbia, trasferimento all’isola della Maddalena, sistemazione in hotel e illustrazione del programma.

Sabato 24 settembre 
Mattina - Visita ai cippi garibaldini dell’Isola della Maddalena; convegno nella Sala Consiliare del Comune della Maddalena: saluti del Sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, del Presidente della Provincia di Olbia-Tempio, Fedele Sanciu, e di Luciano Guerzoni, Vice Presidente Nazionale Vicario dell’ANPI.
- I Sessione: conferenza su “Garibaldi e il Risorgimento” tenuta dal prof. Manlio Brigaglia.
-  II Sessione: conferenza sul “Lavoro nei 150 anni dell’Unità d’Italia” e su “Garibaldi protagonista delle lotte per i diritti dei popoli” tenuta da Carlo Ghezzi, Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vittorio e componente del Comitato Nazionale ANPI.
Pomeriggio – Isola di Caprera: visita al Museo Garibaldino e alla Casa di Garibaldi alla presenza e con racconti e testimonianze della professoressa Annita Garibaldi Jallet, pronipote dell’eroe dei due mondi.   

Domenica 25 settembre
Gita in barca (con pranzo a bordo) per l’arcipelago della Maddalena con visita alle isole.

La delegazione dell'ANPI Nazionale che parteciperà all'iniziativa sarà formata da: Luciano Guerzoni, Vice Presidente Nazionale Vicario ANPI,  Marisa Ferro e  Andrea Liparoto della Segreteria Nazionale ANPI, Marcello Basso, Piero Cossu e Carlo Ghezzi del Comitato Nazionale ANPI.
Saranno inoltre presenti  Francesco Pranteddu, Coordinatore Regionale ANPI Sardegna, Domenico Piccinnu, Presidente del Comitato Provinciale Olbia -Tempio. 


Il senso di un'iniziativa garibaldina
di Andrea Liparoto, Segreteria Nazionale ANPI

