lunedì 6 giugno 2011

ANPI Nazionale: tutti a votare 4 SI ai referendum del 12 e 13 giugno


Roma, 6 giugno 2011

L’ANPI sui referendum del 12 e 13 giugno: “tutti alle urne per una nuova ventata di libertà, di equità e di giustizia”

Il Congresso Nazionale dell’ANPI ha approvato, all’unanimità, a Torino, un ordine del giorno di pieno sostegno e di piena adesione ai referendum.
E’ dovere di tutti gli organismi dell’ANPI e di tutti gli associati di mobilitarsi e di fare tutto il possibile (ed oltre) perché un gran numero di cittadini si rechi alle urne, domenica 12 e lunedì 13 giugno, affinché sia raggiunto il quorum necessario.
Il referendum è un diritto previsto espressamente dalla Costituzione e rappresenta un’essenziale e diretta manifestazione di volontà del popolo sovrano.
Soprattutto quando sono in gioco beni comuni e diritti fondamentali, costituzionalmente tutelati, la manifestazione del voto, in occasione di un referendum, è anche un dovere di solidarietà politica e sociale, a cui nessuno dovrebbe sottrarsi.
Il 12 e 13 giugno, peraltro, si dovrà esprimere un voto positivo, rispondendo con un fermo e sicuro “SI” ad ognuno dei quesiti, perché in questo modo non solo si contrasteranno i tentativi di privare i cittadini di un diritto fondamentale, ma si dirà, anche, una parola decisiva su questioni di estrema importanza per la nostra vita e il nostro futuro, questioni che riguardano l’energia, l’ecologia, il benessere, la giustizia, l’uguaglianza, insomma beni e diritti comuni, particolarmente collegati alla persona.
Tutti alle urne, dunque, per una nuova ventata di libertà, di equità e di giustizia, insomma per una nuova e grandiosa manifestazione di democrazia.

Il Comitato Nazionale ANPI

sabato 4 giugno 2011

Canzone "i 4 SI" per i referendum del 12 e 13 giugno


"I 4 SI" ovvero "La canzoncina dei referendum di giugno"

Musica dalla canzone tradizionale e popolare "Le tre bandiere"
Testo abbozzato dai militanti della sezione ANPI "68 Martiri" di Grugliasco (TO) durante l'ultimo weekend di formazione interna del 21 e 22 maggio 2011, campeggio a Perrero (TO) www.anpigrugliasco.blogspot.com


Ai referendum noi votiamo SI
ai referendum noi votiamo SI
è una questione di Costituzione
ai referendum noi votiamo SI
è una questione di Costituzione
ai referendum noi votiamo SI

Quesito 1
L'acqua privata la vogliamo no
l'acqua privata la vogliamo no
perché l'acqua è un bene comune
tutte le persone ne han diritto a un po'
perché l'acqua è un bene comune
tutte le persone ne han diritto a un po'

Quesito 2
L'acqua merce lo vogliamo no
l'acqua merce lo vogliamo no
si scrive acqua ma è democrazia
fuori i profitti dall'H2O
si scrive acqua ma è democrazia
fuori i profitti dall'H2O.

Quesito 3
Il nucleare lo vogliamo no
il nucleare lo vogliamo no
perché ci piace un po' di più il solare
il nucleare lo vogliamo no
perché ci piace un po' di più il solare
il nucleare lo vogliamo no

Quesito 4
L'impedimento lo vogliamo no
l'impedimento lo vogliamo no
perché la legge è uguale per tutti
per belli e brutti quindi anche per te
perché la legge è uguale per tutti
per belli e brutti quindi anche per te

Ai referendum vota 4 SI
ai referendum vota 4 SI
è una questione di Costituzione
ai referendum vota 4 SI
è una questione di Costituzione
ai referendum vota 4 SI


Referendum del 12 e 13 Giugno 2011: vota e fai votare 4 SI!

