domenica 18 marzo 2012

Donne chiamate Libertà: l'ANPI per la Giornata Internazionale della Donna

 
La Sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco organizza l'iniziativa:
 
DONNE CHIAMATE LIBERTA'
Giovedì 22 marzo 2012 h 20.30
Grugliasco, piazza Matteotti 50 - sala consiliare "Sandro Pertini" 
(trasporti pubblici linee GTT 17, 44, 76)
 
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l'ANPI "68 Martiri" di Grugliasco organizza una serata di cultura e divulgazione sulle donne che hanno cambiato la storia e lasciato un segno.
Alcune saranno presentate dalle compagne dell'ANPI, altre saranno presentate dal pubblico che in questo modo sarà chiamato a partecipare attivamente.
Porterà un saluto l'Assessore alle pari opportunità della città di Grugliasco, Federica Petrucci.
L'iniziativa si svolge nell'ambito della Nuova Stagione dell'ANPI ed è patrocinata dal Comune di Grugliasco.

domenica 11 marzo 2012

Obbedienza Civile a Grugliasco per l'Acqua Bene Comune

Anche a Grugliasco parte la 
campagna di OBBEDIENZA CIVILE
per il rispetto del voto del popolo italiano espresso democraticamente 
nei referendum del 12 e 13 giugno 2011

SPORTELLO ACQUA PUBBLICA:
VENERDÌ 16-23-30 marzo, 6 e 13 aprile, dalle ore 21,30 alle 23,30 presso la sezione ANPI «68 MARTIRI» (via La Salle 2, secondo piano);
SABATO 24-31 marzo e 14 aprile; dalle 10,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 17 con un gazebo in viale Gramsci angolo corso Torino.

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Il Popolo italiano ha votato a favore dei referendum per l’acqua pubblica, ma i governi e i gestori stanno ignorando il volere popolare. Ad otto mesi dalla vittoria referendaria, in tutto il territorio nazionale, il profitto continua ad essere caricato sulle nostre bollette. Nessun gestore ha applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico.

MA IL NOSTRO VOTO VA RISPETTATO!

La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”, eliminata dal referendum, che a Torino incide per circa il 15% della bolletta.
Si chiama “obbedienza civile” perché non si tratta di “disobbedire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dall'esito di un referendum in cui la volontà del popolo si è espressa praticamente unanime: il 95,8% dei votanti a favore della cancellazione del profitto sull'acqua. Non si può accettare che il voto di 27 milioni di italiani sia ignorato e calpestato!

Per questo è importante aderire alla campagna di “obbedienza civile”.

Per il cittadino si tratta di inviare un reclamo al gestore del servizio (per noi, la SMAT) e pagare soltanto la giusta tariffa. E' possibile aderire in tutti i casi, anche in caso di domiciliazione bancaria delle bollette, o se si abita in un condominio e se ne occupa l'amministratore. Il Comitato Acqua Pubblica seguirà ogni aderente in ogni fase della campagna, dalla compilazione dei reclami alla loro consegna al gestore, e ad ogni eventuale criticità che si dovesse riscontrare.
Ci sarà un risparmio economico pari a circa il 15% della bolletta.
Ma il valore della campagna è soprattutto:

L'ACQUA NON È UNA MERCE, E IL VOTO DEL POPOLO VA RISPETTATO!

Il Comitato Acqua Pubblica di Grugliasco, come numerosi altri Comitati in Piemonte e in tutta Italia, si è attivato con uno sportello per invitare tutti i cittadini ad aderire alla campagna ed aiutarli ad applicare la legge riducendo la propria bolletta. Grazie anche all'ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, e alla sezione grugliaschese «68 Martiri», che ha messo a disposizione del Comitato la sua sede e le sue attrezzature, a partire da venerdì 16 marzo.

LO SPORTELLO ACQUA PUBBLICA DI GRUGLIASCO SARÀ ATTIVO ED APERTO A TUTTI I CITTADINI.

Ci troverete sul territorio di Grugliasco:

VENERDÌ 16-23-30 marzo, 6 e 13 aprile
dalle ore 21,30 alle 23,30
presso la sezione ANPI «68 MARTIRI» (via La Salle 2, secondo piano)

SABATO 24-31 marzo e 14 aprile;
dalle 10,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 17
con un gazebo in viale Gramsci angolo corso Torino, meteo permettendo

Veniteci a trovare per informarvi ed aderire alla campagna!

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Per maggiori informazioni:
www.acquabenecomune.org
www.acquapubblicatorino.org

COMITATO ACQUA PUBBLICA DI GRUGLIASCO:
cell.: 3463521513 - email: livio.sera@gmail.com

lunedì 5 marzo 2012

ANPI Provinciale di Torino sulla Giornata della Donna 8 marzo 2012



L'ANPI Provinciale di Torino
sulla Giornata Internazionale della Donna, 8 Marzo 2012
Torino, 5 marzo 2012

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l'ANPI Provinciale di Torino vuole ricordare tutte le donne partigiane che hanno partecipato alla lotta di Liberazione, combattendo con coraggio in montagna e nelle città; quelle che hanno scritto la nostra Costituzione, in cui è sancita la parità e l'uguaglianza, non ancora pienamente attuata nel mondo del lavoro e nella società; quelle che, sin dall'inizio della nostra Repubblica hanno portato avanti, in prima fila, giuste e laiche battaglie per la determinazione dei loro diritti di donne, diventando protagoniste della nostra società, contro ogni luogo comune che le vedesse relegate al ruolo di mogli e madri.

L'ANPI Provinciale di Torino si schiera oggi al fianco delle donne che continuano a difendere i propri diritti ogni giorno:
-         quando si oppongono alla pratica del “licenziamento in bianco”, che costringe le donne a firmare una lettera di licenziamento al momento dell'assunzione, da utilizzare in caso di gravidanza;
-         quando chiedono l'opportunità di realizzarsi nel lavoro e di accedere a ruoli dirigenziali senza dover subire un uso strumentale del proprio corpo e della propria bellezza;
-         quando rivendicano la dignità del compiere le proprie scelte, anche le più difficili, senza subire ingerenze esterne.