L’ANPI e Garibaldi. Un rapporto antico, fecondo, quasi inevitabile, che la nostra Associazione intende rinnovare, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con una iniziativa nazionale rivolta ai giovani.
Una “Garibaldeide” di 3 giorni, dal 23 al 25 settembre, che toccherà i luoghi dell’esilio sardo del Nostro: La Maddalena e Caprera. Un viaggio formativo organizzato dal Comitato Nazionale ANPI, dal Coordinamento Regionale ANPI della Sardegna con la collaborazione della Fondazione Giuseppe Di Vittorio.
Riattraversare Garibaldi, dunque. E con i giovani. Perché? II Generale dei generali non smette di essere presente. Nelle ufficialità più disparate, nelle intenzioni più umili, in rumorose iniziative libertarie. I motivi di tanta sequela, quand’anche solo sognata, sono legati a slanci impareggiabili. Italiano, si batteva nel 1840 per I’indipendenza uruguayana, inventando una schiera di audaci in camicia rossa. Difendeva fino allo stremo, e con illustri prodezze d’armi, la Repubblica Romana.
Capeggiava un battaglione di volontari di varie estrazioni – che al nome di Giuseppe Garibaldi letteralmente impazzivano di coraggio – per andare a liberare una Sicilia oppressa dal giogo di una monarchia rozza e oppressiva: la leggendaria impresa dei Mille. C’è di più, non si arricchì. Non pronunciò promesse di convenienza, scorrazzava per il globo per puro altruismo, la libido della carriera non gli apparteneva. E non pretese riconoscimenti. Non gli vennero nell’immediato. All’atto della consegna del Sud, nel celebre incontro di Teano, fu invitato a mettersi da parte. Quella testa “calda” alla nazione non serviva più. E lui obbedì. Ma non scomparve, richiesto a destra e a manca: lo chiamò anche Lincoln. “Uomo della libertà, uomo dell’umanità” lo considerava Victor Hugo.
Un mito – il “Che Guevara dell’800” – che persevera ancora oggi. II suo nome è variamente marchiato in 6.000 comuni d’Italia. Quasi ogni paese ha una statua che lo raffigura. I giovani sono i suoi più accalorati fedeli. Era, d’altronde, inimmaginabile il contrario. Garibaldi odiava le prosopopee. C’era da liberare, e partiva. Uno che parte così non può che ispirare fiducia immediata e brama di farsi liberatore negli spiriti in formazione. È statistica: delle tante pagine di storia impartite nelle aule, una sola non ha mai subito il disonore della polvere: le imprese garibaldine. Schiere di società di sondaggi (Makno, Doxa, Rq, tra le altre) da sempre sono impegnate a tirare le fila della passione dei ragazzi per il Nostro. II risultato è scontato, anche perché oltretutto Garibaldi non mancava di abilità comunicative. Aveva fotografi al suo seguito, che lo ritrassero in pose accattivanti sostenute da avanguardistici blue jeans. Nutriva un culto di sé abbastanza spropositato, cosa che non guasta se può affascinare e indurre a muovere passi di lotta, anche minimi. Ha camminato quel nome, quell’epopea nel tempo. Una parte consistente della Resistenza lo portava come vessillo: le Brigate Garibaldi. Ebbe a scrivere Arrigo Boldrini, Presidente Nazionale dell’ANPI per oltre 60 anni, in un passaggio di un suo articolo pubblicato su Patria Indipendente: «In verità Garibaldi dette un contributo importante per la formazione di una coscienza nazionale, senza la quale non avrebbe potuto svilupparsi, durante la Resistenza, una politica sorretta da profondi ideali di giustizia, di libertà, di progresso e di pace». II suo volto era sulle bandiere dei partigiani, la “purezza”, il disinteresse del suo agire nei loro cuori. II suo nome, poi, è “politico”, da sempre arruolato in tutte le realtà partitiche: è stato garibaldino il PSI, il PCI, il Partito Radicale, il Partito Repubblicano. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Fa comodo un Garibaldi in famiglia. Politico fu anche lui. Nel giovane Parlamento italiano battagliava, poco seguito. Sempre concreto, non aveva velleità da palcoscenico: alla Camera dei Deputati ci sono depositati ben 17 progetti per porre rimedio alle tracimazioni del Tevere. «Voleva rifare il Tevere, dopo aver fatto I’ltalia» ha raccontato in una intervista una sua pronipote. Ebbe tra I’altro grandi intuizioni politiche. Immaginò un futuro che oggi appare come I’uovo di Colombo: gli Stati Uniti d’Europa. Quindi si schierò con la Comune di Parigi nel 1871 e con la Prima Internazionale. II suo fattivo sostegno ai primi esperimenti di forme organizzate della classe lavoratrice può annoverarlo tra gli antesignani del movimento operaio.
Un uomo completo, verrebbe da dire - seppure forse manipolati da un eccesso di considerazione – un grande italiano, contro cui comunque c’è chi non smette di inveire. Qualcuno ancor oggi gli dà del militare improvvisato, inconcludente e nocivo in alcuni casi, nonché del pessimo politicamente. Ma i risultati sono lì a parlare. Non occorrono apologie. Garibaldi parla da sé. Come parlano i tanti segni lasciati nel tempo. In chi oggi lo fissa nelle corde di piccoli e grandi impegni civili, in chi ancora prende appunti nella coscienza leggendo la sua storia.
Giuseppe Garibaldi scorre negli anfratti dei continenti, nelle intelligenze più sensibili, umanitarie, eticamente non inquinate. Ha tanti nomi e tanto futuro ancora.
Per tutto questo andremo di nuovo ad incontrarlo con i nostri ragazzi.

lunedì 12 settembre 2011

ANPI presente alla Marcia della Pace Perugia-Assisi


Roma, 12 settembre 2011 

ANPI per la Marcia della Pace Perugia-Assisi

L’ANPI Nazionale aderisce alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, che si terrà il 25 settembre prossimo, condividendone ragioni e finalità. Nel contempo, richiama la necessità e l’importanza che ogni individuo sia impegnato a costruire e promuovere ogni giorno, nel proprio vissuto personale, la cultura della pace e della nonviolenza, un’operazione “dal basso” senza la quale l’affermazione mondiale della convivenza pacifica rischia di restare solamente una perenne, seppure suggestiva ambizione: “Ognuno di noi deve stare dentro la storia da protagonista, con la propria coscienza, sensibilità e responsabilità” (dal manifesto redatto dalla Tavola della Pace). 
Invita, pertanto, i Comitati Provinciali a parteciparvi con loro delegazioni. 