venerdì 3 giugno 2011

Carlo Smuraglia: discorso del 2 Giugno 2011 a Milano


2 giugno - Festa della Repubblica e della Costituzione

Prima di tutto, un saluto ai milanesi, con i quali - in questi giorni - ci siamo visti piuttosto spesso e sempre in allegria.
Ma subìto dopo voglio inviare un caldissimo saluto ai tanti - dell’ANPI e della CGIL, soprattutto - che sono venuti da altre Regioni, spesso lontane, per partecipare a questa festa e per riflettere con noi sulle prospettive. A loro, un saluto ed un grazie particolare.
Abbiamo avuto finalmente un grande giorno, non solo qui ma in tutta Italia.
Avevamo recepito segnali, creato occasioni, cercato di collegare, ma ci voleva un momento di sintesi. Ed è stato bellissimo. Grandiosa la festa, grandioso l’entusiasmo, grandiosa la felicità che sprizzava dai centomila in Piazza Duomo, che esprimevano gioia, volontà di riscatto, speranza, mescolata a certezza. Ed è stato magnifico il saluto all’ANPI; al solo pronunciarne il nome, un applauso imponente e poi alto, spontaneo, gioioso, il canto di Bella ciao; è una canzone a noi cara, da sempre, ma cantata da centomila persone è apparsa ancora più bella e emozionante. Un momento indimenticabile, lo assicuro a chi non c’era, un momento, per tutti, di gioia e commozione al tempo stesso.
Oggi, la festa non è finita, ma è un’altra cosa; oggi ripetiamo, insieme, undici associazioni, promotrici, ma con tante e significative adesioni, di Associazioni e di singole personalità, la manifestazione dello scorso anno, con cui festeggiammo insieme Repubblica e Costituzione. Festeggiare, per noi, non vuol dire solo “festa” nel senso classico della parola, ma significa anche riflettere, fare un bilancio, valutare le prospettive.
Una Repubblica che spesso appare a rischio, nei suoi fondamenti, nelle sue strutture, perché la Repubblica è fatta di regole, di istituzioni, di un sistema organizzativo, ma è fatta di princìpi e di valori prima di tutto.
E questa Repubblica è scaduta ad un livello sempre più basso; gli scandali non solo privati del Presidente del Consiglio, l’arroganza del potere, il trasformismo in Parlamento, quale non si ricordava dagli inizi del ‘900, al livello di una compravendita e della mancanza totale di coscienza morale, l’attacco reiterato e continuato, sempre più aspro, alle istituzioni di garanzia, alla Magistratura, alla Corte Costituzionale, al Presidente della Repubblica (anche se, per quest’ultimo, in forme più insinuanti, come non rispondere ai suoi accorati appelli o mostrare ossequio e poi non tenerne alcun conto), soprattutto l’ostinato disprezzo delle regole; e la caduta di ogni dignità anche all’estero (chi non ricorda, da ultimo, l’approccio lamentoso del Presidente della Repubblica a Obama e al Presidente russo, al G8?; io mi sono sinceramente vergognato per lui e per il nostro Paese), l’impossibilità del confronto, il vuoto legislativo, le Camere ridotte ad esecutrici dell’agenda dettata dalla maggioranza, sottoposta ad una sequenza di decreti legge e provvedimenti omnibus, nonché a continue votazioni di fiducia, mentre il Paese, il Paese reale, brucia.
Che ne è di una Repubblica democratica quando escono dati come quelli dell’Istat, che descrivono una condizione femminile, una condizione di giovani e meno giovani, senza lavoro o con lavoro precario? Soprattutto quando ci parlano di 2 milioni di persone, tra i 18 e i 30 anni, che non solo non lavorano, ma hanno perso ogni speranza e non cercano neppure più lavoro. Che ne è di una Repubblica democratica quando, a tutti questi diseredati, resta solo l’arte di arrangiarsi?
E in più, manifestazioni aperte di razzismo e di disuguaglianza, manifestazioni continue di fascismo e nazifascismo, che sfidano apertamente il carattere democratico che dovrebbe avere questa Repubblica.
E non va meglio, per quanto riguarda la Costituzione. Non sono solo gli attacchi a questa o quella norma, i progetti di riforma “epocali”, i disegni di legge depositati in Parlamento ma pronti a spiccare il volo alla prima occasione. E non mi stancherò mai di ripetere che ciò a cui bisogna porre attenzione non sono solo le proposte di modifica, che spesso sono soltanto “manifesti”, o dichiarazioni di intenti”, ma le violazioni silenziose, il disprezzo più o meno evidente per i princìpi e i valori, l’abitudine di disattendere, nei fatti, il dettato costituzionale. Penso agli accordi Fiat ed alle decisioni di Marchionne a fronte dell’art. 41 della Costituzione, che vuole il rispetto della libertà, dignità e sicurezza della persona e richiama l’imprenditore privato al concetto di utilità sociale. Penso agli applausi che salutano nell’assemblea degli industriali l’amministratore delegato della Thyssen, condannato per l’omicidio, fra atroci sofferenze, di otto persone; applauso a cui si accompagna un giudizio ancora peggiore, secondo il quale certe sentenze impediscono che gli stranieri vengano ad investire in Italia. Che significa non avere rispetto non solo per le regole della sicurezza, ma neppure per la morte di alcuni lavoratori e la distruzione della vita di tante famiglie.
E colpisce un Parlamento in cui è solo il Governo che impone le priorità, suona l’adunata quando c’è una legge che ritiene utile ai suoi interessi e mercanteggia i voti.
In questo sta lo svilimento della Costituzione, la sua negazione nei fatti; così come lo è il decadimento della scuola pubblica, dello spettacolo, della cultura, dell’arte; e come lo è la mancanza di prospettive e di speranze per i giovani, la negazione della libertà e indipendenza dell’informazione.
Certo, questo quadro ha avuto e sta avendo alcune correzioni; ci sono - lo abbiamo già detto - segni di riscossa; l’indifferenza sembra sfumare sullo sfondo ; molti cittadini acquistano consapevolezza della situazione e cominciano non solo a gridare “basta”, ma a dimostrare con fatti ed azioni precise che considerano superato il limite della tolleranza. In altre parole, più semplici, non se ne può più; e c’è gran voglia di reagire, di farsi sentire, di tornare ad essere protagonisti, in nome della Costituzione e della democrazia.
E si colgono segni concreti. Mezza Italia che vive in modo nuovo, città che parevano condannate al malgoverno e improvvisamente si riscattano; Milano che vede tornare al governo della città le forze democratiche dopo ben diciotto anni; Napoli che rivela un improvviso e importante desiderio di legalità, e così Novara, Trieste, Cagliari; e qui da noi Rho, Desio e perfino Arcore, la tana del lupo che si apre alla democrazia.
Segnali che ci fanno gioire, ma che non devono creare illusioni.
Prima di tutto, perché se la destra deve fare serie riflessioni sulla sconfitta, l’opposizione e il centro sinistra non possono fare a meno di riflettere sui propri errori e sulle proprie debolezze.
Guai se non lo facessero, nel momento in cui è necessario andare avanti, consolidare i successi, trasformandoli in vittoria politica, che lasci il segno non solo a livello locale e nelle situazioni locali, ma al centro, in Parlamento, nel Governo.
Una riflessione che deve avere, a mio parere, due obiettivi:
- Il primo, l’unità di tutte le forze democratiche e antifasciste; so che è difficile, ma io non mi riferisco ad un fenomeno organico, ma ad un’alleanza che rispetti le singole autonomie, ma ne cerchi i punti in comune, li faccia sentire e sia capace di esprimerli ai cittadini, che sono stanchi di diatribe e vogliono unità di intenti, collaborazione, sforzo comune. Con questa manifestazione diamo un piccolo esempio, perché essa nasce dall’intesa di undici associazioni ed abbiano il dovere, di anno in anno, di estenderla e rafforzarla; ma essa deve avere riflessi non solo nelle grandi occasioni, ma nella stessa vita quotidiana, di fronte ai singoli problemi ed assumere carattere di continuità.
- Il secondo, implica lo sforzo di creare e rendere evidente l’alternativa; bisogna cioè riuscire a contrapporre a chi vuole condurci verso l’oscurità, verso il populismo e l’autoritarismo e verso il degrado, la forza della democrazia, un progetto visibile, una linea su cui si possa intravvedere il futuro, senza deviazioni e tenendo ferma la barra della dignità e dell’equità.
Questo è il punto più delicato, perché il difetto di una vera progettualità è tangibile e visibile per chiunque. Ma senza di esso, si resta fermi nella protesta e basta. Ci sono modelli alternativi rispetto ai ricatti di Marchionne?
Certamente si, ma bisogna svilupparli, costruirli e metterli in campo. Ci sono possibili modelli di sviluppo, in un Paese stanco e immobile, senza sviluppo e senza lavoro? Certamente, sì, ma bisogna smettere di piangersi addosso invece di confrontarsi a fondo sui problemi concreti; bisogna riflettere, bisogna costruire, con l’apporto di tutti, e dimostrare ai cittadini che non siamo condannati al degrado, che la soluzione c’è ed esiste chi è pronto a portarla avanti.
C’è un modo diverso di vivere la politica, fondandosi sulla morale e sulla correttezza? Certamente si. Ma è ora, finalmente, non di predicarlo, ma di mostrare concretamente come si deve agire, nella vita comune ed in quella politica, corrispondendo a criteri di profonda eticità.
Ecco, queste sono le linee che dobbiamo indicare anche in un giorno di festa, se vogliamo che essa continui e si trasformi in una nuova fase della vita del Paese.
Con un ultimo avvertimento. Se fino a qualche giorno fa, cercavamo di astenerci da previsioni sull’esito del voto se non altro per scaramanzia, adesso bisogna convincersi che non abbiamo ancora superato le difficoltà, insomma non abbiamo ancora vinto definitivamente e dobbiamo fare attenzione ai colpi di coda. Il gigante atterrato può rialzarsi e colpire duramente, anche per vendetta; il desiderio di rivincita può produrre effetti devastanti.
E non basta: l’apertura di una sede di Casa Pound a Milano, in una zona come Quarto Oggiaro, non può che destare serie preoccupazioni, facendoci convinti che occorre più che mai battere ogni rigurgito di fascismo e nazifascismo, purtroppo sempre in agguato.
Bisogna sapere tutto questo ed essere preparati. Insomma, come in un film Western, bisogna fare festa, ma bisogna lasciare al loro posto le sentinelle e tenere gli occhi aperti; e dopo la festa, lavorare.
Chi ne volesse una prova, dovrebbe riflettere su ciò che è avvenuto due giorni fa, nella Commissione difesa della Camera. Mentre tutti pensavano al voto e commentavano i risultati, in Commissione difesa la maggioranza portava avanti e concludeva un disegno di legge, per alcuni aspetti, vergognoso, perché nel disciplinare le associazioni di interesse delle forze armate, non solo pretende la loro totale apoliticità, non solo le pone sotto un penetrante controllo del Ministero della difesa, ma equipara tutti i combattenti e dunque anche quelli che combatterono con la Repubblica di Salò. E’ un progetto ricorrente, che abbiamo sempre avversato e che ora è stato posto alla ribalta proprio in un giorno di diffusa distrazione, respingendo ogni tentativo di modifica e perfino gli emendamenti e un disegno di legge in materia, proposto dall’opposizione.
Il fatto è di una gravità inaudita, e bisognerà impegnarsi, da adesso fino al momento in cui arriverà all’esame dell’Assemblea di Montecitorio, perché esso venga profondamente e radicalmente cambiato. Chiediamo l’impegno di tutte le organizzazioni dei combattenti per la libertà, delle forze democratiche, in Parlamento e fuori, nonché l’appoggio dei cittadini; e mobiliteremo i nostri iscritti perché facciano sentire la loro voce ed impediscano questo sconcio, che nega ed offende la nostra storia, la Resistenza e i Caduti per la libertà.
Può darsi che qualcuno trovi che è presto per tutto questo ragionamento e che adesso bisogna godersi la festa. Ma la nostra proposta non è quella di non gioire e festeggiare, ma quella – semmai – di restare vigilanti, di non sedersi sugli allori e convincersi che c’è ancora un lungo cammino da percorrere. Sta a noi accelerarlo, sta a noi trasformare la riscossa di un momento in una vera e definitiva vittoria, sta a noi risollevare il Paese dal degrado e dalla rovina, per tornare alla Costituzione, ai princìpi, ai valori, alla democrazia, alla libertà, insomma per costruire un’Italia diversa, quale la volle la Resistenza, un’Italia serena e felice, fatta di sviluppo, di lavoro, di cultura, di buona scuola, di ricerca, di convivenza civile, contro le disuguaglianze e il razzismo. Insomma, bisogna provocare una scelta definitiva tra l’Italia dei poteri forti, dei prepotenti, dei furbetti, degli immorali e l’Italia dell’Unità, della democrazia e dell’antifascismo. Siamo qui per questa Italia, nel 150 anniversario della sua Unità; facciamola crescere, facciamola diventare adulta e democratica, per noi e per i nostri figli, per i nostri nipoti, soprattutto per un avvenire migliore.
E poiché abbiamo alle porte un’altra prova importante, della quale avevano tentato di privarci, i referendum, cogliamo l’occasione, dimostrando prima di tutto che vogliamo esercitare questo diritto fondamentale della democrazia, andando tutti a votare; in secondo luogo, votando SI a tutti i quesiti (nucleare, acqua, legittimo impedimento), perché si tratta di decidere, in definitiva, su beni comuni, che riguardano la nostra vita e il nostro futuro e sul principio di uguaglianza, che è il fondamento della democrazia. Tutti alle urne, dunque, il 12 e il 13 giugno. C’è stato, anni fa, qualcuno che ha invitato i cittadini – in simili occasioni – ad andare al mare. Quell’appello, ingiusto e contrario al dovere di un uomo di Stato, non gli portò fortuna. Dimostriamo anche oggi che vogliamo essere padroni del nostro destino ed esercitare un diritto che la Costituzione ci riconosce, ma che in qualche modo è anche un dovere morale quando si tratta di beni comuni e di problemi che attengono alla persona nostra, dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Ma si tratta, soprattutto, di dare una prova definitiva di un fatto che certo non piacerà a chi ci governa, che cioè siamo ormai in cammino e non intendiamo fermarci: un cammino che conduce verso un’Italia più civile, più democratica, più antifascista, fondata sulle regole ed i princìpi di una Costituzione conquistata col sangue dei combattenti per la libertà.