In particolare l'ANPI Provinciale vuole esprimere solidarietà alle donne che a Torino stanno lottando per impedire l'ingresso di movimenti e associazioni con scopi ideologici nelle strutture sanitarie regionali, luoghi laici, pubblici e statali, in cui le donne possano decidere nell'anonimato e in assenza di pressioni se diventare madri o no.
Esprime inoltre sincero rammarico per il respingimento del ricorso al TAR di queste donne, alcune delle quali iscritte all'ANPI, considerate non interessate alla questione in quanto “né gravide né madri”, come se questa fosse l'unica condizione accettabile per una donna per avere voce in capitolo sulla vicenda.

L'ANPI Provinciale auspica una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e un impegno concreto da parte dei propri iscritti per eliminare quegli ostacoli che ancora oggi impediscono l'attuazione piena del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione.

La Presidenza 
Diego Novelli

venerdì 2 marzo 2012

ANPI Grugliasco sui fatti di Porta Nuova del 25 febbraio





L’A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco
sui fatti di Porta Nuova del 25 febbraio 2012

Grugliasco, 2 Marzo 2012

INTRODUZIONE
Sabato 25 febbraio 2012 si è svolta in Valle di Susa una grande manifestazione popolare e democratica contro il TAV a cui hanno partecipato circa 70.000 persone provenienti da tutta Italia.
Di ritorno dalla manifestazione pacifica, alla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova, le forze dell’ordine aspettavano i manifestanti in assetto antisommossa, impedendogli di prendere il treno con destinazione Milano. I manifestanti sono stati attaccati senza motivo dalle forze dell’ordine e caricati più volte, anche a bordo del treno.
Gli altri cittadini presenti a Porta Nuova sono stati allontanati o intimiditi e accerchiati dalle forze dell’ordine.
Il fatto è descritto dalle testimonianze dei compagni dell’A.N.P.I. di due sezioni della Provincia di Torino che erano presenti e hanno scelto di rimanere a Porta Nuova per essere testimoni di quanto stava accadendo.

VISTA
  • la testimonianza oculare messa per iscritto dal compagno Fabrizio Grandinetti della Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco (ALLEGATO A);
  • la testimonianza oculare messa per iscritto dalla compagna Ilaria Mardocco della Sezione A.N.P.I. di Nichelino (ALLEGATO B);

TENUTO CONTO
  • dei numerosi filmati presenti in rete che testimoniano l’accaduto e che concordano con le testimonianze citate;
  • che l’A.N.P.I. si è espressa e si esprime sull’emergenza democratica, sui diritti e su quanto previsto dalla Costituzione e non sull’opportunità né sulla fattibilità dell’opera;


il Comitato di Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco
  
ESPRIME
  • solidarietà a tutti i cittadini e i manifestanti che sono rimasti coinvolti nelle violenze, con particolare vicinanza a coloro che dovevano prendere il treno per Milano e a tutti i feriti;
  • solidarietà al movimento NO TAV, che dopo la grande manifestazione del 25 febbraio pomeriggio è stato danneggiato

CONDANNA CON FERMEZZA
  • qualunque violazione o soppressione dei diritti costituzionali, come l’eguale dignità sociale davanti alla legge senza distinzioni di opinioni politiche (art. 3), la libertà personale (art. 13), la libera circolazione (art. 16);
  • la violenza del tutto gratuita esercitata dalle forze dell’ordine;
  • la propaganda dei mezzi di comunicazione che, salvo rare eccezioni, non hanno rappresentato la realtà dei fatti;
  • il silenzio della quasi totalità della compagine politica e istituzionale davanti a tali fatti;
  
AUSPICA
  • il non ripetersi di tali violenze;
  • una corretta informazione, sia a mezzo stampa che su gli altri media;
  • la ferma condanna da parte di tutte le istituzioni, forze politiche e sociali di tale episodio;
  • l’avvio da parte della Magistratura di tutte le misure necessarie a punire tutti i responsabili delle violenze
  
RICHIEDE
  • al Comitato Provinciale, all’Esecutivo Provinciale e alla Presidenza Provinciale ANPI di Torino di prendere visione delle testimonianze dei compagni dell’A.N.P.I. e di esprimersi con nettezza su quanto accaduto
  • l’avvio all’interno dell’ANPI a tutti i livelli e in tempi ragionevoli di un confronto sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle di Susa;

INVITA
  • le altre sezioni A.N.P.I. del territorio provinciale di Torino a prendere visione dei documenti citati e a discutere la questione;

giovedì 1 marzo 2012

ANPI Nazionale sull'8 Marzo 2012



ANPI Nazionale sull'8 Marzo 2012

8 MARZO 2012
 
Raramente si ricorda quando e come nasce in Italia la festa dell’8 marzo: festa che, più precisamente, rinasce, dopo che il fascismo e la prima guerra mondiale l’avevano cancellata.
La prima volta , si svolge in una Roma da pochi mesi tornata alla libertà e alla pace, mentre metà Paese è ancora impegnato in una feroce guerra contro l’occupazione tedesca e la repubblica di Salò sua alleata e complice. Molte donne, rompendo tradizioni e costumi millenari, sono con i partigiani, in montagna e ovunque nelle città e nei piccoli paesi. Partecipano a scioperi contro la guerra, la fame, la mancanza di combustibili.
 
Clandestinamente, sfidano gli occupanti portando mimose sulle tombe dei Caduti per la libertà.
Vogliamo ricordare questo atto di nascita perché lì stanno le radici di quei movimenti che lungo gli anni sono riusciti a conquistare la piena cittadinanza e tutti quei diritti civili che hanno portato le donne ad entrare nella vita, almeno formalmente, con le stesse opportunità degli uomini. Sottolineiamo “formalmente”, perché nella realtà quotidiana trovare lavoro, percorrere una carriera, crescere i figli (e in molti casi persino decidere di metterli al mondo), sono tornati ad essere ostacoli durissimi mentre i salari molto distanti da quelli ricevuti dagli uomini .
 