Il Comitato Nazionale ANPI

giovedì 8 settembre 2011

Nasce la Consulta Antifascista Permanente a Grugliasco

 
Istituzione della 
CONSULTA ANTIFASCISTA PERMANENTE 
Mercoledì 14 Settembre 2011 
ore 17.00 
Sala consiliare "Sandro Pertini" del Municipio di Grugliasco 
piazza Matteotti, 50 

Il Comitato Medaglia d'Argento si riunisce per istituire la Consulta Antifascista Permanente di Grugliasco, l'A.N.P.I. "68 Martiri" sarà attiva e presente: più forza all'antifascismo, più futuro per la democrazia!

martedì 30 agosto 2011

Manifestazione ANPI a Torino per il 25 Aprile


Manifestazione ANPI a Torino  
25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno: SEMPRE!

In relazione al progetto governativo di accorpamento delle festività laiche infrasettimanali alla domenica successiva, l’ANPI Provinciale di Torino ed il Coordinamento delle Associazioni della Resistenza esprimono il proprio totale disaccordo ed indicono una manifestazione regionale per:

Sabato 3 Settembre 2011 
alle ore 16.00
a Torino in Piazza Carignano
25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno: SEMPRE!

Saranno presenti rappresentanti delle Istituzioni, delle Organizzazioni sindacali e culturali. I cittadini sono invitati a partecipare ed a sottoscrivere la petizione per l’annullamento del progetto.

Il Presidente dell’ANPI Provinciale
Diego Novelli


Il ritrovo per noi di Grugliasco è fissato per le ore 15.00 alla stazione metropolitana Fermi di Collegno per dirigerci tutti insieme a Torino con i mezzi pubblici.

venerdì 26 agosto 2011

L'ANPI aderisce allo sciopero generale CGIL del 6 Settembre


L'ANPI aderisce allo sciopero generale CGIL del 6 Settembre 2011
 
Roma, 26 Agosto 2011

L’ANPI, nel denunciare l’iniquità di una manovra finanziaria che comprime pesantemente i diritti del lavoro, manifesta il proprio sostegno allo sciopero indetto dalla CGIL per il 6 settembre prossimo. Occorre un no unitario e responsabile a provvedimenti che, lontano dal risolvere efficacemente la crisi che attraversa il Paese, producono come unico risultato l’aggravamento delle già precarie condizioni di lavoro di tanti italiani.

Resta fermo per l’ANPI, in ogni caso, l’obbiettivo imprescindibile dell’unità sindacale, particolarmente importante e decisiva in momenti così difficili per la vita del Paese.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

mercoledì 24 agosto 2011

Intervista a Carlo Smuraglia: "25 Aprile e 1° Maggio non si toccano!"

“25 aprile e 1° maggio non si toccano”. Intervista a Carlo Smuraglia (Anpi) 

Cancellare le feste laiche (ma non quelle religiose) per fronteggiare la crisi? “E’ una misura irrilevante – afferma Carlo Smuraglia, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) e per alcuni aspetti anche controproducente dal punto di vista della cosiddetta produttività. Ma in realtà l’intento è un altro: si vuole portare a compimento "un’opera di revisione costituzionale e di cancellazione della memoria. Noi non ci stiamo, lanciamo un appello alle forze sane del Paese e al mondo dell’informazione. Serve una rivoluzione culturale”.

Qualche giorno fa Gaetano Saya, ex massone e leader del MSI -  Destra nazionale e ideatore delle "ronde nere" - si è lanciato in una nuova campagna al grido di: cacciamo gli stranieri, gli omosessuali, ripristiniamo la pena di morte e limitiamo la libertà di stampa. E’ il delirio di un folle isolato o il sintomo di un degrado politico e civile?

Sono dichiarazioni farneticanti. Credo tuttavia che sia uno dei tanti gravi sintomi di un malessere del Paese. Se l’Italia attraversa un momento di crisi la spinta dovrebbe essere quella all’unità nazionale. Ed è quantomeno singolare che proprio in un momento come questo vengano fuori manifestazioni di razzismo e odio. Se nemmeno in una simile fase storica non si trova un’intesa su alcuni punti di fondo e assistiamo a tali esternazioni - e Saya purtroppo è in buona compagnia - vuol dire che c’è una grave malattia in questo Paese che non si riesce a rimuovere.