Carlo Smuraglia
Presidente Nazionale ANPI

mercoledì 1 giugno 2011

Il PDL ci riprova: i reduci di Salò come i partigiani. Smuraglia: si nega la storia


Il Pdl ci riprova: i reduci di Salò come i Partigiani. Smuraglia: si nega la storia

Ho detto due sere fa, in Piazza Duomo, in un momento di collettiva euforia per l'elezione del candidato sindaco del centro sinistra, Giuliano Pisapia, che bisogna essere sempre vigilanti e non distrarsi anche nei momenti di festa, perché i pericoli sono sempre in agguato. Il richiamo era fondato.

Chi ne volesse una prova, dovrebbe riflettere su ciò che è avvenuto due giorni fa, nella Commissione di difesa della Camera. Mentre tutti pensavano al voto e commentavano i risultati, in Commissione difesa la maggioranza portava avanti e concludeva un disegno di legge, per alcuni aspetti, vergognoso, perché nel dettare una disciplina per le associazioni di interesse delle forze armate, non solo pretende la loro totale apoliticità (che significa? Non si potrà neppure difendere la Costituzione?), non solo le pone sotto un penetrante controllo del Ministero della difesa, ma mette sullo stesso piano tutti i combattenti e dunque anche quelli che combatterono con la Repubblica di Salò.

E’ un progetto ricorrente, che abbiamo sempre avversato e che ora è stato posto alla ribalta proprio in un giorno di diffusa distrazione, respingendo ogni tentativo di modifica e perfino gli emendamenti e un disegno di legge in materia, proposti dall’opposizione.

Il fatto è di una gravità inaudita, che l’ANPI denuncia con forza e con sdegno; bisognerà impegnarsi, da adesso fino al momento in cui il testo arriverà all’esame dell’Assemblea di Montecitorio, perché esso venga profondamente e radicalmente cambiato, proprio nelle parti che ho indicato e soprattutto in quella iniqua equiparazione tra combattenti della libertà e combattenti in difesa della dittatura fascista.

Chiediamo l’impegno di tutte le organizzazioni dei combattenti per la libertà, delle forze democratiche, in Parlamento e fuori, e ci rivolgiamo ai cittadini che hanno a cuore la democrazia e credono nell’antifascismo, per avere il loro appoggio e il loro sostegno; e mobiliteremo tutti i nostri scritti perché facciano sentire la loro voce ed impediscano questo sconcio, che nega la nostra storia e la Resistenza e offende la memoria dei Caduti per la libertà.

Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI

Milano, 1 giugno 2011

martedì 31 maggio 2011

Il PDL ci riprova: i fascisti come i Partigiani

IL PDL CI RIPROVA, I REPUBBLICHINI COME I PARTIGIANI. 
ENNESIMA PROPOSTA VERGOGNOSA!

Le Associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale di Salò potrebbero avere lo stesso riconoscimento dell'ANPI e delle altre associazioni ex combattentistiche, ricevendo anche contributi statali: l'apertura è prevista da una proposta di legge del PDL al voto della commissione Difesa della Camera. Ma è scontro con le opposizioni.
La proposta di legge, di cui Gregorio Fontana è il primo firmatario, nasce dalla volontà di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica, visto che tra l'altro ricevono dei fondi dal ministero della Difesa (tra il 2009 e il 2011 hanno ricevuto 1,5 milioni annui complessivamente). Il provvedimento stabilisce i requisiti perché queste associazioni ricevano il riconoscimento di Associazioni di interesse delle Forze Armate: tra i requisiti ci deve essere la loro apoliticità e che i loro statuti rispettino i principi di democrazia interna. I problemi cominciano perché la proposta assegna al Ministero un compito di vigilanza non solo sulla legittimità dei loro statuti, ma sulle attività stesse delle associazioni. E qui il centrosinistra vi ha visto la volontà di sottoporre a controllo l'ANPI, cioe' l'Associazione Nazionale Partigiani.
Ma l'elemento deflagrante è l'apertura al riconoscimento delle associazioni dei combattenti di Salò. Il testo infatti prevede che possano essere riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex ''belligeranti'', senza limitazioni di sorta. Immediata la replica preoccupata dell'ANPI per bocca del presidente Carlo Smuraglia: "L'ANPI ha manifestato più volte netta e ferma opposizione a un'operazione del genere inammissibile sotto ogni profilo, storico e politico". "Continueremo ad opporci con ogni mezzo - prosegue Smuraglia - , anche chiamando alla mobilitazione iscritti e cittadini contro manovre di questo tipo che negano la storia e la realtà". 
Il braccio di ferro in Parlamento si è protratto nelle scorse sedute della Commissione Difesa, dopo che gli emendamenti delle opposizioni che correggevano questi elementi sono stati tutti bocciati. Per bloccare l'iter il PD ha presentato oggi una propria proposta, a prima firma Antonello Giacomelli, che è stato abbinato al testo Fontana. Questa proposta di legge prevede il riconoscimento solo per le associazioni di quanti sono stati ''legittimamente belligeranti'', il che escluderebbe i reduci della Repubblica sociale; in secondo luogo la vigilanza del Ministero non è sulle attività, ma unicamente sullo statuto delle Associazioni; infine le Associazioni sono sotto l'Alto patronato della Presidenza della Repubblica, per ''sottrarle alla maggioranza di turno''. ''Capisco che qualcuno possa dire - commenta Giacomelli - che l'omissione della dicitura 'legittimamente belligeranti' sia solo una dimenticanza, ma ultimamente queste coincidenza si moltiplicano: solo poche settimane fa era stata presentata proprio dal PDL una proposta che abrogava il divieto di ricostituire il Partito fascista, ed oggi si strizza l'occhiolino ai reduci di Salò. Alla vigilia del 2 giugno è meglio mettere dei punti fermi''. "In una giornata come questa mancava la proposta di dare soldi ai reduci di Salò. Veramente qui dentro c'è chi lavora per il re di Prussia" è stato il commento del parlamentare del PDL Franco De Luca, vicino alle posizioni del ministro Rotondi. 