E mentre è di buon augurio il fatto che per la prima volta tre donne siano entrate nel nuovo governo per ricoprire incarichi di primo livello, tante donne competenti e appassionate al loro lavoro che ogni giorno si incontrano nei luoghi più disparati, continuano ad avere una rappresentanza insignificante là dove si esercitano ruoli di direzione nelle più varie attività.
 
Infine, ciò che più allarma, è la persistenza di un’idea della donna come corpo e bellezza quale principale mezzo vincente per avere successo nella vita. I modelli velenosi sparsi negli ultimi anni in ogni modo per convincere le ragazze che l’uso del corpo è il fondamento di ogni strategia per farsi strada nella vita e ottenere rapidamente riconoscimenti e ricchezza, sono penetrati profondamente nel costume, nell’inconsapevolezza della perdita di dignità e libertà che queste scelte comportano.
 
L’ANPI, ha tra i suoi iscritti molte donne che sono state in prima fila nella Resistenza come nei movimenti che hanno accompagnato e talvolta guidato le conquiste di questi settant’anni. Oggi, allarmata per l’incerto futuro che si prospetta alle giovani generazioni, vuole ricordare a chi si appresta a progettare il proprio avvenire, che la generazione protagonista della Guerra di Liberazione e della ricostruzione, si trovò a fare i
conti con macerie materiali e morali non meno pesanti delle attuali, e che tuttavia riuscì a rimettere in piedi l’Italia attraverso un impegno personale e collettivo senza precedenti.
L’ANPI lavora perché questo tessuto connettivo si ricostituisca e continua ad essere impegnata, accanto a tutte le donne che reagiscono a questo stato di cose, perché riprenda il cammino iniziato tanti anni fa, con tante speranze.
 
Il COMITATO NAZIONALE ANPI

lunedì 27 febbraio 2012

Testimonianza sui fatti di Porta Nuova del 25 febbraio



Testimonianza sui fatti di Porta Nuova del 25 febbraio
di Fabrizio Grandinetti
componente del Comitato di Sezione A.N.P.I. Grugliasco

Sono arrivato a Porta Nuova da Susa con il treno delle 18.10, e arrivato all’inizio del binario 19 ho subito notato con sorpresa un gruppo di poliziotti con caschi, manganelli e scudi all’inizio del binario 20.
Ingenuamente ho pensato che fossero lì “solo” per provocare.
Ho preso la metro per tornarmene a casa, quando alle 19.52 stato raggiunto dal messaggio di una mia amica, anche lei scesa con il mio treno: “Stanno impedendo ai milanesi di salire sul treno per Milano… hanno caricato”.
Ero già sceso a Porta Susa, ma ho deciso di riprendere la metro per tornare indietro.
Non solo per solidarietà e protesta.
In quel momento ho deciso di voler esserci, di voler vedere con i miei occhi cosa stava succedendo, di sentire direttamente come testimone oculare la rabbia nello stomaco, perché lì si stava consumando la morte di ogni nostro diritto e libertà e come cittadino avevo il dovere di fare qualcosa, anche solo come testimone.

Tornato a Porta Nuova alle 20.03, ho notato all’altezza del binario 15 (credo) un’ambulanza e mi sono fatto aggiornare immediatamente dalla mia amica, mentre con ribrezzo notavo l’impressionate dispiegamento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa.
Le FFO dopo aver bloccato l’accesso al binario 20 dove sostava il treno per Milano, sia con il blocco fisico che con cariche, hanno permesso ai milanesi di accedere al binario.
In parole povere li hanno chiusi in un budello: i due lati erano bloccati dal muro della stazione e dal treno stesso, mentre alle due teste c’erano carabinieri e poliziotti, che hanno nuovamente caricato i manifestanti, questa volta chiusi in quella trappola.
A quel punto, verso le 20.20, sull’unico tratto del binario 20 visibile dal binario adiacente, è arrivata la risposta alla violenza delle FFO con un lancio di sassi da parte di qualche manifestante incazzato nero per la repressione ingiustificata. Inutile descrivere la risposta di polizia & Co.
A quel punto i milanesi sono saliti sul treno, e quello che è successo lì sopra chiaramente non ho potuto vederlo, anche perché al lancio dei sassi mi sono debitamente distanziato dalla testa del binario alla quale mi ero avvicinato per vedere meglio cosa accadeva al binario 20.
Allontanandomi mi sono accorto di un cittadino con un bendaggio alla testa, e della maggior quantità di polizia e carabinieri.

Le tensioni sono continuate, con nuovi gesti di violenza e arroganza da parte delle FFO.
Ero rimasto in disparte, accanto alla biglietteria e sempre davanti ai binari 17-18, insieme a un gruppetto di persone.
Polizia e carabinieri stavano occupando, senza alcuna ragione, tutta quella parte della stazione, e un carabiniere ci si è avvicinato minaccioso, spingendo una ragazza e blaterando qualcosa sugli ordini ricevuti. Lei, arrabbiata, ha chiesto all’uomo in divisa come si fosse permesso di metterle le mani addosso, e lui con arroganza le ha risposta che se voleva poteva andare a lamentarsi in questura. A quel punto, anche per distrarre l’attenzione dalla ragazza, ho estratto con tranquillità la Costituzione italiana che ho sempre nello zaino, e gliel’ho mostrata chiedendogli se sapesse cosa fosse. L’ha guardata, ha letto, mi ha guardato, e mi ha risposto qualcosa tipo “E quindi che cos’è?”. Gli ho detto con garbo che era la nostra Costituzione, e che quella stava sopra a lui e ai suoi ordini. Non so se abbia compreso, ma ha girato i tacchi ed è tornato tra i suoi sodali.
A quel punto, pur non conoscendoci tutti, abbiamo tacitamente deciso di restare per essere testimoni di qualunque cosa fosse ancora successa.
Per intimorirci, e solo per quello perché non avevamo fatto nulla e lo sapevano perfettamente, abbiamo assistito increduli al nostro accerchiamento.
Cioè noi, 7 cittadini tranquilli e sereni, siamo stati fisicamente accerchiati da una dozzina di carabinieri, che con manganelli e scudi in mano, ci guardavano.
A quel punto, con la Costituzione ancora in mano, non ci ho più visto, e, rivolto alla gente raggruppata un po’ distante che guardava verso noi, ho gridato la prima parte dell’Art.13, “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. “ e che se noi cittadini lasciamo morire quelle parole, quella Costituzione, allora rimaniamo solo dei numeri.
Non credo che le mie parole e il mio sfogo sia servito a qualcosa, anche se di certo male non ha fatto a tanti sentire quelle parole, me compreso che anzi mi sono fatto più forza. Sta di fatto che hanno chiesto i documenti a tutti escluso il sottoscritto.