Malattia che sembra estendersi anche ad altri Paesi. Ai Mondiali di canoa in Ungheria sul podio hanno rispolverato la strofa di un inno nazista al posto di quello tedesco… Il morbo infetta tutta l’Europa?

 Se non tutta, qua e là sembra riaffiorare un po’ ovunque. Cosa perseguono? Riportare l’Europa ai tempi del nazismo? In cosa credono? Oltre ad essere gravi e pericolosi questi episodi sono anche decisamente irrazionali perché non hanno sbocchi né prospettive né si può pensare che possano essere “contagiosi” perché il buon senso, almeno per adesso, in Europa prevale.

Tornando all’Italia nella manovra del governo c’è la proposta di cancellazione di alcun feste tra cui il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno…. 

 Solo feste laiche tra l’altro. Piuttosto singolare. Se si tratta di sacrifici dovrebbero riguardare tutti senza distinzione di religione…

Si sostiene che tale abolizione potrebbe contribuire a fronteggiare la crisi…  

Ho sentito l’opinione di numerosi economisti e la stragrande maggioranza di questi sostiene che si tratti di un misura irrilevante e per alcuni aspetti anche controproducente dal punto di vista della cosiddetta produttività. E non ho visto nessuno sostenere con forza e competenza le ragioni di una misura di questo genere. Ci deve essere un intento diverso.

Quale?  

Quello di proseguire un’operazione di sradicamento della memoria già iniziata dal momento che in più di un’occasione si è cercato di mettere in discussione queste ricorrenze. Come si fa a pensare di sopprimere commemorazioni profondamente radicate come il Primo Maggio che appartiene ad una tradizione remotissima e fondante a partire dall’articolo 1 della Costituzione? O il 25 aprile e il 2 giugno che rappresentano la base della nostra convivenza democratica attuale, la libertà del paese e la Repubblica?

Su “la Padania” si propone di festeggiare insieme 25 aprile e San Marco… 

Un concetto di nazione piuttosto incompiuto. 25 aprile e 1 maggio sono feste di tutti perché così ha decretato la legge e il parlamento italiano. E’ la strada su cui camminiamo. Ed è doloroso che non si pensi soprattutto al fatto che il 25 aprile è costato centinaia di migliaia di morti sui quali,  come diceva Calamandrei, si è costruita la nostra Costituzione.

Eppure non c’è stata una indignazione così capillare di fronte a questa proposta. Chissà se fosse successo all’estero… 

Concordo con quanto scritto da Alessandro Pace su Repubblica. Ben altra sarebbe stata la reazione dei francesi se qualcuno avesse proposto di spostare la data del 14 luglio (la Presa della Bastiglia, ndr) o quella degli americani se fosse stato messo in discussione il giorno dell’indipendenza…

Una proposta da rigettare completamente quindi?

Sì, perché sono fermamente convinto che ci siano tante altre misure, diverse ed eque che si potrebbero adottare senza sacrificare valori fondamentali.

La cancellazione della memoria non passa solo attraverso le leggi… Ogni anno c’è chi vorrebbe mettere le mani sui libri di testo scolastici… 

Penso che ci sia un profondo problema culturale nel Paese e su questo dobbiamo intraprendere una forte iniziativa. Se non riusciamo a creare un sentimento comune che parta dai valori fondamentali su cui si regge la nostra storia e se non riusciamo a farlo partendo dalla scuola questo paese non decollerà mai come una democrazia veramente concreta e compiuta. E’ a scuola che si preparano gli artefici della democrazia.

Articolo21 ha lanciato un appello rivolto anche al mondo dell’informazione affinchè dia spazio alle tante voci contrarie alla “macelleria sociale e costituzionale” perpetrata tra provvedimenti che ledono i diritti dei lavoratori e ipotesi scellerate di revisione della Carta.    

Un appello che condivido in pieno. Ed è giusto che sia rivolto al mondo dell’informazione il cui ruolo è fondamentale. I giornalisti devono sentire il peso della propria responsabilità non solo dando le notizie ma cercando anche di contribuire ad accrescere il grado di coscienza civile. E magari dovrebbero anche imparare ad usare più cautela nel dare le notizie.