Fonte: repubblica.it 


La risposta dell'ANPI: 

Immediata la replica preoccupata dell'ANPI per bocca del presidente Carlo Smuraglia: "L'ANPI ha manifestato più volte netta e ferma opposizione a un'operazione del genere inammissibile sotto ogni profilo, storico e politico". "Continueremo ad opporci con ogni mezzo - prosegue Smuraglia - , anche chiamando alla mobilitazione iscritti e cittadini contro manovre di questo tipo che negano la storia e la realtà"

lunedì 23 maggio 2011

2 Giugno: Grugliasco Rock! La Repubblica è giovane


In occasione del 2 Giugno Festa della Repubblica l'ANPI "68 Martiri" di Grugliasco organizza:

Grugliasco Rock - La Repubblica è Giovane!
1° Edizione

Concerto band giovanili con letture sulla Costituzione
2 Giugno 2011
dalle 15.00 alle 18.30
Chalet del Parco Culturale Le Serre
via Tiziano Lanza 31 - Grugliasco (TO)

In concerto:
O.P.S. - One Penny Songs, Ethos, Dieci Piccoli Indiani, Residuo Fisso 2.0, e altri in fase di definizione

L'ANPI di Grugliasco ha organizzato un evento per la Festa della Repubblica, giovedì 2 Giugno, presso lo Chalet del Parco Culturale Le Serre, via Lanza 31.
Si tratta di un concerto di gruppi giovanili, con letture sul tema della Repubblica e della Costituzione: come già fatto per il 25 Aprile, stiamo cercando di battere ogni strada possibile per aggregare giovani, famiglie e associazioni del territorio attorno ai temi che queste giornate "ufficiali" ci pongono ogni anno.
Secondo noi possiamo raggiungere questo obiettivo partendo dalla musica, dall'arte, dalla cultura nelle sue tante forme, dalle scuole e soprattutto da noi giovani: facciamo FESTA!
Speriamo di vedervi in tanti, partecipate numerosi!

domenica 22 maggio 2011

Fiaccolata SI VOTA a Grugliasco: 27 Maggio h 20.30


Fiaccolata SI VOTA:
Grugliasco dice SI ai referendum del 12-13 giugno!


Grugliasco (TO) Venerdì 27 Maggio 2011

ore 20.30
ritrovo davanti alla piscina comunale, corso Torino 82

ore 21.00
formazione e partenza del corteo sul percorso corso Torino – via Lupo – piazza 66 Martiri – piazza Matteotti – Municipio (circa 1,2 km)

ore 22.00
inizio assemblea pubblica in sala consiliare, piazza Matteotti 50

ore 22.10
Stefano Risso sull’acqua pubblica

ore 22.25
Stefano Bechis sul nucleare

ore 22.40
Patrizia Bugnano sul legittimo impedimento

ore 22.55
domande e interventi del pubblico

ore 23.45
saluto delle istituzioni


Tutta la cittadinanza è invitata a prendere parte alla mobilitazione: libertà è partecipazione!

Dalla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, art. 75
"È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge […]. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi."

Difendi e promuovi i tuoi diritti: SI vota, vota SI!

giovedì 19 maggio 2011

Carlo Smuraglia: “Il Governo ha oltrepassato ogni limite”


Carlo Smuraglia: “Il Governo ha oltrepassato ogni limite”

“Ancora una volta, da parte di esponenti del Governo, si è oltrepassato ogni limite, con rinnovati attacchi alla Magistratura, con l'incredibile aggressione verbale nei confronti di una Magistrata della Procura della Repubblica di Milano, con la proposta di ridimensionamento dei poteri del Presidente della Repubblica, con correlativo aumento di poteri in favore del Governo, con riferimenti irrispettosi nei confronti della Corte Costituzionale e relative proposte di modifica, insomma con rinnovate ed esasperate manifestazioni di spregio nei confronti delle istituzioni di garanzia”.

Inizia così una dichiarazione del presidente nazionale dell'ANPI Carlo Smuraglia a commento delle ultime prese di posizione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dichiarazioni – spiega Smuraglia – accompagnate “dalla dimostrazione di una inequivocabile vocazione autoritaria” e “dall'incredibile proposta di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato di alcuni settori della magistratura”.

“Ritengo – agiunge il presidente dell’Anpi - che queste dichiarazioni e proposte, assieme ai continui attacchi alla Costituzione, siano insopportabili per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia e ritengono che una corretta convivenza civile non possa che fondarsi sul confronto e sul rispetto delle regole, delle istituzioni e delle persone, nonché su principi intangibili come quello della divisione dei poteri”.

“Valuterà il prossimo Comitato nazionale dell'ANPI – conclude Smuraglia - le iniziative che sarà opportuno adottare affinché questo “Paese smarrito “ (nel quale, oltretutto, si plaude ad un imprenditore condannato per la morte atroce di otto lavoratori e si considera la sicurezza del lavoro come un “lusso” che il Paese non può permettersi) possa tornare ad essere quella democrazia fondata sul lavoro, sull'uguaglianza, sulla dignità che fu sognata dai combattenti per la libertà e realizzata da una Costituzione che, per i principi ed i valori che rappresenta, deve essere cara al cuore ed alla ragione di tutti gli italiani".

sabato 14 maggio 2011

ANPI Provinciale Torino: SI all'Acqua Bene Comune, vota SI ai referendum


A.N.P.I. Provinciale di Torino:
2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE!

SI scrive acqua, SI legge democrazia:

il 12 e 13 giugno vota SI ai referendum!


“L’acqua non può diventare fonte di profitti. È un bene comune e come tale deve essere salvaguardato con forza. In virtù di questo l’ANPI sostiene la battaglia avviata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e impegna a tal fine tutte le sue strutture.”
Segreteria A.N.P.I. Nazionale, 9 Aprile 2010

L’acqua è un diritto, non una merce.
L’acqua deve restare fuori dal mercato, non può essere assoggettata a logiche di profitto, perché l’acqua è fonte di vita e costituisce un bene comune irrinunciabile dell’umanità.
Il diritto all’acqua è un diritto umano inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.
Come ha dichiarato Wladimiro Settimelli, direttore di Patria Indipendente, rivista ufficiale dell’A.N.P.I. Nazionale, sul numero di settembre 2010: “i Partigiani si sono battuti per la democrazia, la giustizia sociale e la libertà. Privatizzare un bene collettivo come l’acqua è davvero da fascisti e, dunque, un atto di un egoismo sconvolgente e ingiusto verso la collettività e l’intero Paese”.