Non so quanto ci abbiano tenuti lì, ma azzarderei un 10 minuti.
Sarà un caso, ma hanno restituito i documenti e ci hanno lasciato uscire non appena è giunto al limitare del cerchio Giorgio Cremaschi (Presidente Comitato Centrale della FIOM). Ora, posto che ringrazio anche in questa testimonianza Cremaschi, ma è possibile che la nostra libertà possa essere limitata o riconosciuta a seconda della presenza o meno di un personaggio noto e riconosciuto come “autorità” dalle FFO?
Inizialmente, durante l’accerchiamento e appena fuori dal cerchio, le FFO hanno chiesto un documento d’identità ad un ragazzo che, a quel punto, ha provato a scappare, per finire immediatamente raggiunto e sbattuto contro il muro e bloccato da due carabinieri, dove è rimasto per diverso tempo.
Una volta liberi, le cose sono andate lentamente a scemare, con altre tensioni minori e con i gli applausi al treno per Milano che finalmente partiva.

E’ stato terribile vedere di quale violenza ed oppressione è capace il nostro Stato quando agisce nel nome di interessi privati e non nel segno della Costituzione.
Ma è bene vederle certe cose, esserci di persona, provarle sulla propria pelle, sentire cosa ti succede dentro. Perché queste cose, purtroppo, ci sono e ci saranno sempre più, in Italia e in Europa. E bisogna prepararsi fisicamente e psicologicamente, per quanto non si sarà mai abbastanza pronti a vedere e subire questo tipo di violenza, di oppressione.
Ritornando a casa (un’oretta circa) ho continuato a sentirmi addosso e dentro tutta la rabbia per quanto successo, per la gravità e la spudoratezza di quanto visto e vissuto, e ho continuato a stringere quell’insieme di pagine e parole che è la nostra Costituzione. Più o meno inconsapevolmente mi ero aggrappato anche fisicamente a quel libretto che è stato capace di darmi forza prima, durante e dopo.
Dobbiamo brandirla come arma, quando occorre, dobbiamo imparare a farlo.
Quel testo se lasciato da solo vale come un giornale da metropolitana. La Costituzione ha la forza che noi le diamo, che noi le consentiamo di avere. Questi casi, aimè sempre più frequenti, non devono indurre in noi il pensiero che quel testo, i suoi principi, i suoi valori, siano ormai un’eredità persa, ma anzi devono spronarci a un maggior impegno per ribadire che quella Costituzione è ancora in vigore e tale deve rimanere. A qualunque costo.

venerdì 24 febbraio 2012

ANPI Nazionale aderisce allo sciopero generale FIOM del 9 marzo



L’ANPI Nazionale sostiene lo sciopero generale 
della FIOM-CGIL del 9 marzo

“L’art. 18 e la rappresentanza sindacale non si toccano,
sono fondamentali presidi di libertà”

Roma, 24 febbraio 2012

L’ANPI è a fianco della FIOM in occasione dello sciopero proclamato per il 9 marzo 2012, condividendone le motivazioni e soprattutto quelle che vanno al di là del contingente sindacale (che è sempre doveroso lasciare alla competenza del Sindacato), ed investono questioni di principio, di fondo dello stesso sistema democratico.

In particolare, l’ANPI è fermamente convinta che l’art. 18 dello Statuto rappresenta tuttora una garanzia di libertà, non risultando, peraltro, che la sua abolizione potrebbe in alcun modo giovare a risolvere il problema della crescita, dello sviluppo e della occupazione, che dipende da ben altri fattori e che deve essere risolto con provvedimenti organici, diretti unicamente e coerentemente a questi fini.

E’ altresì nostra convinzione che il problema della rappresentanza sindacale in azienda si risolva in un vero e proprio presidio di libertà, corrispondendo non solo alla necessità di una forte e positiva dialettica sindacale, ma anche e soprattutto all’esigenza di attuazione di uno dei principi fondamentali consacrati nell’art. 39 della Costituzione: le lavoratrici ed i lavoratori hanno diritto ad essere rappresentati e tutelati, anche all’interno delle aziende, sempre e comunque, e in ogni caso indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto aziendale.

Quando si tratta di princìpi fondamentali, che attengono ai diritti civili, politici e sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, la linea di difesa apprestata dal Sindacato ci riguarda tutti, come cittadini e come persone, perché il lavoro e la dignità nel lavoro appartengono ai fondamenti della convivenza civile.

Per questo solidarizziamo con l’iniziativa della FIOM, nella convinzione fermissima che, nella sostanza, i problemi sollevati riguardano l’intera collettività.