Allude alla strage di Oslo attribuita inizialmente al terrorismo islamico per poi scoprire che si trattava di un fondamentalista cristiano e neonazista?   

Quella vicenda dovrebbe servire da lezione per chi fa informazione e che spesso percorre la strada più rapida dando per scontate delle responsabilità e facendo così un cattivo servizio: se si insinuano sentimenti negativi poi è difficile recuperare…

L’informazione però, specie in internet ultimamente, è anche quella attraverso cui si propagano grandi mobilitazioni. Giornali on line, siti internet, blog, social network… 

Un fenomeno straordinario come abbiamo avuto modo di vedere in occasione dei referendum dove l’effetto dei  mezzi cosiddetti non tradizionali è stato superiore a quello dei media “convenzionali.”.

E’ solo un fenomeno della rete o c’è un fermento crescente anche nell’impegno civile tradizionale? L’ANPI è un’associazione di partigiani eppure sono molti i giovani che vi aderiscono… 

Sono tanti e anche inaspettatamente, e portano con sé speranze e attese che talvolta sembrano anche eccessive rispetto a ciò che un movimento come il nostro può fare. Ma è importante e incoraggiante perchè fortifica le nostre speranze e il nostro impegno per un futuro migliore. 


di Stefano Corradini, fonte: Articolo21

domenica 14 agosto 2011

ANPI Nazionale: NO all'abolizione del 25 Aprile!


NO ALL'ABOLIZIONE DEL 25 APRILE! 

Roma 14 Agosto 2011 

"Da quanto si apprende dai giornali, tra i provvedimenti che il Governo si accinge ad adottare - in relazione all'aggravarsi della crisi - ci sarebbe quello dell'accorpamento di alcune feste "non concordatarie" nella domenica più vicina oppure al lunedì. Ancora una volta saremmo di fronte ad una misura che molti considerano di scarsissima efficacia e poco corrispondente all'equità e alla ragionevolezza, sempre necessarie quando si richiedono sacrifici. Un provvedimento che, guarda caso, iguarderebbe le uniche festività laiche sopravvissute (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno), dotate di grande significato storico e di notevolissima valenza politica e sociale. 
L'ANPI, portatrice e sostenitrice dei valori che quelle festività rappresentano, non può che manifestare la propria, vivissima preoccupazione e chiedere con forza un ripensamento che escluda misure di questo genere, prevedendone altre che siano fornite di sicura e pacifica efficacia, non contrastino con valori storico-politici da tempo consolidati e soprattutto corrispondano a criteri di equità politica e sociale". 

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

sabato 13 agosto 2011

L'ANED contro l'abolizione del 25 Aprile


13 Agosto 2011


Berlusconi e La Russa provano a cancellare il 25 aprile 

Quando la casa brucia non si può andare tanto per il sottile. Se bisogna vendere i gioielli di famiglia, si vendono. E certamente non spetta a una associazione come quella degli ex deportati nei campi nazisti di valutare nel merito, misura per misura, le proposte del governo in materia economica. 
Tra queste proposte ce n’è una che ci tocca però molto da vicino: quella di accorpare alla domenica più vicina tutte le festività civili del calendario. Si parla del 25 aprile, del 1° maggio, del 2 giugno, tre date che il governo di centrodestra ha dimostrato a più riprese di non digerire. 
Ricordiamo tutti quando il ministro della Difesa La Russa dichiarò che lui il 25 aprile lo festeggia andando a porre un fiore sulle tombe dei “suoi” caduti, quelli della Repubblica sociale italiana. E che il presidente del Consiglio ha sempre disertato – tranne una volta, in Abruzzo, in piena campagna elettorale – le celebrazioni del 25 aprile, bollandole come “di parte”. Per non dire dello sciagurato voto con il quale in commissione, alla Camera, la maggioranza ha dato parere favorevole all’ennesimo tentativo di equiparare i militi repubblichini, alleati di Hitler, ai partigiani che hanno contribuito a ridare la libertà al nostro Paese. 
Un governo che non ha mai riconosciuto il valore fondante della data del 25 aprile per la riconquistata democrazia oggi approfitta della crisi finanziaria – da esso stesso clamorosamente sottovalutata – per cercare di cancellare questa data dal calendario civile. Quello stesso esecutivo, all’interno del quale un importante ministro fece sapere che lui col Tricolore ci si “pulisce il culo” tenta di cancellare la festa della Repubblica, evidente ostacolo alla grossolana propaganda secessionistica della Lega. 
Noi non ci stiamo. L’esempio europeo, incautamente evocato dal governo a giustificazione di questa sua proposta, dimostra semmai il contrario: per ogni francese la festa del 14 luglio è fondamento dell’idea stessa di unità nazionale. Ragionando per assurdo, potremmo prendere per buono il riferimento all’Europa fatto da Berlusconi: quando il 14 luglio cesserà di essere festa nazionale in Francia potremo discutere di accorpare alla domenica anche il 25 aprile. Fino ad allora… che non ci provino nemmeno! 