L’acqua è un simbolo dietro il quale risiede un ragionamento profondo sullo stato attuale e futuro della nostra società: abbiamo il dovere di garantire i diritti fondamentali dei cittadini, di lottare per la dignità delle persone e contro la deriva autoritaria in atto nel nostro Paese, che mira a trasformare definitivamente la democrazia sancita dalla Costituzione, nata dalla Resistenza, in una frammentazione territoriale di tante democrazie autoritarie.
La Resistenza non è finita nel 1945, continua ancora oggi attraverso la difesa dei diritti dei cittadini e la tutela dei beni comuni: l’A.N.P.I. intende promuovere la partecipazione dei cittadini per l’attuazione della Costituzione e la transizione consapevole a stili di vita più sostenibili, come già ampiamente indicato da Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torinese arrestato e torturato nel 1944 dai fascisti nelle famigerate carceri di via Asti a Torino. Nel 1972 Peccei fondò il Club di Roma, aprendo la strada allo studio e alla critica dei limiti dello sviluppo e alla pratica della sostenibilità della vita umana in equilibrio con le risorse finite del pianeta, affermando che “la nonviolenza deve essere considerata non solo come caratteristica necessaria della società umana a tutti i livelli e in tutti i settori, ma anche come elemento cruciale delle relazioni tra la società umana e la natura”.

Sulla base di queste considerazioni, in Italia si è attivata un'ampia coalizione sociale in difesa della gestione pubblica del servizio idrico, che ha promosso due referendum abrogativi, per i quali sono state depositate in Cassazione oltre 1.400.000 di firme, record assoluto nella storia della Repubblica, circostanza che sottolinea la grande sensibilità dei cittadini su questo tema.

L’A.N.P.I. Provinciale di Torino appoggia e sostiene il Comitato “2 SI per l’Acqua Bene Comune”, costituito dalla società civile nella sua colorata pluralità, dalle associazioni dei consumatori a quelle ambientaliste, dal mondo cattolico alle forze anticapitaliste, dai movimenti sociali al mondo sindacale, dai comitati spontanei alle strutture organizzate, ricordando come anche lo spirito del C.L.N. – Comitato di Liberazione Nazionale – durante la Guerra di Liberazione dal nazifascismo fosse fondato sul principio dell’unità nella diversità.

L’A.N.P.I. Provinciale di Torino condivide la battaglia di civiltà per la difesa dell’acqua come bene comune: pertanto aderisce ai due referendum per l'acqua pubblica e si impegna a dare mandato a tutte le proprie Sezioni locali affinché prendano immediatamente contatto con i comitati locali “2 SI per l’Acqua Bene Comune” e li sostengano attivamente, per attuare sul proprio territorio sinergia organizzativa e dare luogo a ogni iniziativa volta a sensibilizzare i cittadini sul tema.

L’A.N.P.I. Provinciale di Torino ritiene che l’accorpamento della data di svolgimento dei referendum con quella di svolgimento delle elezioni amministrative sia doveroso per almeno due motivi: in primo luogo perché sia garantita la partecipazione democratica a scelte fondamentali per la vita del Paese, contro la strategia del silenzio e dell'astensionismo; in secondo luogo, è scandaloso e inaccettabile che in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo vengano indetti tre appuntamenti elettorali nel giro di un mese e mezzo con un aggravio per la spesa pubblica di più di 350 milioni di euro.

Buon lavoro, dunque, a tutti i Partigiani dell’Acqua che stanno lottando per vincere questa importante battaglia di civiltà, per raggiungere il quorum al referendum e per la vittoria dei SI.

Fuori l’acqua dal mercato, fuori il profitto dall’acqua!
SI ALL’ACQUA BENE COMUNE!

giovedì 12 maggio 2011

ANPI Nazionale: il Governo ha oltrepassato ogni limite


Roma, 12 maggio 2011

Carlo Smuraglia: “il Governo ha oltrepassato ogni limite”

Ancora una volta, da parte di esponenti del Governo, si è oltrepassato ogni limite, con rinnovati attacchi alla Magistratura, con l'incredibile aggressione verbale nei confronti di una Magistrata della Procura della Repubblica di Milano, con la proposta di ridimensionamento dei poteri del Presidente della Repubblica, con correlativo aumento di poteri in favore del Governo, con riferimenti irrispettosi nei confronti della Corte Costituzionale e relative proposte di modifica, insomma con rinnovate ed esasperate manifestazioni di spregio nei confronti delle istituzioni di garanzia. Il tutto accompagnato dalla dimostrazione di una inequivocabile vocazione autoritaria e dall'incredibile proposta di una commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato di alcuni settori della magistratura.

Ritengo che queste dichiarazioni e proposte, assieme ai continui attacchi alla Costituzione, siano insopportabili per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia e ritengono che una corretta convivenza civile non possa che fondarsi sul confronto e sul rispetto delle regole, delle istituzioni e delle persone, nonché su principi intangibili come quello della divisione dei poteri.

Valuterà il prossimo Comitato Nazionale dell'ANPI le iniziative che sarà opportuno adottare affinché questo “Paese smarrito “ (nel quale, oltretutto, si plaude ad un imprenditore condannato per la morte atroce di otto lavoratori e si considera la sicurezza del lavoro come un “lusso” che il Paese non può permettersi) possa tornare ad essere quella democrazia fondata sul lavoro, sull'uguaglianza, sulla dignità che fu sognata dai combattenti per la libertà e realizzata da una Costituzione che, per i principi ed i valori che rappresenta, deve essere cara al cuore ed alla ragione di tutti gli italiani.