Carlo Smuraglia
Presidente Nazionale ANPI

mercoledì 8 febbraio 2012

Giorno del Ricordo a Grugliasco: l'ANPI presente contro l'orgoglio fascista


Giorno del Ricordo a Grugliasco (TO)
Venerdì 10 febbraio 2012 h 10.00
Giardini "Vittime delle foibe 1943-1945", corso Fratelli Cervi 
(vicino all'Osteria dei 5 Piatti)

La Sezione ANPI "68 Martiri" sarà presente coerentemente con la direttiva dell'ANPI Nazionale, contenuta nel documento politico approvato al 15° Congresso Nazionale dell'ANPI svolto a Torino dal 24 al 27 marzo 2011:

"10 Febbraio: Giorno del Ricordo. L'ANPI e i democratici debbono uscire dalla difensiva e non consentire che questa giornata, complici anche autorità pubbliche corrive, sia occasione per celebrazioni “dell'orgoglio fascista”, con volgari strumentalizzazioni del dramma delle foibe ed intollerabili aggressioni alla memoria dei partigiani e della Resistenza.
L’ANPI deve collaborare con le istituzioni locali, con gli istituti storici e con tutte le associazioni democratiche e antifasciste che promuovano dibattiti o momenti di confronto sugli avvenimenti che hanno coinvolto il confine nord orientale dell’Italia, partendo almeno dalla Prima guerra mondiale."

Il Comitato di Sezione "ANPI 68 Martiri" Grugliasco

domenica 15 gennaio 2012

1° Commissione per la Consulta Antifascista di Grugliasco


Dal sito del Comune. Si riunirà giovedì 19 gennaio, alle ore 18, nell’aula del Consiglio Comunale, al primo piano del municipio, in piazza Matteotti 50, la commissione consiliare “Affari Istituzionali – Personale – Attività amministrativa e produttiva”. 
All’ordine del giorno, firmato dalla presidente Valeria Saracco, è prevista l’istituzione della consulta antifascista permanente della città di Grugliasco. 
Come stabilito dal regolamento del Consiglio Comunale la riunione della commissione è pubblica e tutti i cittadini interessati possono assistervi.


1° Commissione consiliare per la Consulta Antifascista
Giovedì 19 Gennaio 2012 h 18.00
Municipio di Grugliasco, piazza Matteotti 39

Il 19 gennaio 2012 alle ore 18.00, presso il Municipio, si terrà la riunione della 1° commissione del consiglio comunale di Grugliasco, denominata “Affari Istituzionali”, nella quale sarà discusso il regolamento della Consulta Antifascista comunale, organismo che sostituirà il Comitato Medaglia d’Argento.

Tale regolamento è stato scritto e licenziato con parere unanime, dopo mesi di confronto sereno e partecipato, dal Comitato Medaglia d’Argento, di cui la Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” è componente attiva.

Iscritti, militanti e simpatizzanti della Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco sono invitati a essere presenti tra il pubblico, come previsto dai regolamenti, per assistere allo svolgimento dei lavori della commissione.

Sarà occasione utile per capire come funzionano le commissioni consiliari e per vigilare sull’iter istituzionale necessario per la costituzione della Consulta Antifascista di Grugliasco

La Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco invita i consiglieri comunali a prendere visione del regolamento della Consulta Antifascista, così come indicato dal Comitato Medaglia d’Argento, affinché possa essere approvato definitivamente dal Consiglio Comunale entro il 67° anniversario della Festa di Liberazione nazionale, 25 Aprile, e della seguente commemorazione della strage nazifascista dei 68 Martiri di Grugliasco, 29 e 30 Aprile.

Il Comitato di Sezione
A.N.P.I. “68 Martiri” Grugliasco

giovedì 12 gennaio 2012

Giù le mani dall'Acqua e dalla Democrazia!



GIU' LE MANI DALL'ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

Roma, 12 Gennaio 2012

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.
A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.


Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

martedì 10 gennaio 2012

Nessuna liberalizzazione rispetta i referendum!

Non esiste liberalizzazione del servizio idrico che rispetti i referendum.
Basta trucchi e trucchetti, il Governo Monti rispetti il voto popolare

Roma, 10 gennaio 2012

Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell'acqua.

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell'acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

L'applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

domenica 11 dicembre 2011

42° anniversario della strage neofascista di Piazza Fontana


Luna Rossa
Parole e musica di Claudio Bernieri (1971), incisa poi dagli Yu Kung nell'album "Pietre della mia gente" (1976), interpretata anche dalla Banda Bassotti nell'album "Avanzo de cantiere" (1995) con una variante sul finale ("la classe operaia continua la sua lotta") e con il titolo "Luna Rossa". 

Il pomeriggio del 12 Dicembre 
in piazza del Duomo ce l'avete illuminato 
ma in via del Corso non ci sono le luci 
per l'Autunno caldo il comune le ha levate. 

In piazza Fontana il traffico è animato 
c'è il mercatino degli agricoltori 
sull'autobus a Milano in poche ore 
la testa nel bavero del cappotto alzato. 

Bisogna fare tutto molto in fretta 
perché la banca chiude gli sportelli 
oh come tutto vola così in fretta 
risparmi gente tutto così in fretta. 

No, no, no, non si può più dormire 
la luna è rossa, è rossa di violenza 
bisogna piangere i sogni per capire 
che l'unica giustizia borghese si è spenta.

Scende Dicembre sopra la sera 
sopra la gente che parla di Natale 
se questa vita avrà un futuro 
metterò casa potrà anche andare. 

Dice la gente che in piazza Fontana 
forse è scoppiata una caldaia 
là nella piazza sedici morti 
li benediva un cardinale. 

No, no, no, non si può più dormire 
la luna è rossa, è rossa di violenza 
bisogna piangere i sogni per capire 
che l'unica giustizia borghese si è spenta. 

Notti di sangue e di terrore 
scendono a valle sul mio paese 
chi pagherà le vittime innocenti? 
chi darà vita a Pinelli il ferroviere. 

Ieri ho sognato il mio padrone 
a una riunione confidenziale 
si son levati tutti il cappello 
prima di fare questo macello 

No, no, no, non si può più dormire 
la luna è rossa, è rossa di violenza 
bisogna piangere i sogni per capire 
che l'unica giustizia borghese si è spenta. 