Dario Venegoni, Vicepresidente ANED - Associazione Nazionale Ex Deportati Politici nei campi nazisti

venerdì 15 luglio 2011

ANPI "68 Martiri" di Grugliasco sul TAV


15 Luglio 2011

L’A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco sul TAV

VISTO
  • l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;
  • l’art 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
  • l’art.21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”;
  • l’art. 41 della Costituzione: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”;
  • l'art. 42 della Costituzione: "La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale";
  • l’art. 2 lettera m) dello Statuto Nazionale dell’ANPI, che afferma che “l’ANPI ha lo scopo di: dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione”;
  • il documento politico approvato all’unanimità dal 15° Congresso Provinciale ANPI di Torino del 16 gennaio 2011 nel quale si afferma: “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’Articolo 41 della Costituzione”;
  • il comunicato della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
  • i documenti e i comunicati delle Sezioni ANPI di Nizza Lingotto, Chivasso, Martinetto, e del coordinamento delle dieci sezioni della Valle Susa e Val Sangone scritti tra l’11 dicembre 2010 e il 1° luglio 2011;
  • il documento scritto da Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università degli Studi di Torino, intitolato “NO TAV e Costituzione”;
  • l’appello unitario di centinaia di associazioni democratiche per il ripristino della legalità e della democrazia in Valle Susa del 7 giugno 2011;
  • gli appelli “Fermiamoli” del 26 giugno 2011 e “NO TAV Bene Comune” del 6 luglio 2011 firmati da numerosi intellettuali e amministratori antifascisti di livello nazionale e internazionale per la smilitarizzazione del territorio e per il ritorno al confronto politico e democratico;
  • l’approvazione del documento a sostegno dell’opera votato all’unanimità da tutte le forze politiche rappresentate alla Camera dei Deputati;
TENUTO CONTO
  • che in Val di Susa è in corso un’emergenza democratica;
  • che l’ANPI si è espressa e si esprime sull’emergenza democratica, sui diritti e su quanto previsto dalla Costituzione e non sull’opportunità ne sulla fattibilità dell’opera;
  • che il dissenso è tutelato dalla Costituzione ed è legittimato nei limiti della legalità;
CONSIDERATO
  • quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 10 giugno 2011;
  • quanto emerso dal confronto, sia diretto e sia telematico, tra i militanti della sezione nel periodo giugno-luglio 2011;
  • quanto emerso dal confronto tra il comitato di sezione e gli iscritti durante la riunione apposita del 6 Luglio 2011;
  • quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 15 luglio 2011;

la Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco

CONDIVIDE E SOTTOSCRIVE
  • il documento della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
RICONOSCE
  • al Movimento NO TAV piena legittimità di dissenso e di resistenza civile, in quanto nella sua storia ultraventennale ha dimostrato la propria natura antifascista, democratica e non violenta, tipica dei movimenti popolari radicati sul territorio;
  • ai Comitati NO TAV la funzione costituzionale di presidio della democrazia, vissuto con metodo assembleare e comunitario, praticato come luogo sociale attivo e dinamico volto all’educazione e alla formazione di cittadini liberi, informati e consapevoli, in sintonia con i valori ed i principi della Costituzione nata dalla Resistenza;
  • alle centinaia di gruppi, associazioni e soggetti che partecipano al Movimento NO TAV il ruolo di promotori della cultura dei diritti umani e dei beni comuni, per una transizione a stili di vita sostenibili, il progresso civile, la tutela dell’equilibrio tra azione antropica e territorio montano;
  • a tutti i lavoratori il diritto inviolabile di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza;
  • all’ANPI, a qualsiasi livello, di esprimersi legittimamente su questioni che riguardano la democrazia, i diritti e la Costituzione;
ESPRIME
  • la propria solidarietà a quanti, cittadini, lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, famiglie della Valle Susa, vivono con preoccupazione e apprensione la trasformazione di un un’opera pubblica civile in una questione di ordine pubblico;
  • la propria preoccupazione in seguito alla degenerazione dei tavoli politici e tecnici in militarizzazione del territorio;
  • la differenza, in modo chiaro e inequivocabile, tra la Resistenza al nazifascismo, che fu lotta armata organizzata contro l’invasore nazista e la dittatura fascista, e la resistenza civile e non violenta del Movimento NO TAV;
CONDANNA CON FERMEZZA
  • la militarizzazione del territorio;
  • l’uso della violenza sotto qualsiasi forma e da qualsiasi parte provenga;
  • l’infiltrazione di individui violenti all’interno del Movimento NO TAV;
  • la propaganda dei mezzi di comunicazione che, salvo poche eccezioni, non stanno rappresentando la realtà dei fatti, in particolare sui costi dell’opera e sulle motivazioni tecniche di opposizione all’opera;
AUSPICA
  • l’immediata smilitarizzazione del territorio;
  • il ripristino della legalità democratica;
  • la riapertura in tempi rapidi del confronto politico, democratico e tecnico;
  • la divulgazione da parte dei mezzi di comunicazione delle ragioni democratiche e delle motivazioni tecniche di opposizione all’opera documentate dal Movimento NO TAV in oltre vent’anni di raccolta dati e di partecipazione dei cittadini;
  • la restituzione alla cittadinanza del Museo Archeologico di Chiomonte, situato in località Maddalena e di tutti i siti ad esso collegati, per la fruizione locale, naturalistica, culturale, scientifica, accademica e turistica in generale;
  • l’avvio all’interno dell’ANPI a tutti i livelli e in tempi ragionevoli di un confronto sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
RICHIEDE
  • al Comitato Provinciale, all’Esecutivo Provinciale e alla Presidenza Provinciale ANPI di Torino di avviare in tempi ragionevoli e tenendo conto della massima disponibilità delle Sezioni, un confronto apposito interno all’ANPI, in particolare con il supporto delle Sezioni del territorio maggiormente interessate dall’opera, per la condivisione di informazioni e riflessioni sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
INVITA
  • le altre sezioni ANPI del territorio provinciale di Torino a prendere visione dei documenti citati e a discutere la questione;
  • il Comitato Provinciale, l’Esecutivo Provinciale, la Presidenza ANPI di Torino e i responsabili delle commissioni di lavoro provinciali ad avviare all’interno dell’ANPI, da settembre in poi e a tutti i livelli oltre che con l’ausilio di studiosi ed esperti, un confronto e un’analisi sui beni comuni, sulla relazione tra democrazia e territorio, distribuzione delle risorse, limiti dello sviluppo e transizione a stili di vita più sostenibili, in continuità con le decisioni del recente Congresso ANPI Nazionale, in continuità con il pensiero di Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torturato nella famigerata caserma di via Asti a Torino nel 1944, in continuità con la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 su acqua, energia e giustizia, e coerentemente con il prosieguo della ”nuova stagione dell’ANPI”, affinché questa si traduca concretamente in cammino collettivo per la costruzione di modalità e pratiche unitarie, nella pluralità e nella diversità, per l’antifascismo del XXI secolo.

lunedì 4 luglio 2011

8 Luglio in Sezione: rinfresco dell'arrivederci a Settembre


Rinfresco dell'Arrivederci a Settembre
Venerdì 8 Luglio 2011
ore 16.00 - 19.00
Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco, via La Salle 4 - secondo piano

Un simpatico rinfresco offerto dalla Sezione per salutare iscritti e simpatizzanti prima delle vacanze, dopo un anno di intensa attività e di grande partecipazione!
Passa anche tu a salutare, bere o mangiare qualcosa!