Il Presidente Nazionale dell'ANPI
Carlo Smuraglia

domenica 8 maggio 2011

Digeo Novelli a Grugliasco 15 Maggio ore 10


Incontro con DIEGO NOVELLI
Più forza all’ Antifascismo più futuro per la Democrazia
DOMENICA 15 MAGGIO 2011 ore 10.00
Centro civico “Nello Farina” via San Rocco 20, Grugliasco

Antonio FALBO
Partigiano, Presidente A.N.P.I. Grugliasco

Gino CATTANEO
Comandante Partigiano, A.N.P.I. Nazionale

Diego NOVELLI
Presidente A.N.P.I. Provinciale di Torino

lunedì 2 maggio 2011

Restiamo Umani: Resistenza Palestinese e Freedom Flotilla 2



Lunedì 9 Maggio 2011 ore 21.00
Restiamo Umani: Resistenza Palestinese e Freedom Flotilla 2
Sezione ANPI "68 Martiri" Grugliasco
Grugliasco, via La Salle 4

L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Sezione "68 Martiri" di Grugliasco, organizza una serata di informazione, dibattito e confronto sulla Resistenza Palestinese e il genocidio in corso a Gaza.
Saranno proiettati video sull'operazione militare israeliana "Piombo Fuso" del 2008, un massacro con oltre 1.500 persone uccise, e interviste di Vittorio Arrigoni, l'attivista dei diritti umani ucciso a Gaza il 15 Aprile 2011 e a cui è stata recenetemente dedicata una sezione ANPI in provincia di Ferrara.
Sarà anche un'occasione utile per raccogliere fondi a favore della nave italiana "Restiamo Umani" che partirà con la Freedom Flotilla 2 a fine maggio per forzare l'assedio israeliano di Gaza e portare solidarietà al popolo palestinese.
Restiamo Umani!

ore 21.00
- Proiezione del documentario "Il Genocidio e il Silenzio"
- Proiezione dell'intervista di Vittorio Arrigoni dopo il massacro "Piombo Fuso"
- Interventi di Alfonso Iozzo, medico del Gerbido e attivista per i diritti umani, e di Marco De Ros, attivista del centro studi Falastin di Torino
- Dibattito

ANPI Nazionale sostiene i 4 referendum del 12 e 13 Giugno


L'ANPI Nazionale sostiene i 4 referendum del 12 e 13 Giugno

Roma, 2 maggio 2011

L’ANPI invita i suoi soci e tutti gli antifascisti e i democratici a partecipare al voto referendario del 12 e 13 giugno e a dare indicazioni coerenti col dettato Costituzionale, coi principi di libertà, giustizia, uguaglianza. A favore quindi della tutela dei beni pubblici, contro tutti i provvedimenti che possono mettere a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, e contro quelli che contrastano con l’esigenza e la necessità di una giustizia uguale per tutti.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

ANPI Nazionale su elezioni amministrative del 15 e 16 Maggio


L'ANPI Nazionale sulle elezioni amministrative del 15 e 16 Maggio

Roma, 2 maggio 2011

L’ANPI invita i sui soci e tutti i cittadini che si richiamano ai valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace, che hanno animato la Lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica:
- a prendere parte alle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio per contrastare con efficacia l’astensionismo affinché, con una grande partecipazione al voto, in particolare delle nuove generazioni, esso si confermi come una essenziale conquista democratica;
- a dedicare il proprio voto, in presenza di una grave crisi della democrazia e dei continui attacchi cui è soggetta, a quelle forze politiche ed a quei candidati per i quali l’Antifascismo e la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile e che in coerenza con valori, i principi e gli obiettivi della Costituzione, ispirano i loro programmi e la loro azione all’esigenza di un rinnovamento politico e sociale del Paese ed in particolare della
realizzazione di un futuro dignitoso e sereno per le nuove generazioni.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

giovedì 28 aprile 2011

ANPI Nazionale sostiene lo sciopero generale CGIL del 6 Maggio


L'ANPI Nazionale sostiene lo sciopero generale CGIL del 6 Maggio

Roma, 28 aprile 2011

L’ANPI è a fianco della CGIL e dei lavoratori in sciopero il 6 maggio prossimo, condividendone preoccupazioni, contenuti e finalità.
E’ a rischio il diritto che fonda la nostra identità repubblicana: il lavoro, oggi minacciato, vilipeso e privato di dignità; sono a rischio diritti fondamentali, garantiti, in linea di principio, dalla Costituzione.
L’ANPI invita dunque tutti i suoi iscritti, gli antifascisti e i democratici a manifestare ai lavoratori in lotta la loro solidarietà e il loro sostegno.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

martedì 19 aprile 2011

Appello ANPI Nazionale sul 25 Aprile 2011


Appello per il 25 Aprile 2011

“Cari compagni, ora tocca a noi. Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia. Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio. Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà” .

Giordano Cavestro (“Mirko"), 18 anni, studente di Parma, medaglia d’oro al valor militare, scrisse questa lettera appena prima di essere fucilato dai nazifascisti il 4 maggio 1944.
Il 25 aprile ha il suo nome.
Il 25 aprile ha il nome di tutti quei meravigliosi ragazzi e ragazze che immolarono la loro breve vita, senza alcuna esitazione, alla causa della liberazione del proprio Paese dalla tirannia nazifascista.

Il 25 aprile avremo i loro nomi nel cuore, nella coscienza, e li diffonderemo nelle piazze, ne faremo una ragione di impegno, ancora, per il futuro di una democrazia che, come sappiamo, come vediamo, non è data una volta per tutte, non vive di respiri propri, ma va irrobustita, vivificata, giorno per giorno. Il 25 aprile diremo il nome di Giordano Cavestro a quei senatori della destra, che stanno tentando, con una ignobile proposta di legge, di abrogare la XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista.
Diremo NO! E’ una vergogna, un oltraggio ai caduti per la libertà. All’Italia intera. Il 25 aprile diremo che dalla Liberazione non si torna indietro.
Da tutte le piazze, vie, scuole, caserme, mostreremo ancora una volta, e questa volta di più, il volto dell’Italia più bella e civile: quella che non dimentica. L’Italia democratica e antifascista.

Comitato ANPI Nazionale

domenica 17 aprile 2011

Grugliasco dice SI ai referendum: 12 e 13 giugno SI vota!



Il 12 e 13 Giugno in tutta l'Italia SI andrà al voto per 4 referendum abrogativi a cui bisognerà votare:

1)
SI per fermare la privatizzazione dell'acqua
2)
SI per eliminare i profitti dall'acqua
3)
SI per fermare il nucleare
4)
SI per eliminare il legittimo impedimento e garantire la giustizia uguale per tutti

Il 12 e 13 Giugno 2011 gli italiani sono chiamati al voto. Se il quorum verrà raggiunto (cioè se voterà il 50% +1 degli aventi diritto) e se vinceranno i sì, avremo vinto tutti e l'acqua tornerà ad essere un bene comune.
Grugliasco farà la sua parte per resistuire all'Italia dignità, futuro, giustizia e libertà.

SI vota: il 12 e 13 giugno vota e fai votare SI!


Per info:
www.referendumacqua.it
www.fermiamoilnucleare.it

mercoledì 6 aprile 2011

Dal 25 Aprile non si torna indietro!


Roma, 6 aprile 2011

A proposito del Disegno di Legge costituzionale, depositato alla Segreteria di Palazzo Madama da cinque senatori della destra, volto ad abolire la XII Disposizione transitoria della Costituzione Repubblicana che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista”, l’ANPI (Associazione nazionale Partigiani d’Italia) denuncia questo proposito odioso
e provocatorio.

Si tratta dell’ennesima aggressione alla Costituzione, la più dissennata tentata dalla destra e dal suo governo.

Sul fascismo e sui suoi misfatti di dittatura, miseria, guerra, occupazione straniera del Paese, torture, crimini e stragi, pende implacabile e incancellabile da ogni revisionismo il giudizio della storia.

Sull’Antifascismo, sulla Resistenza e sulla Liberazione fondano la Costituzione, la Repubblica e la Democrazia riconquistata!

Contro l’esecrabile tentativo di riaprire la porta alla costituzione del partito fascista e di abolire il reato di apologia del fascismo, l’ANPI chiede la mobilitazione unitaria in tutto il Paese dei partigiani, degli antifascisti e delle loro associazioni insieme alle forze della politica, della cultura, dei sindacati e dell’associazionismo democratico.

Dalla Guerra di Liberazione, dal 25 Aprile non si torna indietro.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

lunedì 4 aprile 2011

Festa di Liberazione + Pranzo Partigiano a Grugliasco


25 Aprile a Grugliasco
Pranzo Partigiano
Festa di Liberazione dal nazifascismo
per l'Unità Nazionale


Festa di Liberazione Nazionale dal nazifascismo, per l’Unità d’Italia: festeggiamo insieme e coloriamo la città con il nostro entusiasmo per la Pace, la Democrazia, la Resistenza, la Costituzione, i diritti umani, dei lavoratori, degli studenti e dei migranti! Viva la Resistenza!

ore 9.30
Corteo per la Liberazione dal nazifascismo
Ritrovo in piazza 66 Martiri: tutti a manifestare con bandiere e foulard tricolori per la Costituzione!

ore 13.00
Pranzo Partigiano, grigliata a tema Unità d’Italia
Centro civico “Nello Farina”, via San Rocco 20.
Max 100 posti, quota 10,00 euro, iscriversi presso l'A.N.P.I. entro il 20 aprile.

ore 15.00
Festa-Concerto di Liberazione e per l’Unità Nazionale
Concerto di alcuni gruppi musicali di giovani antifascisti del territorio, tra cui i vincitori di Gruudstock 2011, esibizioni e attività culturali e artistiche.

PARTECIPA ANCHE TU,
DIFENDI LA DEMOCRAZIA CONTRO IL NAZIFASCISMO
ADERISCI ALL’A.N.P.I.!


Appello per il Pranzo Partigiano:

L'ANPI "68 Martiri" di Grugliasco organizza un pranzo partigiano per il 25 Aprile, Festa di Liberazione Nazionale dal nazifascismo, che quest'anno cade di Pasquetta, e si svolgerà presso il centro civico Nello Farina di via San Rocco 20, subito dopo il corteo per le vie cittadine e i discorsi in pubblico dell'amministrazione e dell'ANPI.

Il pranzo partigiano consisterà in una grigliata di carne e verdure, tinta da vini rossi e bianchi, a tema Primo e Secondo Risorgimento (Unità d'Italia e Resistenza) nell'ambito del 150° anniversario dell'Unità Nazionale.

I posti sono limitati (max 100 coperti) quindi chi è interessato è invitato a comunicarlo nel più breve tempo possibile.

La quota è di 10 euro a testa, di cui 5 da consegnare all'ANPI entro la scadenza delle iscrizioni, venerdì 15 aprile.

A seguire ci sarà il concerto di alcuni gruppi musicali di giovani antifascisti del territorio, tra cui i vincitori di Gruudstock 2011.

L'eventuale partecipazione di associazioni e gruppi con performance, esibizioni, lettura di poesie, attività varie, è benvenuta ma invitiamo a comunicarla per tempo in modo da inserirle organicamente nell'organizzazione del pomeriggio, che in ogni caso terminerà alle ore 18.00.

Invitiamo alla massima diffusione.

Per iscriversi al pranzo contattare l'ANPI di Grugliasco entro il 15 aprile, specificando nome e cognome dei partecipanti e consegnando 5 euro di caparra.

venerdì 1 aprile 2011

Sempre contro tutte le dittature e tutte le guerre


"Sempre contro tutte le dittature e tutte le guerre"
Il saluto dell’ANPI alla manifestazione di Emergency

Questo il saluto dell’ANPI Nazionale alla manifestazione del 2 aprile indetta da Emergency.

L’Anpi è senza esitazione dalla parte dei popoli che si liberano da quei regimi dittatoriali e oppressivi che giungono a sparare sui propri concittadini. Il Mediterraneo e il Medio Oriente possono essere all’alba di una nuova stagione. Per questo sono assai grandi le responsabilità delle organizzazioni democratiche, dei governi, degli organismi sovranazionali.

Prendiamo atto della risoluzione dell’ONU per la Libia, in difesa di quel popolo, ma siamo fermamente convinti che “l’Italia ripudia la guerra come mezzo per la soluzione delle controversie internazionali.”

Non si esce dalle crisi attuali e nemmeno si aiuta la costruzione di nuove realtà statuali democratiche né con la guerra dall’alto né dal basso. Devono tornare pienamente in campo la diplomazia, la politica e la cooperazione internazionale, colpevolmente assenti finora, per responsabilità dei governi UE – Italia in prima fila – che pure si erano impegnati per favorire la creazione di una area di cooperazione economica e istituzionale.

Questo processo va ripreso e messo al centro di una nuova politica nel Mediterraneo. A questa politica potranno collegarsi i nuovi gruppi dirigenti che quei Paesi e quei popoli sceglieranno in piena autonomia e libertà.

Comitato ANPI Nazionale