Sulla montagna dei martiri nostri 
tanto giurando su Gramsci e Matteotti 
sull'operaio caduto in cantiere 
su tutti i compagni in carcere sepolti. 

Come un vecchio discende il fascismo 
succhia la vita ad ogni gioventù 
ma non sentite l'urlo sulla barricata 
la classe operaia lo aspetterà armata.

No, no, no, non si può più dormire 
la luna è rossa, è rossa di violenza 
bisogna piangere i sogni per capire 
che l'unica giustizia borghese si è spenta. 


No, no, no, non si può più dormire 
la luna è rossa, è rossa di violenza 
bisogna piangere i sogni per capire 
che l'unica giustizia borghese si è spenta.

Incontro ANPI d'inizio anno con brindisi: domenica 8 gennaio 2012



Incontro ANPI d’inizio anno di Sezione 
con brindisi di auguri
Domenica 8 Gennaio 2012 h 9.30-12.30
Grugliasco, via San Rocco 20, centro civico “Nello Farina”

L’ANPI “68 Martiri” di Grugliasco convoca tutti gli iscritti e i simpatizzanti al tradizionale incontro d’inizio anno per rilanciare le attività della Sezione del 2012 e scambiare gli auguri, per un nuovo anno “di sana e robusta Costituzione”.
Verranno presentate le relazioni del Presidente e del Tesoriere, insieme alle relazioni sulle attività svolte nel 2011 e su quelle in programma per il 2012.
Seguirà dibattito.
Durante l’incontro i giovani militanti dell’ANPI suoneranno canzoni partigiane in versione acustica.
Al termine l’ANPI offrirà un piccolo buffet a tutti i convenuti.

L'iniziativa si svolge nell'ambito della "Nuova Stagione" dell'ANPI e della campagna di tesseramento ANPI 2012 "Costituzione, Democrazia, Diritti".
Con la modifica dello Statuto Nazionale, dal 2006, possono iscriversi e partecipare alla vita associativa dell'ANPI tutti coloro che, pur non avendo partecipato alla lotta di Liberazione dal nazifascismo per questioni anagrafiche, si riconoscono nei valori dell'Antifascismo e nei principi della Costituzione, nata dalla Resistenza.
Sarà possibile rinnovare l’iscrizione o iscriversi all'ANPI per la prima volta; la tessera ANPI ordinaria costa 15,00 €, per gli studenti delle scuole superiori 10,00 €.

Sono invitate a portare un breve saluto le organizzazioni antifasciste presenti in città (partiti, associazioni, gruppi informali, comitati, movimenti, ecc.).

venerdì 9 dicembre 2011

ANPI Nazionale su scipero nzionale, "Se non ora quando" e Piazza Fontana



Roma, 9 dicembre 2011

Il Presidente Nazionale ANPI sullo sciopero del 12 dicembre, “Se non ora, quando?” e Piazza Fontana: “Piena e sentita l’adesione della nostra Associazione ai tre eventi”


Nei prossimi giorni, si verificheranno tre eventi di diverso contenuto e con diverse modalità, ma tutti estremamente importanti, di fronte ai quali l’ANPI non può che manifestare la sua piena, sentita, partecipe assonanza.

Lo sciopero di tre ore, proclamato per lunedì 12 dicembre dalle tre Confederazioni sindacali, è un fatto straordinario già per il fatto stesso della ritrovata unità, su temi di tanto rilievo e di così forte impatto sociale. Ma c’è di più. Questo sciopero non è di quelli che mirano a far cadere un Governo, ma costituisce un modo fermo e deciso per ottenere che nella manovra in corso ci sia – accanto al rigore – maggiore equità.
Non si chiede, dunque, nulla di impossibile, anche se è noto che i tempi stringono e che l’operazione non può che essere contrassegnata da una risolutezza e tempestività indispensabili; ottenere che non si colpiscano o si colpiscano meno i sacrificati di sempre, coloro che hanno sempre pagato, e si usi una maniera più forte nei confronti degli evasori fiscali, dei detentori di patrimoni immobiliari e finanziari rilevanti, vale a dire dei più abbienti, non significa negare la possibilità e l’urgenza di provvedimenti anche duri, ma solo pretendere che si mantenga soprattutto quell’equità sociale che lo stesso Governo Monti, all’atto della sua nascita, ha assunto come un impegno ineludibile.

Quanto al secondo evento, mi riferisco alle manifestazioni indette dalle donne per domenica 11 dicembre, “Se non ora, quando?”, a Roma e in tante piazze d’Italia. Le donne sono state le prime, il 13 febbraio scorso, a dare un grande segnale di risveglio e la dimostrazione concreta di un cambiamento possibile. Adesso tornano in piazza a chiedere ancora di più. Ma non è tanto la parola d’ordine che ci preme (spetta alle donne decidere ciò che vogliono e pretendono e fissare i loro obiettivi) quanto il fatto in sé di un forte appello, per una nuova e fortissima presenza delle donne sulla scena politica. Salutiamo, dunque, questa manifestazione non solo con piacere e soddisfazione, ma come il segno di una comune speranza di un futuro migliore.

Infine, lunedì 12 dicembre ricorrerà il 42° anniversario della strage di Piazza Fontana.
Milano la ricorderà degnamente, come fa ogni anno; non si tratta, peraltro, solo di una questione milanese, ma di una questione nazionale. Piazza Fontana è stata non solo un attacco gravissimo e terribile alla vita di tante persone inermi, ma ha costituito uno dei più gravi attacchi alla stessa democrazia del nostro Paese. Come tale esso va rievocato, non solo per stringersi ancora una volta attorno ai sopravvissuti ed ai familiari delle vittime, che vanno sempre affettuosamente ricordati, ma anche perché non si può ammettere che su una simile, tragica vicenda, cada l’oblio; così come non è accettabile che non si conosca ancora tutta la verità. A completare il quadro già in sé insufficiente (anche se ormai è pacifica la matrice, individuata nella destra nera), mancano ancora troppi tasselli (il ruolo di alcune parti dello Stato, i dirottamenti e le deviazioni, le responsabilità di esecutori e mandanti, ecc.), che vanno colmati, se non sul piano giudiziario, almeno su quello della verità storica, che è poi, ora e sempre, uno dei fondamenti della democrazia.
Per questo, bisogna insistere ancora e con forza perché si elimini ogni forma di segreto, perché tutto divenga chiaro, limpido e trasparente; la verità serve non solo a completare la conoscenza storica ed a lenire, almeno in parte, il dolore, ma serve soprattutto come monito e deterrente per il futuro e per creare anticorpi idonei a difendere da ogni possibile attacco la nostra democrazia.

Il Presidente Nazionale ANPI
Carlo Smuraglia

martedì 6 dicembre 2011

INCONTRO ANPI ZONA OVEST DI TORINO a San Gillio 10 dicembre 2011


INCONTRO ANPI ZONA OVEST DI TORINO
Sabato 10 dicembre 2011 ore 15.00
via dei campi sportivi, 1 - San Gillio (TO)
Salone polivalente

Incontro di fine anno tra Partigiani, iscritti ANPI, simpatizzanti, rappresentanti delle Istituzioni, forze politiche, associazioni, esponenti della società civile e della scuola

Programma
Saluto di Luciano Rosso, Presidente ANPI intercomunale Alpignano
Saluto di Stefano Cavallero, Sindaco di San Gillio
Saluto di Giovanni Nepote, Coordinatore ANPI Zona Ovest
Intervento ufficiale di Nerio Nesi, Presidente Fondazione Camillo Cavour, sul tema “Risorgimento, Resistenza, Costituzione”
Saluto di Diego Novelli, Presidente ANPI Provinciale Torino
Saluto del Comandante Gino Cattaneo, Comitato d’Onore ANPI Nazionale
Presiede: Maria Grazia La Monica, Vicepresidente ANPI intercomunale Alpignano
Con la partecipazione degli alunni della scuola elementare di San Gillio
Intervengono in concerto le Primule Rosse
Rinfresco e brindisi di fine anno offerto dalle Sezioni ANPI Zona Ovest di Torino

Organizzano le Sezioni ANPI della Zona Ovest di Torino.
ANPI intercomunale di Alpignano (Alpignano, Caselette, Givoletto, La Cassa, San Gillio, Val Della Torre),
ANPI Collegno,
ANPI Druento,
ANPI Grugliasco,
ANPI Pianezza,
ANPI Rivoli,
ANPI Rosta.

Con il patrocinio del Comune di San Gillio.

lunedì 5 dicembre 2011

Giuramento della Garda 2011



Rinnovo del Giuramento della Garda
8 Dicembre 1943-2011
San Giorio di Susa h 10.00

Giuramento della Garda 2011
Giovedì 8 Dicembre 2011
h 10.00 Ritrovo in piazza Giordano Velino a San Giorio di Susa
h 10.30 Alzabandiera al Parco della Memoria, frazione Garda
Saluto del Sindaco di San Giorio, Danilo Bar
Orazione ufficiale del Vicepresidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà
Canzoni partigiane sulle corde di una chitarra, gruppo Le Malecorde
h 13.00 incontro conviviale presso il ristorante La Balma
Prenotazione entro il 3 dicembre presso:
Danilo Bar 328/2886136
Massimo Bachetti 333/7570853 – 011/9637704
Ristorante La Balma 0122/49617

Tutte le Sezioni ANPI sono invitate a partecipare con delegazioni e bandiere.
Con il patrocinio del Comune di San Giorio di Susa

In caso di maltempo la manifestazione avrà luogo in piazza 5 Martiri, c/o Centro polivalente di San Giorio di Susa.


VAL SUSA, DICEMBRE 1943
I tedeschi si stavano organizzando per un rastrellamento in grande stile. Il brigadeführer delle SS Paul Zimmermann intendeva infatti approfittare dell’inverno, che rendeva impossibile la ritirata in alta valle o il passaggio nelle valli contigue, per stroncare definitivamente il movimento partigiano. L’attacco tedesco scattò il 20 dicembre e fino alla metà di gennaio tutta la zona fu sottoposta a continue incursioni, accompagnate da incendi, arresti, saccheggi, furti e violenze di ogni genere, ma non riuscì a soffocare il movimento partigiano, anche perché il Comando militare della valle di Susa, in accordo con i comandanti delle varie formazioni e il CLN di Torino, aveva provveduto a sciogliere temporaneamente le bande, a eccezione di un gruppo di sciatori in alta valle e un gruppo di sabotatori in bassa valle.
Prima però di sciogliersi i principali organizzatori della resistenza della valle di Susa si ritrovarono l’8 dicembre in località Garda, presso la frazione Martinetti di San Giorio, dove prestarono solenne giuramento di lottare con tutte le loro forze contro l’occupatore straniero.

domenica 27 novembre 2011

Domenica 4 dicembre gazebo + formazione ANPI sui 68 Martiri di Grugliasco


Domenica 4 Dicembre h 9.30-12.00
Grugliasco, piazza 66 Martiri
Gazebo ANPI in ricordo degli attentati neofascisti avvenuti a Grugliasco

Al gazebo sarà possibile ricevere notizie sull'attività della Sezione, dell'ANPI Provinciale e Nazionale; abbonarsi a Patria Indipendente, rivista nazionale ANPI; trovare copie del giornalino di Sezione "La Gru Partigiana" e altre pubblicazioni in offerta libera; cantare canzoni partigiane; prendere visione di fotografie storiche di Grugliasco.
Ci si potrà iscrivere all'ANPI, la tessera ordinaria costa 15,00 €, per gli studenti delle scuole superiori 10,00 €.
Sarà occasione di ricordare gli attentati neofascisti avvenuti a Grugliasco il 4 dicembre 1969 proprio in piazza 66 Martiri, come ricordato dall’Indagine sull’Attività Neofascista in Piemonte dell’aprile 1975: “Grugliasco 4/12/1969 Tentativo di incendio alla Sezione comunista “66 Martiri” che si trova nell’omonima piazza di Grugliasco”.

Domenica 4 Dicembre h 15.00-18.00
Grugliasco, Sezione ANPI, via la Salle 4
Formazione militanti ANPI: i 68 Martiri di Grugliasco

h 15.00 Proiezione video "La lunga scia di sangue"
h 16.00 Dibattito e presentazione documenti storici
L'ANPI di Grugliasco organizza un pomeriggio di formazione per militanti, iscritti e simpatizzanti sulla strage nazifascista dei 68 Martiri di Grugliasco. Sarà proiettato il video “La lunga scia di sangue” a cui seguirà dibattito. Saranno analizzati i documenti storici e le testimonianze riguardanti l'eccidio. Saranno inoltre presentati documenti inediti che gettano nuova luce sulle responsabilità italiane della strage nazifascista.

Le due iniziative si svolgono nell'ambito della "Nuova Stagione" dell'ANPI e della campagna di tesseramento ANPI 2012 "Costituzione, Democrazia, Diritti".

lunedì 21 novembre 2011

Manifestazione nazionale per i Beni Comuni 26/11 a Roma

 
MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER I BENI COMUNI
ROMA, 26 NOVEMBRE 2011

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA 
PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, 
PER UN'USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI


Roma, ore 14.00 - Piazza della Repubblica
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.

Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un'inversione di rotta rispetto all'idea del mercato come unico regolatore sociale.
Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.
Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATOE TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE

Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.
Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.

Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a Marzo 2012.
Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.


Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.


Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.
Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.
Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.

E un futuro diverso per tutte e tutti.



Promuove: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua



Aderiscono: "Aghe di mont" - Coordinamento dei Comitati della Montagna Friulana per l'Acqua Pubblica, AIAB - associazione italiana agricoltura biologica, Alternativa Ribelle/Ribalta, Alternativ@Mente, Ass. Altraladispoli, Ass. Altramente, Ass. BETA-L.E.E.S., Ass. Città della Gioia onlus (Napoli), Ass. Culturale I Care, Ass. Culturale Partecipazione, Ass. Federata di Tutela degli Utenti e  Consumatori - USICONS, Ass. Fratelli dell'Uomo, Ass. InFormazione InMovimento Legnano Arese, Ass. Logout Lab, Ass. Luoghi-Comuni: movimento Piceno di Democrazia dal basso, Ass. Monastero del Bene Comune - Verona (Sezano), Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi, CGIL Padova, CGIL Roma e Lazio, Circolo Legambiente di Bareggio, Comitato Si alle rinnovabili No al nucleare, Confederazione Unitaria di Base (CUB) di Roma e Provincia, Coordinamento Lavoratori Autoconvocati, Lavoratori Autorganizzati MEF, Coordinamento Nazionale No Debito, Ecologisti Civici e Verdi, Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio, FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio/Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, Italia in svendita - Fermiamoli!, Italia Nostra Castelli Romani, Gruppo Abele, Scuola di Pace, Lavoro Società - Cgil, Libera, - Rete dei girotondi e movimenti, Meetup 607 Amici di Beppe Grillo di Cuneo, MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini, Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio, Osservatorio Europa, PeaceLink, Rete@Sinistra, Rete Commons - Uniti per i beni comuni Benevento, Rete degli Stati Generali della Precarietà, Rete delle Ciclofficine Romane, Rete Zero Waste Lazio, RSU degli Uffici Centrali dell'Agenzia delle Dogane, Solidarietà e Partecipazione - Castrovillari, Studenti Indipendenti dell'Università Roma Tre, Terracina Social Forum, Unione Inquilini, Unione Sindacale di Base - USB, Unione Sindacale Italiana - USI, Verdi Ambiente e Società - VAS ONLUS



Sostengono: Ass. Politica Culturale - Lista Civica "Viva Sansepolcro", Comunisti Uniti, Comunisti Sinistra Popolare, Democratici per l'Acqua Pubblica, Federazione dei Verdi, Federazione della Sinistra, Federazione dei Verdi, FGCI, Forum SEL "Beni Comuni" - Emilia Romagna, Laboratorio politico-culturale Alternativa, Lista Civica Voi con Noi Bareggio, Movimento Cinque Stelle Portici (NA), Movimento Città Viva - Nola, Partito dei Carc, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra critica - Movimento per la Sinistra Anticapitalista, Sinistra Ecologia e Libertà, 



Adesioni Enti Locali: Comune di Capannori (LU), Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI), Comune di Corchiano (VT), Comune di Giulianova (TE), Comune di Monterotondo (RM), Comune di Napoli, Comune di Nola (NA), Comune di Roma - Municipio IX 



La CGIL sostiene la manifestazione nazionale del 26 Novembre


Testo del volantino:

PER L’ACQUA E LA DEMOCRAZIA
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare è ferma nei cassetti del Parlamento e gli enti locali continuano a gestire il servizio idrico come prima. Non solo. Grazie ai diktat della BCE, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni. Governo e poteri forti resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

L’ACQUA NON E’ UN DEBITO
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. Ma i poteri forti ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società.

“OBBEDIENZA CIVILE” PER UN’USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI
Vogliamo lanciare la campagna di “Obbedienza civile”, che, obbedendo al voto referendario della maggioranza del popolo italiano, esiga da subito l’eliminazione dalle tariffe della parte relativa ai profitti garantiti. Se ciò non avverrà procederemo all’autoriduzione collettiva delle stesse. Perché i beni comuni e i diritti sociali vengono prima delle banche e dei capitali finanziari. Perchè l’unica grande opera che vogliamo è la messa in sicurezza del territorio.

VI ASPETTIAMO TUTTE E TUTTI
Vogliamo che la manifestazione sia il luogo di tutte e di tutti come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua: radicale nei contenuti e per la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione.Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.
E un futuro diverso per tutte e tutti.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua